I vari tipi di piacere

01/01/2001

Una chiave di lettura per rintracciare senso e significati legati alla sessualità, può essere rappresentata dal tema del piacere. Questa modalità di approfondimento che ruota attorno al termine piacere, può essere particolarmente significativa proprio perché pone l'attenzione su questo aspetto vitale dell'esistenza che, affiancato alla realtà complessa che la presenza di un handicap produce, non trova facilmente cittadinanza nelle storie e nei percorsi delle persone disabili.
La ricerca di un benessere; senza la negazione del danno è spesso e paradossalmente l'ultima spiaggia a cui giungono i processi educativi e riabilitativi, una volta riposte faticosamente le illusioni "magiche" che più o meno nascostamente auspicavano la guarigione impossibile, il recupero completo.
La sessualità, in questo processo evolutivo, ha a volte la funzione di richiamare i soggetti interessati (operatori, famiglie, persone handicappate) ciascuno nel proprio ruolo, a una nuova e diversa definizione dei bisogni, delle aspettative, del senso della cura e delle relazioni.
Ecco dunque un breve elenco di tali significati:

La sessualità è parte integrante della persona e pervade i diversi elementi costitutivi dell'individuo: gli aspetti somatici, affettivi, intellettivi e sociali. Essa ruota attorno a due diverse dimensioni, strettamente collegate e interdipendenti tra loro.
Una dimensione individuale, soggettiva, che riguarda il proprio modo di essere nel mondo persona sessuata che è diverso da tutti gli altri modi possibili. La sessualità è espressione diretta della soggettività d'ogni singola persona, ha "la funzione d'accrescimento della coscienza di esistere" (A. Riva), in altre parole di potersi sentire vivo dentro e attraverso quello specifico corpo, di provare emozioni, affetti, pensieri e fantasie.
Il secondo elemento è la dimensione relazionale. Fornari ha mostrato l'intervento di una
" pulsione di scambio" come motivazione alla relazione sessuale. Essa spinge ad incontrare l'altro nel superamento della propria onnipotenza, nel riconoscimento e nell'accettazione delle reciproche diversità e quindi nel piacere di dare e di ricevere, d'essere oggetto e soggetto di desiderio e di piacere.
Queste due dimensioni sono presenti e si sviluppano fin dalla nascita attraverso la realizzazione di molteplici bisogni e la fruizione di diversi piaceri. Riprendendo e ampliando l'elenco delle diverse soddisfazioni e piaceri presentato da Canestrari, possiamo vedere come la sessualità tende a soddisfare spinte motivazionali diverse e complesse non finalizzate esclusivamente all'accoppiamento, ma che in esso possono trovare un'armonica espressione. Queste differenti motivazioni alla soddisfazione si sviluppano durante la crescita dell'individuo e possono manifestarsi nell'adulto in modo adeguato e complementare.

PIACERE SENSORIALE-MOTORIO: legate a tutte le sensazioni piacevoli provenienti dal corpo (es: l'accarezzare e l'essere accarezzati) che costituiscono l'essenza del sentirsi vivi, dell'esserci, dello stare bene dentro il proprio corpo, del sentirsi amato. Esse ci rimandano alle prime forme di piacere provate nell'infanzia e strettamente legate alle cure materne e alla comunicazione non verbale.
Fin dalla nascita il neonato riceve, attraverso il corpo, le cure materne che non solo gli garantiscono la vita, la soppravivenza ma gli procurano piacere, rassicurazione, consolazione e allentamento della tensione. La prima relazione affettiva del neonato, quella con la madre, è mediata innanzi tutto dal corpo: attraverso il contatto dei corpi egli impara non solo a conoscere il proprio corpo e quello materno, ma anche a vivere e ad esprimere le emozioni. Le senzazioni corporee sono il primo filtro con cui il neonato distingue ciò che è buono da ciò che è cattivo, ciò che piace da ciò che non piace. Esse possono provenire dall'ambiente esterno oppure essere auto provocate attraverso la stimolazione e l'esplorazione di determinate zone corporee, come ad es. la bocca.
La ricerca del contatto e dello scambio corporeo rimane anche nell'adulto come una delle principali fonti per comunicare e ricevere piacere.


PIACERE COGNITIVO-ESPLORATORIE: " tese ad allargare la conoscenza di sé e degli altri, ad appagare la curiosità e in generale il desiderio d'azione e ricognizione" (Canestrari).
Nel bambino si esprimono nel piacere di conoscere e di esplorare il proprio corpo e il mondo esterno. Ogni parte del corpo è soggetta alla curiosità e alla manipolazione,ciò permette di iniziare a costruire la propria immagine corporea e la propria identità sessuale, scoprendo che non si è tutto (non si è sia maschio che femmina, il corpo degli adulti è diverso da quello dei bambini) e che quindi esistono delle differenze e dei limiti. Il bambino esplora e conosce anche il mondo affettivo, scoprendo che lui non è al centro di tutti gli affetti , che un legame particolare lega mamma e papà da cui lui è escluso, e che il suo modo di voler bene alla mamma, " ti voglio sposare", è diverso dal suo modo di voler bene al papà, " da grande faccio il tuo lavoro", (periodo edipico).
Le soddisfazioni cognitivo-esploratorie emergono fortemente anche nell'adolescenza: al piacere di scoprire il proprio e altrui corpo si mescolano però anche le paure d'essere inadeguati e inferiori, generate dai grandi, e non sempre controllabili, mutamenti fisici. Spesso i primi rapporti sessuali sono generati dalla curiosità e dal bisogno di "sentirsi normali", di vedere che tutto funziona e dal desiderio di sentirsi grandi.
Nell'adulto queste soddisfazioni si possono esprimere nel desiderio di costruire relazioni affettive e sessuali basate sullo scambio reciproco, nella ricerca di una conoscenza più profonda di sé e dell'altro.

