Gli Stati sociali europei: il Regno Unito

01/01/1997 - (a cura di) V. B.

Come funziona lo Stato sociale nel resto d’Europa, quali sono le sue caratteristiche e la sua storia, come sono inquadrati e come operano i "lavoratori sociali"

L'organizzazione dell'azione sociale

I servizi sociali britannici comprendono:

- il servizio sanitario nazionale (National Health Service)
- i servizi sociali personali
- la sicurezza sociale.

Il servizio sanitario nazionale (NHS) offre una gamma completa di servizi medici che sono a disposizione di chiunque risieda nel Paese, indipendentemente dal reddito.

La gestione fa capo direttamente al governo centrale mentre le forme di finanziamento sono molteplici: l'85% del costo dei servizi sanitari è coperto da fondi pubblici di origine fiscale mentre la parte restante è finanziata da quote sociali che pervengono direttamente al NHS e le quote versate da certi servizi (ad esempio ricette, cure dentali).

Nel 1986 le spese sanitarie hanno raggiunto i 17,6 miliardi di sterline ossia il 13,30% del budget statale.

I responsabili delle strutture sanitarie hanno inoltre la facoltà di procurarsi dei fondi da opere di beneficienza.

I servizi sociali personali

Per comprenderne le principali caratteristiche, è necessario valutare qualche fattore che influenza questo settore: innanzitutto la separazione netta fra il settore educativo (compresa l'educazione speciale) e il comparto sociale. In Gran Bretagna non esiste una figura di educatore specializzato con un largo campo di interventi; l'educazione speciale per i "giovani con particolari necessità" è affidata ad esempio a dei "maestri", istitutori specializzati che operano esclusivamente nel campo scolastico.

L'intervento sociale è affidato a "social workers", lavoratori sociali fra i quali si possono distinguere varie categorie professionali, determinate dal tipo e dal quadro dell'intervento. Le due principali categorie sono i "social workers" e i "youth and community workers".

I servizi sociali sono totalmente decentralizzati e gestiti da "local council" (1116 in tutta la Gran Bretagna, con membri eletti ogni 4 anni); a questo livello l'articolazione dei servizi denota la separazione fra educazione e servizi sociali. L'organizzazione infine può variare notevolmente a seconda delle aree geografiche (Galles, Irlanda del Nord, Scozia e Inghilterra).

Altro tassello fondamentale è quello della beneficienza. Occorre distinguere da una parte cosa intendono gli inglesi per "charity", autentica istituzione che consiste nel raccogliere fondi dal pubblico per finanziare attività umanitarie o sociali attraverso manifestazioni di varia natura (feste, sottoscrizioni, ecc) e, dall'altra parte, cosa si intende invece per volontariato.

Quest'ultimo è molto sviluppato; si stima che quasi un quarto della popolazione adulta sia impegnata in attività volontarie: I volontari vengono reclutati fra tutte le classi sociali: pensionati, casalinghe, giovani... in certe istituzioni o servizi il loro numero supera nettamente quello dei professionisti; nel settore educativo e sociale se ne contano 250.000 contro 25.000 professionisti. Numerosi sono sul territorio gli uffici di orientamento per i volontari mentre a livello nazionale esiste il "centro volontariato".

Ultima caratteristica dello stato sociale in Gran Bretagna è quello connesso alla deistituzionalizzazione: il "Disabled People Act" del 1944 ha rappresentato una svolta nell'atteggiamento della società inglese nei confronti dei malati di mente. Il movimento si è poi rafforzato negli anni '60 con Jones, Cooper e Laing. Si è poi esteso alla presa in carico dei bambini. La scissione delle grandi istituzioni in piccole unità ha rinforzato il bisogno di interventi di beneficienza, tanto più che dal 1975, e soprattutto dopo il 1980, lo Stato si disimpegnerà nettamente dal finanziamento delle strutture di presa in carico. La diminuzione delle somme forfettarie attribuite deve essere più che mai compensata con il ricorso alla "charity". Nel 1981 il governo britannico ha votato una legge che ricorda sotto molti aspetti la legge francese dell'orientamento del 1975. Il diritto all'educazione, la prevenzione, l'integrazione sociale sono alcuni dei temi che vi si ritrovano. Il programma intitolato "Care in Community" non ha terminato di influenzare l'organizzazione dell'attività sociale.

Professioni sociali e formazioni professionali

Le professioni educative e sociali costituiscono un mosaico molto complesso in cui si intrecciano l'assenza di statuti legali, le differenze talvolta importanti esistenti secondo le località della Gran Bretagna e la grande varietà di situazioni: professionisti a tempo pieno, parziale, volontariato, ecc.

Due organismi nazionali hanno il compito di organizzare le professioni e la formazione: si tratta del Central Council for Education and Training in Social Work" (C.C.E.T.S.W.) per gli operatori sociali e del "Council for Education and Training in Youth and Community Work" per chi lavora con i giovani e all'interno delle comunità ("youth and community workers").

Il 1991 è stato determinante per l'importante riforma dell'insieme delle professioni e formazioni, di cui l'elemento principale è stato un nuovo diploma, il "social work", che costituisce la qualifica professionale per l'insieme dei lavoratori sociali del Regno Unito, qualunque sia il loro settore di lavoro.

Pubblicato su HP:
1997/58