Filmografia

01/01/2003 - Nino Scaffidi e Sergio Palladini

La presente filmografia riguarda essenzialmente titoli di film che hanno trattato in maniera diretta il tema della disabilità. Ovviamente non è una scelta esaustiva di quanto è stato prodotto, ma solo un esempio, ridotto e parziale, di film che riteniamo abbiano un valore “esemplare”. Abbiamo creduto di raggrupparli secondo alcune categorie: “vista” e “udito” riferendoci a disabilità riconducibili alla cecità o alla sordità; “corpo” per le disabilità generate da malattie o traumi agli arti o al corpo; “psiche” per le disabilità di tipo psicologico. Questo al fine di fornire un possibile percorso di lettura. All’interno di tali categorie i film sono elencati in ordine cronologico, suggerendo così anche una lettura in chiave “storica” del rapporto tra il cinema e la disabilità. Per i film che trattano indirettamente della disabilità rimandiamo agli articoli presenti in questo numero della rivista, essendo estremamente arduo proporre una filmografia, anche solo parziale, in questo senso. Per altri film che trattano direttamente la disabilità, alcuni diretti da persone disabili o con attori disabili, segnaliamo l’archivio della Mediateca LEDHA (Lega per i Diritti degli Handicappati) presente sul sito “Informahandicap Lombardia” all’indirizzo http://www.informahandicap.it/mediatica_film.htm, che raccoglie film e documentari in vari formati (in pellicola 35 o 16 mm, VHS, ecc.), disponibili anche per il noleggio (la LEDHA è il principale promotore del Festival Cinematografico Internazionale “Lo Sguardo degli Altri”), e il sito del “Concorso nazionale di cortometraggi per disabili” che si tiene a Gorgonzola, in Lombardia, all’indirizzo http://www.festivalcinemanuovo.it.

Vista

Luci della città
Titolo originale: City Lights; Origine, anno: USA, 1931 Regia: Charlie Chaplin; Interpreti: Charlie Chaplin, Virginia Cherrill b/n, 86’

Charlot, alla ricerca del denaro per guarire una giovane fioraia cieca, si imbatte in un milionario che, quando è ubriaco, diventa generoso e amichevole. Per un equivoco finisce in prigione. Dopo un anno ritroverà la ragazza, guarita e diventata ricca, ma stenterà a farsi riconoscere. Un regista “malincomico”, Chaplin, che ha come habitat il circo, dove si ride con la lacrima in agguato. Quando fa il clown inventa gag che smascherano il nostro mondo fondato sul cinismo. Quando fa il narratore drammatico produce immagini di grande vividezza. Le due (ma sono di più) anime del regista si mescolano, si ibridano e la creatura finale cammina su quattro zampe.

La cieca di Sorrento
Origine, anno: Italia, 1934 Regia: Nunzio Malasomma; Interpreti: Paola Dria, Anna Magnani b/n, 68’

Diventata cieca da bambina per aver assistito all’assassinio della madre, una ragazza viene curata dal medico che in realtà è il figlio di chi fu ingiustamente condannato a morte per il delitto. E l’operazione che ridà la vista alla ragazza servirà a smascherare il vero assassino. Da che il melodramma esiste, è l’atto volontario della rinuncia e del sacrificio di sé il naturale complemento della commozione. Come capita anche in questa pompieristica riduzione filmata dell’omonimo romanzo di Francesco Mastriani, da cui Giacomo Gentilomo e Nick Nostro hanno tratto in seguito altre due versioni.

Occhi nella notte
 Titolo originale: Eyes in the Night Origine e anno: USA, 1942 Regia: Fred Zinnemann; Interpreti: Ann Harding, Edward Arnold b/n, 80’
Una pericolosa banda di spie viene debellata da un poliziotto cieco ma scaltro. Un giallo che ridisegna la geografia della solitudine e riscrive il rapporto fra un cieco e il proprio cane.

Musica nel buio
Titolo originale: Musik i morker Origine e anno: Svezia, 1947 Regia: Ingmar Bergman; Interpreti: Mai Zetterling, Birger Malmsten b/n, 87’

Rimasto cieco in seguito ad una esercitazione militare, torna a casa, ma fatica a reintegrarsi nella vita normale. Lo aiuteranno l’amore della sua donna e la musica. Per essere considerato un classico, un film deve riuscire a far sbadigliare almeno tre generazioni di spettatori. “Musica nel buio” è un classico.

La maschera e il cuore
Titolo originale: Torch song Origine e anno: USA, 1953 Regia: Charles Walters; Interpreti: Joan Crawford, Dorothy Patrick b/n, 90’

A causa della sua cecità, un pianista è l’unico uomo a dire senza troppi problemi cosa pensa di lei ad una capricciosa quanto celebre cantante di musical. Lei prima lo fa licenziare, poi se ne innamora. Mélo con una struttura che ricalca un movimento ondulare nel tempo e nello spazio che rimanda al flusso della marea: uno, due, tre e poi tre, due, uno. Avanti e indietro.

Anna dei miracoli
Titolo originale: The miracle worker Origine e anno: USA, 1961 Regia: Arthur Penn; Interpreti: Anne Bancroft, Patty Duke b/n, 107’

Appartenente a una benestante famiglia degli Stati del Sud d’inizio secolo, Melene è una bambina che vive la sua cecità in modo conflittuale. Anne, la sua rieducatrice, nonostante la difficoltà del suo compito, riuscirà ad ottenere notevoli risultati. Un contatore Geiger che, a fronte della delicatezza dei temi, sa carotarli in profondità: inseguendo quel certo inquietante ticchettio, Penn si espone al rischio avvicinandosi al denso residuo radioattivo dell’esistenza. Un film commovente, sofferto, con angoscianti scontri tra le personalità delle due protagoniste, entrambe premiate con l’Oscar.

I due orfanelli (episodio tratto da “I mostri”)
Origine e anno: Italia, 1963 Regia: Dino Risi; Interpreti: Vittorio Gassman, Daniele Vargas b/n, 4’

Un mendicante rifiuta la proposta di un chirurgo di far operare il compagno cieco: così potrà continuare a impietosire i passanti. Un episodio fulmineo intriso di humour nero, declinato sul filo del grottesco. Un ritratto al vetriolo dell’Italia del boom, un paese “a civiltà limitata”.

Gli occhi della notte
Titolo originale: Wait until dark Origine e anno: USA, 1967 Regia: Terence Young; Interpreti: Audrey Hepburn, Alan Arkin col, 106’

Susy è cieca. Si trova in balia di tre criminali che cercano una bambolina al cui interno è stata inserita una della droga e di cui Susy e il marito sono venuti in possesso casualmente. La suspence è manovrata con grande abilità, con profondità omeriche e astuzie di rapsodi: stringhe di immagini che ritornano, dettagli ripetuti come formule, le stesse battute incise qua e là nella sceneggiatura ad allacciare somiglianze di senso.

