Gestione e marketing del non profit

06/07/2011 - Roberto Ghezzo

Ha scritto il grande pedagogista brasiliano Paulo Freire: “Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo: gli uomini si liberano nella comunione”.
Questo concetto è alla base di… tutto! Sia perché tocca praticamente ogni aspetto della vita umana, sia perché sta alla base di gesti molto concreti, quanto possono essere quelli economici. Penso ad esempio al microcredito, in particolare nel Sud del mondo: affidare una piccola cifra, o un bene da vendere, a una famiglia permette di mettere in moto un meccanismo virtuoso, dove il controllo viene esercitato in primo luogo dalla comunità. François Ratzimbazafy, lo psicologo malgascio che ha fondato un’associazione di famiglie ad Antsirabe, me lo spiega in modo semplice: se affidiamo un sacco di carbone da vendere, o un sacco di semi di mais da piantare, praticamente sempre si riesce a recuperare la somma investita, perché l’esazione viene poi affidata alle stesse famiglie della comunità. In un ambiente come può essere quello contadino, o di piccola comunità urbana, tutti si conoscono e la fiducia reciproca, che è una garanzia del ritorno del prestito, nasce da una condivisione concreta. I comportamenti costruttivi, di impegno, vengono premiati e fanno da modello per le altre famiglie, creano le condizioni per uno sviluppo dove tutti sono coinvolti. Certo è un processo lento perché non si basa su un cambiamento imposto, che viene dall’alto, ma si basa su un cambiamento di mentalità. Il lavoro con le famiglie qualche volta è faticoso. Eppure l’unico sviluppo possibile è quello dove la libertà, come diceva anche Gaber, non nasce dalla creazione di uno spazio libero, magari da un progetto ben riuscito. La libertà nasce dalla partecipazione e dalla comunione dove ci si libera tutti insieme.
 

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