Festa e integrazione - Superabile

29/03/2010 - Claudio Imprudente

Pochi giorni fa, curiosando su e giù per la rete, leggendo qua e là notizie e notiziole, ho saputo di un interessante progetto di integrazione nato e cresciuto al’interno dell’Istituto Tecnico Commerciale Leonardo da Vinci di Santa Maria di Capua Vetere (Caserta), conclusosi con il Convegno Laboratorio dal titolo “Sensibilizzazione e momento di riflessione da parte degli operatori della scuola e della popolazione scolastica sul mondo delle persone diversamente abili: educare gli allievi normodotati (…) ad accogliere e crescere con gli alunni diversamente abili”. Mentre riflettevo su quanto fosse stata buona questa occasione per gli alunni di quella scuola, mi rimbombavano in testa tutti quei vocaboli e quei concetti che spesso associamo alla parola integrazione: inclusione, diversità, educazione, diritto, difficoltà, sfida, incognita… Poi poche righe più in là, stava scritto che, a detta degli organizzatori, quello che era nato come convegno, si era trasformato in… Festa! E così, con le immagini di una intera scuola che fa baldoria, ho realizzato che sarebbe stato molto difficile vedere qualunque altro convegno, parlasse esso di economia aziendale o di altro, trasformarsi così spontaneamente in una festa .
Ed eccomi qui a parlarvi di ciò che questa bella notizia a mio parere rivela.

Grazie all’esperienza maturata negli anni di vita mondana, ho imparato che una vera festa è tale se coincide con l’idea di buon umore, di allegria e di entusiasmo, e se, soprattutto nel clima sereno dell’occasione, riusciamo a sentirci protagonisti, a mettere qualcosa di nostro nel tempo che passiamo insieme agli altri, se cioè ci percepiamo come parte del gruppo che festeggia. E si sa, che la festa riesce bene solo quando tutti gli invitati si divertono e si lasciano trascinare dall’euforia. Ma so anche che per fare questo, dobbiamo essere capaci di creare un clima accogliente, in cui ognuno a suo modo possa sentirsi a suo agio, senza timore di essere inadeguato.

E che cos’è questa se non il presupposto che dovrebbe essere alla base anche di ciò che possiamo definire integrazione? Una dinamica degna di questo nome difficilmente può avere luogo accostando semplicemente persone diverse le une alle altre; al contrario è necessario che esse, con la propria storia e con il proprio essere allo stesso tempo uguali e diverse tra loro, si trovino ad agire in un contesto che sentono come amichevole, come accogliente e come capace di rispondere ai loro singoli bisogni. Così se non manca la volontà di mettersi in gioco, correndo i rischi che questo implica, se ognuno è pronto ad essere protagonista di relazioni e legami, a creare contatti sulla base delle differenze e dei punti in comune che lo legano agli altri, si potrà iniziare a parlare di integrazione.

E ragionando in questo modo, salta all’occhio come l’ euforia e la voglia di essere protagonisti e stare bene, tipiche dell’atmosfera di festa, vivono delle relazioni e dei contatti che i partecipanti stabiliscono gli uni con gli altri, ed è facile intuire come proprio l’eterogeneità degli invitati e la voglia di scoprirsi a vicenda possa dare colori del tutto speciali ad ogni occasione.
Sono consapevole che per creare una simile condizione servono gli sforzi di tutti coloro che in un dato contesto agiscono, nessuno escluso; ed è forse anche per questo che le cronache parlano troppo spesso di ciò che accade quando l’integrazione manca. Ma la vicenda dell’Istituto tecnico Leonardo da Vinci dimostra che fare integrazione è possibile, a patto che si coinvolga ogni singolo componente della comunità scolastica nel creare un clima accogliente e si faccia in modo che ogni diversità sia al centro di una rete di relazioni e che si sostenga l’idea di una scuola che non è solo didattica e docimologia, ma anche spazio di relazioni, comunicazioni, incontri.

E a voi piace festeggiare? Preferite le feste ai convegni? Le vostre feste assomigliano troppo a dei convegni? Come vi piace festeggiare? Scrivetemi a claudio@accaparlante.it.
Claudio Imprudente
 

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Testimonianze-Esperienze