Profumo di donna
Origine e anno: Italia, 1974 Regia: Dino Risi; Interpreti: Vittorio Gassman, Alessandro Momo col, 100’
 Il capitano Consolo ha perso la vista in seguito ad un incidente e, nonostante la sua maschera cinica di uomo di mondo, ha deciso di suicidarsi. Ma, risvegliatosi in lui il sentimento verso una ragazza, ci ripenserà. Dal romanzo “Il buio e il male” di Arpino, un film sostenuto da un protagonista sornione che nega ciò che ha appena affermato, preso a modello (a dire il vero con meno stile) da Al Pacino nel remake hollywoodiano.

Tommy
Titolo originale: Tommy Origine e anno: GB, 1975 Regia: Ken Russell; Interpreti: Roger Daltrey, Ann-Margret, Oliver Reed col, 108’

Traumatizzato dalla morte del padre, Tommy diventa sordo, cieco e muto. Dopo aver attraversato una serie di dolorose esperienze, diventa una celebrità battendo a flipper l’invincibile Pinball e ritrova i propri sensi. Come in un flipper impazzito, gli occhi rimbalzano da un’immagine kitsch all’altra di questo concentrato di cultura pop e rock tratto dall’omonima opera di Pete Townshend degli Who. Colorato e psichedelico, centrifuga episodi spesso divertenti (non sempre), spesso emblematici (non sempre), dotati di un bizzarro stile personale (quello sempre).

Non guardarmi, non ti sento
Titolo originale: See No Evil, Hear No Evil Origine e anno: USA, 1989 Regia: Arthur Hiller; Interpreti: Richard Pryor, Gene Wilder col, 100’

I gestori di un’edicola restano immischiati in un assassinio commesso da una donna di cui ricordano solo il profumo e le gambe. Uno è sordo e bianco, l’altro è cieco e nero. Commedia demenziale che alterna mitragliate di gag ad altezza uomo e momenti un po’ scontati.

Gli occhi del delitto Titolo originale: Jennifer 8 Origine e anno: USA, 1992 Regia: Bruce Robinson; Interpreti: Andy Garcia, Uma Thurman col, 124’
Il detective John Berlin, sulle tracce di un assassino di ragazze cieche, si innamora di una possibile vittima, ma diventa il sospettato numero uno. Thriller psicologico che turba per il melmoso distacco e per l’atmosfera inquietante e perversa, con cose che lovecraftianamente strisciano ai bordi del campo visivo.

Occhi nelle tenebre
Titolo originale: Blink Origine e anno: USA, 1994 Regia: Michael Apted; Interpreti: Madeleine Stowe, Aidan Quinn col, 115’
A Chicago, una violinista cieca si sottopone a un’operazione e riacquista la vista a metà: comprende il giorno dopo quello che ha visto il giorno prima. Un brutto affare se si è testimoni di un omicidio e si è alla mercé dell’assassino. Uno psicothriller la cui originalità sta nell’handicap della protagonista, psicothriller compresso nei tempi, dove le sfumature sono azzerate, la tensione telefonata, i personaggi tagliati con l’accetta. A parte la protagonista, che a causa del suo handicap “ha gli occhi sulla locomotiva e il cervello sull’ultimo vagone”.

Dancer in the dark
Titolo originale: Dancer in the dark Origine e anno: Danimarca, 2000 Regia: Lars von Trier; Interpreti: Bjork, Catherine Deneuve col, 139’

Operaia in una catena di montaggio, Selma sta diventando cieca. Inoltre, la sua malattia si sta trasmettendo geneticamente anche al figlio. Quando i soldi messi da parte per l’operazione del giovane le vengono rubati, Selma è costretta ad uccidere. Essere furbi serve a qualcosa. Ma essere onesti, questo vale la pena. “Dancer in the dark” è un film furbo e disonesto: siparietti musical come se piovesse e sventure da catalogo, per una perfetta illustrazione del concetto di comicità involontaria.

Udito

Straziami, ma di baci saziami
Origine e anno: Italia, 1968 Regia: Dino Risi; Interpreti: Ugo Tognazzi, Nino Manfredi col, 100’

La lunga storia d’amore di due marchigiani. Quando lei si innamora di un sarto sordomuto, lui si mette alla sua ricerca. Si ritrovano e capiscono di amarsi ancora. La “diversabilità” di Tognazzi, sordomuto ma grande fischiatore (e che per movenze e trucco ricorda Harpo Marx) spicca in un film che satireggia la cultura popolare, il patetico da fotoromanzo e il romanticismo da festival di Sanremo.

Il paese del silenzio e dell’oscurità
Titolo originale: Land des Schweigens und der Dunkelheit Origine e anno: Germania, 1971 Regia: Werner Herzog; Interpreti: Fini Straubinger, Vladimir Kokol b/n, 82’

In giro per le strade di Monaco, il regista e una ragazza sorda e cieca fanno visita ad alcuni disabili della città e alle istituzioni che li ospitano. I limiti del cinema e il cinema del limite. La perfidia moralistica dello sguardo è temperata da un piglio realistico-oggettivo e da una coerenza drammaturgica che impediscono di scadere nel documento pamphlettistico.

L’enigma di Kaspar Hauser
Titolo originale: Jeder fur sich und Gott gegen alle Origine e anno: Germania, 1974 Regia: Werner Herzog; Interpreti: Bruno S., Brigitte Mira, Hans Masius col, 109’
Nei primi dell’Ottocento a Norimberga, improvvisamente, fa la sua comparsa nella piazza principale della città un ragazzo che non sa parlare: forse è un nobile discendente da una famiglia decaduta. Proprio come era arrivato, il ragazzo scompare. Allucinato e maestoso, il film si ispira ad un fatto realmente accaduto. Herzog ha un profondo, lucreziano senso della natura. La sua è una partecipazione quasi fisiologica, sensoriale, alla vita di personaggi in urto peristaltico con l’ingranaggio sociale.

Il sordomuto
Titolo originale: Dummy Origine e anno: USA, 1979 Regia: Frank Perry; Interpreti: Rose Gregorio, Brian Dennehy, LeVar Burton col, 96’
Un uomo di colore sordomuto si ritrova invischiato in un delitto. Ritenuto colpevole, la sua difesa viene presa da un avvocato anch’esso sordo che è deciso a provare la sua innocenza. Un film di genere che cattura spicchi di mondo salvandoli dal caos, cospargendoli di ironia, di umor sottile, di salvifica ingenuità, di donchisciottesco spirito ribelle.

