Handicap in Russia; una ricerca americana

01/01/1988 - Grazia Mannelli

Tra il materiale che ci è pervenuto dai vari stati europei e non, sulla
tematica handicap e risvolti sociali ed educativi, ci è parso abbastanza
interessante riportare alcune parti di uno studio sulla unione sovietica svolto
dalla università del Michigan (U.S.A.) nel 1987. Si tratta quindi di
informazioni non prelevate dalla fonte diretta, ma di seconda mano, poiché di
fatto fino ad ora, l' U.R.S.S. non ha pubblicato o divulgato notizie specifiche
sull'argomento.
Anche sulla Pere-Strojka Di Mikhail Gorbaciov, viene fatto solamente un breve
accenno al problemi della sanità e all'intenzione futura di potenziare e migliorare i servizi sanitari
pubblici in tutto il paese.


Un esame dei quadri statistici sull'educazione dei soggetti portatori dihandicap in Unione Sovietica, mostra che esistono scuole speciali perhandicappati fisici e mentali e regole ben precise definiscono i criteri diammissione a tali scuole. Il Dizionario Difettologico pubblicato dalla Accademiadelle Scienze Pedagogiche, definisce con precisione ogni handicap: dalparzialmente udente al ritardato mentale.
La letteratura occidentale sulle scuole russe ha accettato le descrizioniufficiali di come tutti i bambini vengano
esaminati al fine di rilevare disabilità fisiche e mentali, per esseresuccessivamente inviati a scuole speciali, corsi educativi di addestramento oterapia.
Si suppone che i genitori russi accompagnino i loro figli a scadenze regolari indeterminate cliniche per effettuare degli esami, prima di iscriverli alla scuolaall'età di 6/7 anni.
In questo modo se l'iter viene seguito correttamente, si può-scoprire per tempose il bambino è portatore di qualche tipo di disabilità.
Le scuole speciali sono divise per handicap specifico; vi sono scuole per muti,per parzialmente udenti, per bambini con problemi di linguaggio, perparzialmente vedenti, per handicappati fisici, per ritardati mentali educabili.
Le scuole per bambini con handicap multipli o gravi e ritardati mentali noneducabili sono delle strutture tipo "internati", gestite dal ministerodella salute pubblica e della sicurezza sociale delle varie repubbliche.
Ciò che manca sono dati reali su: Quanti sono gli handicappati fisici e mentaliin U.R.S.S.? Come sono cambiate le cifre nel tempo?
Qual'è la distribuzione regionale degli handicap?
Le uniche notizie ricavate sono che la scolarizzazione degli handicappati èmaggiore nelle regioni con un più alto livello economico, anche se appareincredibile la maggiore presenza di bambini handicappati nelle regioni piùsviluppate.
Anche per quel che riguarda la definizione di handicap in molti casi essa èrelativa, poiché può in realtà essere una condizione non permanente matemporanea. Certo è che questa ambiguità di definizione non si verifica soloin Unione Sovietica.
Negli Stati Uniti ad esempio per stabilire il numero di persone gravementeammalate in un dato periodo di due settimane, viene posta questa domanda:
"Ci sono stati giorni nei quali a causa della malattia, ha dovutointerrompere la sua attività lavorativa?" È chiaro che il ferimento di undito può interferire nella attività lavorativa di un violinista, ma non di unradio-annunciatore. Alcune ricerche sui pensionati in Unione Sovietica, indicanoche la maggior parte di essi ha interrotto l'attività lavorativa per motivi disalute; ma si è scoperto che essi potevano essere reintegrati, soprattuttoquelli in età non pensionabile, cambiando tipo di lavoro.
Uno studio russo sulle persone disabili al lavoro, mostra che ad un secondocontrollo esse non erano più totalmente disabili ma solo parzialmente, inquanto al momento del primo controllo erano affette da deficit temporanei.
La riabilitazione fu più attuabile presso i "colletti bianchi" chetra i "lavoratori operai".
In Estonia, anno dopo anno furono riscontrate delle percentuali di disabilìmaggiori che nelle altre due regioni vicine, Latvia e Lithuania, simili in tuttoe per tutto alla prima in quanto a paesaggio demografico, potenziale economico eservizi pubblici, per cui risulta significativa la distribuzione degli entiaventi funzione riabilitativa piuttosto che l'effettiva suddivisione regionaledelle persone disabili.

Bibliografia "Education of thè handi-capped in thè USSR: Exploration ofthè statistical picture" University of Mi-chigan and Princeton University.