PIACERE CONNESSO ALL' AFFERMAZIONE DI SE': "Originano dal riconoscimento e dalla conferma della propria identità nei differenti campi d'azione" (Canestrari). A livello sessuale e affettivo è la fruizione del piacere di affermare la propria identità sessuale e la propria modalità di vivere la sessualità, di essere riconosciuti dall' altro nella propria unicità.
Nella bambina e nel bambino, questo piacere si esprime nel desiderio di conquistare e manifestare in generale la propria autonomia, in particolare la propria identità sessuale: di quest' ultima, attraverso i loro comportamenti, le loro amicizie, i loro giochi, cercano una conferma e un riconoscimento da parte dell' ambiente sociale.
Nell' adolescenza l'affermazione di sé ha prevalentemente una funzione di gratificazione narcisistica che passa attraverso un' accentuata cura, attenzione ed esibizione di parti del corpo, in linea anche con una determinata aspettativa e regola del gruppo dei pari. In questo periodo inizia il complesso processo di modificazione dell'affermazione del proprio modo di vivere la sessualità: da una modalità appropriativa, violenta e predatoria, dove il proprio ed esclusivo piacere è al centro di tutto, ad una modalità tesa alla reciprocità e allo scambio, nella consapevolezza che il raggiungimento del proprio piacere è intersecato al piacere altrui.

PIACERE DI TIPO AGGRESSIVO-COMPETITIVO: è il piacere che si ricava dal lottare, competere , dominare ed esercitare un potere sull' altro.
In tutte le relazioni affettive esiste sempre un' ambivalenza, cioè una compresenza di sentimenti d'amore e d'odio, di tenerezza e d'aggressività, di dominio e di sottomissione.
Il bambino vive quest'ambivalenza fin dal primo rapporto con la madre: la ama quando ella lo soddisfa ma la "odia" quando lei non realizza immediatamente ogni suo bisogno. Verso i 3/4 anni, le bambine e i bambini sperimentano da una parte un grande amore per il genitore del sesso opposto ma anche una forte aggressività per la frustrazione che subiscono nell'accorgersi che con quest'ultimo non hanno un rapporto esclusivo; contemporaneamente essi provano rabbia verso il genitore dello stesso sesso loro rivale, ma anche affetto e tenerezza tanto da desiderare d'essere come lei o come lui.Nei rapporti sessuali e affettivi tra adulti la spinta aggressiva si esprime ad es. nelle dinamiche di potere e sottomissine; là dove essa non è completare alla tenerezza e all'affetto si trasforma in distruttività e violenza.

PIACERE LEGATO ALL' AVERE CURA DELL' ALTRO: è il piacere di preoccuparsi per l'altro, di occuparsi di lui; è il piacere di far piacere. Nell' attività sessuale è la soddisfazione del provocare piacere nell' altro.
Nei primi anni di vita nel bambino è predominante il piacere di ricevere affetto, attenzioni, cure dalle persone che lo circondano; gradualmente egli scopre il piacere di far piacere, di poter dare all'altro qualcosa di buono., di costruire rapporti basati sulla reciprocità.
Il piacere d'avere cura dell' altro è una delle motivazioni che sono presenti sia nella scelta di avere dei figli, sia , più in generale, nella scelta di svolgere professioni di cura.

PIACERE DELLA MOTIVAZIONE SOCIALE: è la ricerca di coesione e affermazione della coppia all'interno del gruppo sociale più vasto.E' il desiderio di essere riconosciuti come una nuova entità, che supera e amplia l'esistenza di due individui separati.
Nell' adolescenza questo bisogno sociale determina un'evoluzione all' interno del gruppo dei pari. Inizialmente, tra i 10 e i 14 anni, i gruppi sono prevalentemente "omosessuali" cioè formati da ragazzi/e dello stesso sesso, bisognosi di una conferma della propria identità sessuale. Successivamente, tra i 14/16 anni, questi gruppi iniziano a disgregarsi perché nascono le prime coppie, vissute da coloro che rimangono come traditori. Queste coppie creano un nuovo gruppo, definito eterosessuale, in cui è ricercato un riconoscimento sociale del nuovo modo di vivere la sessualità.

PIACERE LUDICO: è la libera espressione di diverse parti di sé, nell' intimità con l' altro, comprese quelle più infantili e regressive.

Possiamo così vedere come la costruzione e l' espressione della sessualità siano strettamente legate alla storia personale, alle esperienze familiari e sociali. Il significato, il valore, il senso che ciascuno dà al termine sessuale è quindi unico e particolare, costituito da parti di sé conosciute e da parti più nascoste, inconsapevoli, ma ugualmente determinanti la propria rappresentazione di sessualità.

Parole chiave:
Sessualità