L’angelo della vendetta
Titolo originale: Ms 45 Origine e anno: USA, 1981 Regia: Abel Ferrara; Interpreti: Zoe Tamerlis (Lund), Steve Singer col, 84’
La sartina muta Thana uccide il secondo uomo che la violenta a distanza di poche ore. Gli scopi della sua vita diventano due: eliminare il cadavere, pezzo per pezzo, e sterminare il genere maschile. Scorsesiano nella descrizione di una New York da incubo e nella sessuofobia di fondo. Ritmo da thriller di serie B, una vena di humour nero e nessuna violenza gratuita.

Figli di un Dio minore
Titolo originale: Children of a Lesser God Origine, anno: USA, 1986 Regia: Randa Haines; Interpreti: William Hurt, Marlee Matlin col, 119’
Lui è un insegnante per non udenti dai metodi rivoluzionari. Lei è una testarda inserviente della scuola, sordomuta dalla nascita. Malgrado le difficoltà di comunicazione, inevitabile l’innamoramento. I film di successo sono quasi sempre consolatori, privi di ambiguità, di desiderio di urticare il mondo. Stavolta l’handicap della sordità viene usato solo per un’originale love story fra due personaggi così paradigmatici da rasentare il marionettismo allegorico.

Il silenzio sul mare
Titolo originale: Ano natzu ichiban shizukana umi Origine e anno: Giappone, 1991 Regia: Takeshi Kitano; Interpreti: Hiroko Oshima, Sabu Kawahara col, 101’
Un netturbino trova sulla spiaggia una tavola da surf malmessa: decide di cavalcare le onde. I suoi amici e la sua ragazza sono notevolmente preoccupati, poiché il ragazzo ha un problema: è sordomuto. Kitano abbandona per una volta il suo linguaggio crudo come il sushi, mette il protagonista di fronte al mare (che dovrebbe rappresentare il nulla) e firma un film divertente e delicato.

Nel paese dei sordi
Titolo originale: Le Pays des sourds Origine e anno: Francia, 1992 Regia: Nicholas Philibert; Interpreti: Jean-Claude Pulain, Odile Ghermani col, 99’
Un matrimonio, la visita ai monumenti di Parigi, l’incontro con un gruppo di giovani americani in vacanza in Francia, un professore che insegna il corretto uso dei segni, i sogni di un attore, i piccoli drammi di un gruppo di giovanissimi scolari. Tutti sordi. Philibert danza come a un ballo delle debuttanti, volteggia, rovesciando i punti di vista quasi a volere accompagnare fuori dalla porta, con educazione, il vecchio cinema pesante. Un documentario leggiadro e leggero, che scrive ti amo sullo schermo come avesse tra le mani la caméra stylo di Astruc e Cocteau.

Dove siete? Io sono qui
Origine, anno: Italia, 1993 Regia:Liliana Cavani; Interpreti: Chiara Caselli, Anna Bonaiuto col, 108’

 Storia dell’incontro di due ragazzi sordomuti: il borghese Fausto, ossessionato da una madre che vuole a tutti i costi “integrarlo” nella società delle persone udenti, e la proletaria Elena, che invece vive con maggior rabbia la sua marginalità. Più retorico e qualunquistico di un discorso di Biscardi. Come se a scrivere la sceneggiatura avessero chiamato l’uomo della strada o quello della metropolitana o la vecchietta sul tram.

Nella società degli uomini
Titolo originale: In the Company of Men Origine, anno: USA, 1997 Regia: Neil LaBute; Interpreti: Aaron Eckart, Stacy Edwards col, 93’

Per vendicarsi dell’altro sesso, due yuppie inaciditi scelgono come caprio espiatorio una bella segretaria sorda e timida: vogliono farla innamorare di entrambi e poi piantarla in asso, ma non tutto andrà secondo i piani. La madre degli uomini senza qualità è sempre incinta. Dal punto di vista degli spettatori, è una buona notizia. Soprattutto se si muovono in un film lucido e disturbante che gioca sul politicamente corretto e su tutti i suoi cascami. Spinoso, ma capace di sfoggiare improvvise fioriture.

Il silenzio
Titolo originale: Le silence Origine, anno: Francia, Iran, Tagikistan, 1998 Regia: Mohsen Makhmalbaf; Interpreti: Tahmineh Normatova, Nadereh Abdelahjeva col, 76’

Tagikistan: un ragazzino cieco, che vive facendo l’accordatore, viene sempre attratto, distratto e ingannato dai suoni che sente lungo il cammino tra la casa e il negozio. Girovagando per la città cercherà di comporre la sua Quinta sinfonia, riorganizzando i rumori della realtà. Una riflessione sulla forza dell’arte. Un film bello. Semplice e bello. Poetico e bello. Suggestivo e bello.

Sulle mie labbra
Titolo originale: Sur mes lèvres Origine e anno: Francia, 2001 Regia: Jacques Audiard; Interpreti: Vincent Cassel, Emmanuelle Devos col, 115’
La segretaria (con qualche problema uditivo) di un’agenzia immobiliare si lega al nuovo compagno di lavoro, un ex galeotto piuttosto rozzo e sbrigativo. Un thriller tratto da un racconto di Tonino Benacquista e basato sul ribaltamento dell’handicap, ma anche un mélo trattenuto, pudico come la protagonista che per sentire legge le labbra e per vivere le bacia.

Corpo

Freaks
Titolo originale: Freaks Origine e anno: USA, 1932 Regia: Tod Browning; Interpreti: Wallace Ford, Leyla Hyams b/n, 64’
Un nano di un circo s’innamora della trapezista, che finge di corrisponderne il sentimento quando scopre che lui è molto ricco. Insieme all’uomo forzuto organizza il piano per derubarlo: prima il matrimonio, poi l’assassinio. Ma i “freaks” scoprono le loro intenzioni e vanno alla riscossa. Un film che ha fatto irruzione sulla scena cinematografica come un doberman inferocito in un ricevimento in giardino. Un film che racconta di quei “dannati della terra” che, come i reietti di Michelangelo, guatano disperati in sabbie mobili che finiscono per inghiottire tutti.

Il terrore corre sul filo
Titolo originale: Sorry, Wrong Number Origine e anno: USA, 1948 Regia: Anatole Litvak; Interpreti: Barbara Stanwyck, Burt Lancaster col, 89’
Lei, paralitica, scopre le intenzioni omicide del marito. Cerca in tutti i modi di difendersi e di cercare aiuto. Angosciante e claustrofobico, con personaggi che sono attori approssimativi dell’umana commedia, barcollanti, friabili, di carta velina.

El cochecito
Titolo originale: El cochecito Origine e anno: Spagna, 1960 Regia: Marco Ferreri; Interpreti: Josè Isbert, Josè Luiz Lopez Vazquez b/n, 86’

Invidioso dell’amico Don Luca invalido possessore di una carrozzella a motore, Don Anselmo, le cui gambe funzionano perfettamente, fa fuori la sua famiglia e decide anche lui di comprarsi il suo “cochecito”. A Ferreri non sfugge una dissacrazione. E ogni volta è un sasso lanciato nello stagno della dialettica intelligente, mai spocchiosa e sempre argomentata.

