Gestione e marketing del non profit

11/07/2011 - Roberto Ghezzo

Il concetto di risorse umane può essere frainteso se mettiamo al primo posto nella scala dei valori l’azienda e i suoi obiettivi. In una concezione di lavoro sana c’è sì il prodotto ma anche una relazione armonica con la natura e con gli altri esseri umani. Invece viviamo come rovesciati: le aziende ormai controllano il pianeta, alcune sono più potenti degli stati, e gli esseri umani sono risorse, né più né meno che risorse come alberi, ferro o petrolio. Qualche politico parla di Azienda Italia, pensando di fare un figurone e riducendo la Qualità della vita alla Quantità del PIL. Luca Cordero di Montezemolo, che ha imparato a pensare come penserebbe un’azienda se fosse una res cogitans, sogna probabilmente un mondo dove ogni abitante possiede due Fiat. Il paradiso per Microsoft è sicuramente un mondo dove chiunque possieda 3 computer... Poco importa se per fare questo distruggiamo, inquiniamo, saccheggiamo la Terra, che non è più Madre: l’essere umano è in funzione delle Aziende, ovvero target - cliente e risorsa umana - forza lavoro. Il dipendente perfetto allora è quello che mette al primo posto l’azienda, che la pensa giorno e notte, che vive per lei, coercitivamente (i nuovi schiavi sfruttati delle fabbriche asiatiche) o in maniera volontaria dappertutto. Purtroppo anche nel no profit assistiamo a queste storture: qualche associazione vive esclusivamente per il superattivismo dei suoi membri, vive in competizione con le altre, sogna di proliferare in tutto il mondo. Attenzione quindi a non aziendalizzare troppo le persone, ad annientarle riducendole al loro ruolo. Non è l’uomo per l’azienda ma l’azienda per l’uomo... Anche nel no profit!

(Roberto Ghezzo)

 

Parole chiave:
organizzazioni non profit