Il gobbo
Origine e anno: Italia / Francia, 1961 Regia: Carlo Lizzani; Interpreti: Ivo Garrani, Anna Maria Ferrero b/n, 103’
Alvaro, soprannominato “il gobbo”, durante la guerra si è procurato una certa fama compiendo attentati contro i tedeschi. Il suo principale avversario è un commissario di polizia al quale il gobbo violenta la figlia, Nina. Ferito dai tedeschi Alvaro si rifugia in casa di Nina che si innamorerà di lui. Crudo film post-resistenziale in cui Pier Paolo Pasolini recita nella parte del monco. Una storia di risposte sbagliate alle domande giuste.

Che fine ha fatto Baby Jane?
Titolo originale: Whatever happened to Baby Jane? Origine e anno: USA, 1962 Regia: Robert Aldrich; Interpreti: Joan Crawford, Bette Davis b/n, 133’

Due sorelle: un’ex bambina prodigio dello spettacolo, viziata e perfida, e una grande attrice, altruista e costretta sulla sedia a rotelle dopo un incidente poco chiaro. Resistere molto, obbedire poco. Soprattutto ai parenti. Aldrich ha qualità meticce e vocazione alla maschera: a dire dicendo altro per poi schermirsi di non averlo detto.

Tristana
Titolo originale: Tristana Origine e anno: Spagna, 1970 Regia: Luis Bunuel; Interpreti: Catherine Deneuve, Fernando Rey col, 99’

Rimasta orfana, Tristana viene affidata ad un anziano tutore del quale diventerà l’amante. Conosciuto Orazio però preferirà scappare con lui. La ritroviamo anni più tardi, ammalata tanto che le dovranno amputare una gamba. Inferma, torna dal suo tutore e acconsente alla sua offerta di matrimonio. Durante una crisi cardiaca dell’uomo, però, Tristana non farà niente per soccorrerlo. Satira del perbenismo in cui gli eventi precipitano lentamente e il surrealismo diventa mistico, poi agonistico, poi da Amnesty International. I tempi, le pause, la profondità del grande cinema classico.

E Johnny prese il fucile
Titolo originale: Johnny got his gun Origine e anno: USA, 1970 Regia: Dalton Trumbo; Interpreti: Timothy Bottoms col, 110’

La tragedia di un reduce dalla prima guerra mondiale, ridotto a relitto umano in un ospedale militare e che è costretto a comunicare movendo la testa secondo l’alfabeto Morse. Le indagini della memoria conducono lontano, indietro in tempi di ferree illusioni consumate dall’impatto con la realtà, mentre ciò che rimane si nutre di ricordo e i bilanci giungono al punto morto di un’attesa sempre più ridotta, denutrita. Così, il film procede con la precisione nei dettagli di certi sogni e, appunto come nei sogni, con incongruenze che lì per lì non notiamo proprio perché affascinati da quello che abbiamo davanti.

Anche i nani hanno cominciato da piccoli
Titolo originale: Auch Zwerge haben klein angefangen Origine e anno: Germania, 1970 Regia: Werner Herzog; Interpreti: attori non professionisti b/n, 96’

I nani di un istituto si ribellano al loro sorvegliante durante l’assenza del direttore. In un crescendo di violenza e crudeltà, l’anarchia s’impossessa dell’istituto, mentre alcuni nani se la prendono con animali o esseri più indifesi. Una realtà concentrazionaria, una metafora politica della convivenza umana. In fuga dagli inferni piccolo-borghesi, verso un destino celinianamente puro. Tutte le ore passate al cinema feriscono. Quelle in compagnia dei film di Herzog uccidono.

The Elephant Man
Titolo originale: The elephant man Origine e anno: USA, 1980 Regia: David Lynch; Interpreti: John Hurt, Antony Hopkins b/n, 125’

A causa di una rara malattia che lo ha reso mostruoso, John Merrick viene maltrattato ed esibito come fenomeno da baraccone. Raccolto da un medico, incuriosisce medici e aristocratici, ma non è ancora al riparo dalle insidie. Dagli Stati Uniti con teatrale intensità: l’atmosfera dickensiana è un pigmento cupo, gotico, notturno. Chi è l’Uomo Elefante? La domanda solleva sopraccigli, affonda omeri, mette in fuga molti sguardi. Improvvisati predicatori e ciarlatani d’ogni specie contribuiscono a diffondere un clima in cui l’istinto voyeuristico è miscelato con grandi dosi d’irrazionalità e ignoranza.

Mia cara sconosciuta
Titolo originale: Chère Inconnue Origine e anno: Francia, 1980 Regia: Moshe Mizrahi; Interpreti: Simone Signoret, Jean Rochefort col, 96’

Senza saperlo, un paralitico risponde all’annuncio rosa messo sul giornale dalla sorella zitella che, per pietà, dà corda alla corrispondenza. La descrizione dei personaggi è empatica, ma di una durezza interiore che, trasformandosi in un gessetto stridente contro la lavagna, provoca malessere.

Alla maniera di Cutter
Titolo originale: Cutter’s way Origine e anno: USA, 1981 Regia: Ivan Passer; Interpreti: Jeff Bridges, John Heard col, 105’

Un magnate del petrolio viene sospettato del delitto di una ragazza. Un reduce dal Vietnam mutilato, alcolizzato e misantropo e un vagabondo si mettono a indagare decisi a fare giustizia. Pellicola che si vorrebbe aspra ma risulta solo acidula; tinta di giallo, ma non più che scolorita; “d’attore”, ma di maniera.

Dietro la maschera
Titolo originale: Mask Origine e anno: USA, 1985 Regia:Peter Bogdanovich; Interpreti: Erich Stoltz, Cher, Laura Dern col, 120’
La storia di Rocky, un ragazzo sensibile e intelligente cui una rara malattia ha reso il viso deforme. La madre è una sbandata, ma almeno i fricchettoni che frequenta trattano Rocky come uno di loro. Un asciutto melodramma sulla diversità. Familiare senza essere familista. Crudo ma non crudele. Con una scena molto toccante: quella in cui in cui Rocky riesce a far capire a una ragazza cieca cosa siano i colori.

Ratboy
Titolo originale: Ratboy Origine e anno: USA, 1986 Regia: Sandra Locke; Interpreti: Sandra Locke, Christopher Hewett col, 105’
Un vetrinista trova nel suo negozio uno strano essere, incrocio tra un ragazzo e un topo. In un primo momento lo sfrutta come fenomeno da baraccone, poi decide di lasciarlo libero. Favola gentile e surreale sul valore della diversità. La metafora è trasparente, il risultato opaco.

Santa sangre
Titolo originale: Santa sangre Origine e anno: Messico, 1989 Regia: Alejandro Jodorowsky; Interpreti: Guy Stockwell, Blanca Guerra col, 119’

Vittima di un infanzia traumatica, Fenix viene ricoverato in una clinica psichiatrica per vent’anni. Quando riesce a scappare trova lavoro in un circo dove inventa un truculento sketch di cabaret. Intanto però massacra giovani fanciulle… Jodorowski magicizza il mondo: fa apparire assolutamente possibile quello che la quotidianità lascia intravedere come molto improbabile. Il suo è un immaginario sovrabbondante, barocco, squarciato dalla violenza e dal delirio dei personaggi che, come in un mélo d’altri tempi, procedono inesorabilmente verso l’autoannientamento.

Il mio piede sinistro
Titolo originale: My Left Foot Origine e anno: GB, 1989 Regia: Jim Sheridan; Interpreti: Daniel Day-Lewis, Brenda Fricker col, 106’

Christy Brown è colpito da una grave paralisi che gli preclude i movimenti e la parola. Malgrado questa tremenda menomazione, la sua numerosissima famiglia lo accoglie amorevolmente. Il ragazzo riesce a comunicare articolando i movimenti del suo piede sinistro. La vicenda è affrontata con serietà, evitando di cadere in facili sentimentalismi. Se per caso inciamperete in questo film, benedirete il momento del capitombolo.

Freaked - Sgorbi
Titolo originale: Freaked Origine e anno: USA, 1993 Regia:Alex Winter, Tom Stern; Interpreti: Randy Quaid, Alex Winter col, 79’

Un divo dello spettacolo all’apice della carriera accetta di fare da testimonial per un nuovo fertilizzante biogenetico,subendone le conseguenze insieme a due amici. I tre finiscono in una specie di lager per mutanti, gestito da uno scienziato malvagio. L’imitazione non è una limitazione. Lo dimostra questo esempio di cultura pop, omaggio al quasi omonimo film di Browning: “trippato” e lisergico come un fumetto underground, blobboso e colorato come un chewing-gum al lampone.

Jack
Titolo originale: Jack Origine e anno: USA, 1996 Regia: Francis Ford Coppola; Interpreti: Robin Williams, Jennifer Lopez col, 83’

Jack Powell è un bambino di dieci anni affetto da una grave malattia genetica che gli fa dimostrare quarant’anni. I genitori sentono il bisogno di tenerlo lontano dai pericoli del mondo esterno, ma Jack sente prepotente il bisogno di conoscere il mondo che lo circonda. Coppola è un chirurgo della condizione umana. Ora incide, ora sutura, ora squarcia. Mai intenerito, sempre obbediente a un moto interiore. Forse non spietato, ma di una durezza opposta a chissà quale oltraggio, subito o sfiorato.

Lungo corridoio
Titolo originale: Langer Gang Origine e anno: Germania, 1998 Regia: Yilmaz Arslan; Interpreti: attori non professionisti col, 90’

Nel Centro di Riabilitazione di Heidelberg, un gruppo di ragazzi diversamente abili si amano, si aiutano, si violentano, si uccidono. Il turco Arslan dà spazio ad azioni e relazioni solitamente ignorate - sesso, droga, violenza, minacce - realizzando un film d’impatto, violentemente fisico, dove l’esibizione del corpo e del suo handicap sovverte un certo immaginario pietistico.

Gattaca - La porta dell’universo
Titolo originale: Gattaca Origine e anno: USA, 1998 Regia: Andrei Niccol; Interpreti: Ethan Hawke, Uma Thurman, col, 108’

In un mondo di esseri concepiti in provetta, Vincent è deciso a ribellarsi al proprio destino genetico pur di realizzare il suo sogno: fare l’astronauta. Ma questa professione è concessa solo a chi è geneticamente perfetto. Con uno di quei rinnovamenti improvvisi che ogni tanto in qualche parte del mondo danno una scossa alla scena cinematografica, Niccol ha accordato gli strumenti della fantascienza per riportarla al passo con i tempi.

Piovono mucche
Origine e anno: Italia, 2003 Regia: Luca Vendruscolo; Interpreti: Alessandro Tiberi, Massimo De Lorenzi. col, 90’

Alcuni ragazzi vengono mandati a svolgere il servizio civile in una comunità di disabili alle porte di Roma. Alcuni, avendo già avuto esperienze nel volontariato sanno come comportarsi, altri rifiutano questa realtà, salvo poi identificarsene completamente. Vendruscolo è un “a sé”, senza tribù. Nel suo albero genealogico pulsa Mario Soldati. Medesima la curiosità su come si comportano gli esseri umani. Medesima la capacità di captare (raccontare) la profondità della superficie.

Psiche

Uomini e topi
Titolo originale: Of Mice and Men Origine e anno: USA, 1939 Regia:Lewis Milestone; Interpreti: Lon Chaney jr, Burgess Meredith b/n, 107’
Durante la Depressione, un bracciante ha sotto la sua protezione un ritardato mentale ingenuo e fortissimo, che cerca di sottrarre alle provocazioni e alle cattiverie della gente. Apologo sulla diversità messo in scena con asciuttezza ma senza il lirismo del romanzo di Steinbeck, da cui Gary Sinise nel 1992 ha tratto un altro film.

Bedlam
Titolo originale: Bedlam Origine e anno: USA, 1946 Regia: Mark Robson; Interpreti: Boris Karloff, Glen Vernon b/n, 80’

Sul finire del ’700, il manicomio di Bedlam è gestito dal sadico Sims, che si diverte a organizzare spettacoli in cui sono protagonisti i pazienti della clinica. Nell vorrebbe denunciare la cosa, ma astutamente Sims, riesce a farla interdire e internare come pazza. Ma i malati, colpiti dalla grazia di Nell, si ribellano contro Sims facendosi giustizia. Ispirato alle tavole di Hogarth, caricaturista e pittore tra i più significativi del primo settecento inglese, Wise architetta un lugubre ballo in maschera, un sabba ad alta tensione, un girotondo grinzoso, giullaresco, deforme intorno all’abisso di un manicomio.

La fossa dei serpenti
Titolo originale: The snake pit Origine, anno: USA, 1948 Regia: Anatole Litvak; Interpreti: Olivia de Havilland, Leo Genn b/n, 108’
La fossa dei serpenti è il reparto dei malati più gravi del manicomio dove una giovane sposa, Virginia Cunningham, colta da improvvisa amnesia, viene sollecitata con forti shock emotivi a ricostruire il proprio passato. Non annegano: naufragano. Non scivolano: stramazzano al suolo. Non cadono: crollano come le mura di Gerico. Non conoscono le mezze misure, i protagonisti di questo film, attento a raccontare i progressi e i regressi della cura, il rapporto privilegiato che si instaura con un medico, le implicazioni sociali dell’istituzione psichiatrica e la crudeltà o la stupidità di molto personale sanitario.

Gli esclusi
Titolo originale: A child is waiting Origine e anno: USA, 1962 Regia: John Cassavetes; Interpreti: Burt Lancaster, Judy Garland b/n, 104’

In una casa di cura per bambini con problemi mentali, il piccolo Reuben si affeziona in maniera morbosa alla nuova insegnante. La donna, con le sue attenzioni, rischia di segnare irrimediabilmente la faticosa opera di guarigione del piccolo. Girato in un vero ospedale psichiatrico, il film cristallizza in emozioni il problema della malattia mentale.

Il corridoio della paura
Titolo originale: Shock Corridor Origine e anno: USA, 1963 Regia: Samuel Fuller; Interpreti: Peter Breck, Costance Towers b/n, 101’

Un giornalista, infiltratosi in un ospedale psichiatrico per compiere delle indagini su un omicidio, riesce a portare a termine la sua inchiesta con successo a costo però della sua stessa salute mentale. Non tutti i film belli sono anche film perfetti e il numero di film perfetti che non riescono a essere belli è incomputabile. Bisogna allora dirlo: questo è un film bello e perfetto.

Pazzi, pupe e pillole
Titolo originale: The disorderly orderly Origine, anno: USA, 1964 Regia: Frank Tashlin; Interpreti: Jerry Lewis, Glenda Farrell col, 90’

Lo studente di medicina Jerome Littlefield si identifica talmente con le sofferenze dei malati da dover abbandonare gli studi: assunto come tuttofare in una clinica psichiatrica, combinerà guai a catena ma aiuterà una paziente a uscire dalla sua depressione e troverà anche l’amore. Jerry Lewis parte sempre dal corpo (il suo: snodabile, l’emblema della metamorfosi) per recuperare la grande lezione dello slapstick (ovvero l’inadeguatezza del comico a contatto con il mondo e la realtà fisica). Ma in questo film alcune gag, più che telefonate, sembrano annunciate con il piccione viaggiatore.

Marat-Sade
Titolo originale: Marat-Sade Origine, anno: GB, 1966 Regia:Peter Brook; Interpreti: Patrick Magee, Glenda Jackson col, 116’
Manicomio di Charenton, 1808: sotto la guida del marchese De Sade, anche lui internato, i pazzi allestiscono uno spettacolo sull’uccisione di Marat per mano di Charlotte Corday. Dopo un serrato confronto tra le idee del rivoluzionario e il pessimismo individualista di Sade, i malati si ribellano e picchiano guardiani e spettatori. Nelle vene di questo film scorre sangue libertario, antiborghese, aggressività umorale, persino una vena trotzkista. La misura del racconto, la caratterizzazione dei personaggi (di tutti i personaggi), la descrizione d’ambiente che si mescola con la sagacia del dialogo, il ritmo, l’umorismo, l’ossigeno che soffia da più spifferi lungo tutta la storia, fanno di “Marat-Sade” un’opera di grande freschezza e di felice limpidezza.

Morgan matto da legare
Titolo originale: Morgan: a suitable case for a treatment Origine, anno: GB, 1966 Regia: Karel Reisz; Interpreti: David Warner, Vanessa Redgrave, Robert Stephens b/n, 97’

Il pittore anarchico Morgan Delt, ossessionato da una madre stalinista e teorico del ritorno dell’uomo alla scimmia, cerca di riconquistare l’ex moglie Leonia, mettendo scompiglio nella Londra-bene travestito da gorilla. Finirà in manicomio a fare aiuole a forma di falce e martello. Una farsa dentro una tragedia travestita da commedia. Una torta millefoglie: per la complessità dei temi affrontati, per la ricerca di un adeguato stile narrativo e per il notevole apporto degli attori.

Una splendida canaglia
Titolo originale: A fine madness Origine, anno: USA, 1966 Regia: Irvine Kershner; Interpreti: Sean Connery, Joanne Woodward col, 103’

Un poeta anticonformista, donnaiolo e paranoico porta o scompiglio anche nella clinica in cui la moglie lo vorrebbe rinchiudere. Più che sofisticata, una commedia screwball, cioè più svitata, più veloce, più imprevedibile. Ritmi e stile da Nouvelle Vague e uno spirito finto-anarcoide che vorrebbe essere europeo. Quasi la risposta americana a “Morgan matto da legare”.

I due mondi di Charlie
Titolo originale: Charlie Origine, anno: USA, 1968 Regia: Ralph Nelson; Interpreti: Cliff Robertson, Claire Bloom, Lilia Skala col, 106’
Il minorato mentale Charlie Gordon, costantemente battuto nei test dal topino Algernon, dopo un’operazione riacquista l’intelligenza e diventa uno studioso della sua vecchia malattia, ma un giorno scopre che Algernon, a cui era stato fatto il medesimo intervento, sta regredendo al suo stadio originale. Commovente adattamento del racconto “Fiori per Algernon” di Daniel Keys. Può apparire pieno di cliché: invece è un’opera che coscientemente mette in scena dei cliché per vedere come funzionano, come condizionano i rapporti interpersonali e le leggi del vivere sociale. Alla fine, il vero cliché siamo noi che guardiamo.

Diario di una schizofrenica
Origine e anno: Italia, 1969 Regia: Nelo Risi; Interpreti: Ghislaine D’Orsay, Margarita Lozano col, 109’
Anna non è mai riuscita a guarire dalla sua malattia mentale. I genitori non vogliono lasciare niente di intentato e la portano in Svizzera dove vi è una psichiatra che utilizza metodi non tradizionali. Teso, cattivo, psicotico, amaro e indigesto. Nelo Risi ha trovato il coraggio di far urlare al nostro cinema mammone e consolatorio il grido di Gide (“Famiglie, io vi odio!”).

Corri libero e selvaggio
Titolo originale: Run Wild, Run Free Origine, anno: GB, 1969 Regia: Richard Sarafian; Interpreti: Mark Lester, John Mills col, 101’

Il piccolo Philip non parla, chiuso nell’universo claustrofobico di una famiglia protettiva e indifferente. L’amore per un cavallo e un falco, assieme all’amicizia di un vecchio colonnello e di una bambina, lo aiutano a uscire dalla sua condizione. Il conformismo dell’educazione produce il disadattamento del bambino, lasciando intravedere un substrato di paure e di ignoranza da terzo mondo culturale.

Family Life
Titolo originale: Family Life Origine, anno: GB, 1971 Regia: Ken Loach; Interpreti: Sandy Ratcliff, Bill Dean, Grace Cave col, 108’
Una ragazza della piccola borghesia, con una madre autoritaria che l’ha costretta ad abortire e un padre debole, si rifugia nella schizofrenia ed è curata con l’elettroshock da un medico che non capisce le origini psicologiche della malattia. Lavoro direttamente ispirato alle teorie sull’io diviso di Ronald Laing (la “normalità” e il rispetto delle convenzioni possono portare alla rovina psichica di una persona). Loach, da bravo trotzkista, è convinto che i rapporti umani siano condizionati dai rapporti sociali, e non viceversa.

Qualcuno volò sul nido del cuculo
Titolo originale: One flew over the cokoo’s nest Origine e anno: USA, 1975 Regia: Milos Forman; Interpreti: Jack Nicholson, Louise Fletcher col, 135’
Per evitare la prigione, Rande si finge pazzo e viene inviato in un ospedale psichiatrico. Qui, a contatto con gli altri pazienti, ne diventa ben preso il beniamino: si prende gioco degli infermieri, organizza delle festicciole e, infine, prova a scappare. Amaro, rabbioso e pieno di energia. Esteticamente guerrigliero e giocato su una fotografia che metaforizza il “contrasto/conflitto”. Forman appartiene a un altro mondo, dove buongiorno significava buongiorno.

Matti da slegare
Origine, anno: Italia, 1975 Regia: Marco Belloccio, Silvano Agosti, Stefano Rulli, Sandro Petraglia; Interpreti: attori non professionisti col, 142’
Di fronte alla macchina da presa, i pazienti dell’ospedale psichiatrico di Parma raccontano la loro vita senza alcun intervento dei realizzatori del film. I limiti della vista sono il buio, il bagliore e la cecità. I limiti della civiltà sono la violenza e la guerra. I limiti dell’esistenza sono la vecchiaia e la morte. I limiti del pensiero sono il sentire e il toccare. Il limite dell’arte è la realtà. Il limite di questo film è il fuori campo di queste vite scorticate che misurano la loro distanza dal mondo.

La merlettaia
Titolo originale: La dentellière Origine, anno: Svizzera, 1977 Regia: Claude Goretta; Interpreti: Isabelle Huppert, Yves Beneyton col, 100’

Abbandonata da un uomo conosciuto durante una vacanza in Normandia, Beatrice, parrucchiera parigina, finisce in manicomio. Un silenzio tale che si può sentire la neve scricchiolare per il freddo. Un senso di pace e di intimità. Una “Svizzera dell’anima”.

La nona configurazione
Titolo originale: The ninth configuration Origine, anno: USA, 1980 Regia: William Peter Blatty; Interpreti: Steacy Keach, Jason Miller, Scott Wilson col, 118’
In una clinica psichiatrica per reduci di guerra, il direttore, più bacato dei suoi pazienti e preso da ardore mistico, si sacrifica per loro. Repertorio di destini, catena che unisce e catena che vincola. E tempo cicatrizzato.

La veritàààà
Origine, anno: Italia, 1980 Regia: Cesare Zavattini; Interpreti: Cesare Zavattini, Pietro Barreca col, 65’

 Un vecchio scappato dal manicomio comincia a vagare per la città eseguendo monologhi su ciò che non va al mondo. Ne parla perfino al papa e lancia il suo messaggio in tv. Zavattini, per una volta, applica a se stesso la “poetica del pedinamento” in un film in cui scorre sangue libertario, antiborghese, aggressività umorale, persino una vena trotzkista.

La ragazza di Trieste
Origine, anno: Italia, 1982 Regia: Pasquale Festa Campanile; Interpreti: Ornella Muti, Ben Gazzara col, 104’

Un disegnatore di fumetti si innamora di una misteriosa ragazza (una Ornella Muti pelata) che si rivela essere pazza. Ambientato a Trieste in omaggio alle teorie psichiatriche di Franco Basaglia, il film è approssimativo, predicatorio ed esteriore. Vorrebbe fare le pulci al moralismo e scivola invece sulla buccia di banana qualunquista.

L’imperatore di Roma
Origine e anno: Italia, 1987 Regia: Nico D’Alessandria; Interpreti: Giuseppe Amodio, Nadia Haggi col, 90’
Gerry, tossicomane con esperienze di manicomio, nel delirio di una notte insonne si immagina di essere un imperatore romano tornato a portare la vita dopo la fine del mondo. Il film segue le tracce di uno dei tanti giovani che la società ha spinto ai margini. Opera prima molto interessante, dura e non riconciliata di un autore (che ha anche avuto esperienze in case di salute mentale) da scoprire.

Lo strizzacervelli
Titolo originale: The couch trip Origine, anno: USA, 1988 Regia: Micheal Ritchie; Interpreti: Dan Aykroyd, Walter Matthau, Donna Dixon col, 98’
Un malato di mente si sostituisce al suo psichiatra e diventa una star televisiva, ma viene ricattato da un disadattato che ha capito l’inganno. Una psichiatria frivola può acquistare un senso drammatico satireggiando, senza andare per il sottile, quello che la sua frivolezza può distruggere.

Quattro pazzi in libertà
Titolo originale: The dream team Origine, anno: Usa, 1989 Regia: Howard Zieff; Interpreti: Micheal Keaton, Christopher Lloyd, Peter Boyle, Stephen Furst col, 113’
Quattro malati di mente si smarriscono nel bel mezzo di New York, e scoprono che gli abitanti della Grande Mela sono più strani di loro. Commedia che fa il verso a “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Ma, a volte, quello che conta è proprio il déjà-vu, un’idea di cinema in souplesse, dove tutto è previsto al millimetro e magari prevedibile, ma anche godibile, rispolverato con un dialogo scintillante, un ritmo sciolto, attori in sintonia.

Rain man - L’uomo della pioggia
Titolo originale: Rain man Origine e anno: USA, 1989 Regia: Barry Levinson; Interpreti: Tom Cruise, Dustin Hoffman, Valeria Golino col, 130’

Charlie, commerciante di auto e indebitato fino ai capelli, alla morte del padre scopre che l’eredità è stata assegnata ad un fratello di cui non sapeva l’esistenza. Più grande di lui di vent’anni, vive in una clinica ed è affetto da autismo. Fatto apposta per stordire senza infastidire. A cominciare dalla fotografia, satura di luci perfettamente calibrate e morbide per proporre un mondo cellophanato dove spettatore fa rima con consumatore. Levinson asciuga, taglia, procede d’ellissi e difende a uomo contro due star che giocano a tutto campo.

Il grande cocomero
Origine e anno: Italia, 1993 Regia: Francesca Archibugi; Interpreti: Sergio Castelletto, Anna Galiena, Lara Panzoni col, 101’

Ricoverata nel reparto di neuropsichiatria in cui lavora Arturo, Pippi è una ragazzina turbata con dei grossi problemi anche in famiglia. Grazie al medico, che ne vede anche un occasione di dare un senso alla propria esistenza, riesce ad avere un rapporto felice con altri giovani della clinica. Non un manifesto, ma una constatazione. Non un’opera urlata, ma un viaggio sfrontato e senza limiti nella coscienza collettiva italiana. In quest’epoca, e in società come la nostra, prima ancora di “confortare gli afflitti” è fondamentale e doveroso “affliggere i confortati”.

L’ottavo giorno
Titolo originale: Le huitième jour Origine e anno: Belgio / Francia / GB, 1996 Regia: Jaco van Dormael; Interpreti: Daniel Auteuil, Miou-Miou col, 118’
Harry, realizzato nel lavoro, ma con una situazione familiare precaria, incontra per caso Georges, un ragazzo down scappato da un istituto. L'uomo lo invita a casa sua e gli si affeziona. Tra i due, diversi sotto ogni punto di vista, nasce un legame molto profondo. Grazie a questo incontro la vita di Harry cambierà radicalmente. Il lavoro quasi ossessivo sul colore, la nitidezza studiata delle inquadrature, il timing impeccabile e un inconfondibile amore per i suoi personaggi: ecco i pregi dei film di Jaco Van Dormael.

Vanità e affanni
Titolo originale: Larmar och goer sig till Origine e anno: Svezia, 1997 Regia: Ingmar Bergman; Interpreti: Boerie Ahlstedt, Erland Josephson col, 120’

Un inventore e un professore ricoverati in un ospedale psichiatrico, stringono amicizia e decidono di girare un film. Personaggi ipersensibili, che si muovono tra vette e precipizi come due giovani su un ottovolante. Peccato che Bergman non sia mai stato giovane. Un po’ come la Prinz, una macchina che, appena uscita, era già vecchia, fuori moda.

Idioti
Titolo originale: Idioterne Origine e anno: Danimarca, 1998 Regia: Lars von Trier; Interpreti: Jens Albinus, Bodil Jorgensen col, 117’

Un gruppo di giovani si ritrovano in una casa per praticare la più perfetta idiozia seguendo l’evidente regola dell’impresentabilità dei tonti nella vita civile: disturbano nei ristoranti, scandalizzano gli assistenti sociali e il vicinato, corrono nudi per strada e si abbandonano ad ammucchiate. Viviamo in una società caricaturale, dove liberalismo economico e liberazione sessuale sono talmente sbandierati e oppressivi che chiunque osi rappresentarli in tutta la loro cruda realtà è tacciato di essere un reazionario o peggio uno spirito antimoderno. Vedere un film di Von Trier è come buttarsi in una lavatrice al momento della centrifuga. Sulle prime ti viene voglia di mandarlo a quel paese. Poi, se resisti, ti ritrovi tuo malgrado sulla sua stessa lunghezza d’onda.

La seconda ombra
Origine, anno: Italia, 1999 Regia: Silvano Agosti; Interpreti: Remo Girone, Vittoria Zinny col, 90’

 Gorizia, 1960: Franco Basaglia arriva all’ospedale psichiatrico e si finge infermiere per constatare di persona la situazione di barbarie e repressione. La sua riforma, tra mille ostacoli, inizia eliminando le gabbie e le strutture da lager e aprendo il manicomio al mondo esterno. A ventiquattro anni da “matti da slegare”. Agosti torna a occuparsi di manicomi, in forma semidocumentaristica e con attori nella parte di se stessi. Ma il film lascia l’amaro in bocca, come dopo una giornata passata a fumare due pacchetti di Marlboro nel corridoio di un manicomio.

Prima la musica, poi le parole
Origine, anno: Italia, 2000 Regia: Fulvio Wetzl; Interpreti: Anna Bonaiuto, Barbara Enrichi col, 100’

 Dopo la morte del padre, che l’ha segregato ed educato a un incomprensibile linguaggio (parole comuni stravolte nel senso), il piccolo Giovanni viene raccolto da una psicologa disposta a mettere in gioco carriera e affetti per instaurare un rapporto col bambino. Leggero senza essere superficiale, il film affronta il tema della “diversità” con un linguaggio e una narrazione piani e semplici. Ma il tentativo di sensibilizzare, sobillare e urtare le placide e tranquille coscienze si perde in un eccesso di schematismo.

Session 9
Titolo originale: Session 9 Origine, anno: USA, 2001 Regia: Brad Anderson; Interpreti: Peter Mullan, David Caruso col, 100’

Lo scozzese Gordon Fleming ottiene l’appalto per la rimozione dell’amianto da un vecchio manicomio del Massachusetts: il caposquadra Phil, l’avvocato mancato Mike, lo schizzato Hank e il complessato Jeff lavorano a ritmo stressante, ma i materiali rimossi portano alla luce molti segreti. E le bobine audio delle sedute di una paziente affetta da personalità multipla sembrano scatenare una forza malvagia. Proletari di tutto il mondo, unitevi. Se non altrove, in un’inquadratura, in una sequenza. Come in questo horror, che riflette sulla permeabilità al Male suggerendo una lettura politica trasversale al tema dei manicomi.

A beautiful mind
Titolo originale: A beautiful mind Origine, anno: USA, 2001 Regia: Ron Howard; Interpreti: Russell Crowe, Ed Harris, Jennifer Connelly col, 134’
Molto scontroso, con la testa perennemente tra le nuvole, il giovane matematico John Forbes Nash jr. elabora una teoria matematica che riesce a prevedere il fluttuare del mercato economico. Ma segni di schizofrenia cominciano a manifestarsi. Tratta dalla biografia dello scienziato premio Nobel del 1994, il film che non esita davanti all’esasperazione e non si vergogna della commozione. Quattro premi Oscar. Ron Howard, quando ci si mette, fa centro. Ma non sempre ci si mette.

La casa dei matti
Titolo originale: Dom Durakov Origine e anno: Russia/ Francia, 2002 Regia: Andrei Konchalovskij; Interpreti: Brian Adams, Julia Vysotskj col, 104’
Cecenia 1996. Janna vive in un ospedale psichiatrico sul confine con la Russia. Quando si scopre che tutto il personale ha lasciato l’ospedale scoppia il caos tra i pazienti che devono imparare ad organizzarsi senza l’aiuto di nessuno. Nel corso dell’assedio da parte di un gruppo di soldati ceceni Janna si lega ad un soldato, Ahmed. L’arrivo dei russi porterà ulteriore scompiglio e la guerra dilagherà nell’ospedale. Konchalovskij ama fare il giocoliere. Peccato che i piatti lanciati in aria, stavolta, gli cadano tutti sui piedi.

Spider
Titolo originale: Spider Origine e anno: Francia / Canada/ GB, 2002 Regia: David Cronenberg; Interpreti: Ralph Fiennes, Lynn Redgrave col, 98’
Uscito dal manicomio, Dennis detto Spider viene affidato a una casa per il recupero dei malati. L’uomo vive in un mondo tutto suo confondendo il passato con il presente, la reale scansione dei fatti e l’identità delle persone. Torbido, ambiguo, sporco come gli ambienti degli interni in cui vive il protagonista, che racconta il suo modo di essere da “porcospino”, pieno di aculei verso tutti e tutto. Un film che riesce a speronare la nostra emotività.

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Cultura