Fatatrac, diversi libri diversi

01/01/2000 - Arianna Papini


Una mattina del 1979, Mario Mariotti, artista geniale purtroppo recentemente e prematuramente scomparso, si presentò nell’ufficio di Nicoletta Codignola, fondatrice della NIEP (Nuova Italia Educazione Primaria) e attuale amministratore unico della Fatatrac, proponendole quel progetto che in seguito lo avrebbe reso famoso a livello mondiale, i libri degli animali fatti con le mani, il cui primo titolo fu “Animani”. Le sue mani grandi e nodose di scultore avevano preso la forma di animali ed erano state fotografate, in un teatrino fantasioso e variopinto, a tratti inquietante.
Stupito dell’entusiastica accoglienza ricevuta, Mariotti affermò di aver girato varie case editrici incassando un no dietro l’altro poiché questi libri non erano in realtà né per bambini né per adulti, o meglio, si rivolgevano sia ai bambini che agli adulti, rompendo lo schema convenzionale di quello che in seguito sarebbe stato definito freddamente “target di un libro”.
Il simbolo della NIEP era la sagoma, tipo ombre cinesi, di un adulto e di un bambino che leggono insieme un libro. Questo a sottolineare che la prima educazione alla diversità è, o potrebbe essere, per il bambino la condivisione della lettura con l’adulto. Il marchio stesso proponeva allora nell’incontro di un mondo, quello del libro, attraverso due mondi diversi, molto diversi, quello dell’adulto e quello del bambino, una prima cognizione di quanto nella vita sia importante confrontarsi.
Il tutto avveniva nella consapevolezza che l’età educativa, in realtà, dura tutta la vita. Le collane della Nuova Italia Educazione Primaria contenevano questo presupposto e da esso partivano, per le scelte sui contenuti principalmente ma anche sull’impostazione grafica nell’uso di tecniche diverse di illustrazione dal collage alla fotografia, nel linguaggio che giungeva fino all’eliminazione totale del testo e alla lettura solo per immagini, fatto molto preoccupante per certi adulti che non sapevano come “leggerle” ai bambini, o all’utilizzo di formati inusuali (grande album in brossura orizzontale per la collana “Il lavoro ieri e oggi” sui mestieri, rettangolo stretto e lungo verticale per il libro “A un bambino che nasce” completamente illustrato con grafite in bianco e nero (!), per giungere agli scientifici quadrati).
Nel libro “Immagini” l’educazione alla lettura avveniva per mezzo di icone diversificate: il bambino molto piccolo trovava lo stesso oggetto, la sedia ad esempio, in una foto e all’interno di un quadro, oppure la spugna posata da una parte e poi durante il suo utilizzo, nella vasca da bagno, nella pagina successiva; il sole dipinto da un pittore, la palla fotografata e un viso femminile a tratto portavano il piccolo lettore al riconoscimento della forma rotonda proprio nella sua diversità iconografica e simbolica.
L’esperienza della NIEP è confluita poi nella Fatatrac come la vediamo oggi, ma il percorso è stato in qualche maniera ancora diversificato. Da un lato l’interesse nella trattazione di tematiche sociali, anche in modo molto diretto e a volte in collaborazione con Enti Pubblici per la distribuzione gratuita nelle scuole (“La città ad ostacoli” sul problema delle barriere architettoniche, “Diversi amici diversi” testo in più lingue per i bambini della scuola materna, “Il giardino degli undici gatti” che affronta il tema della tossicodipendenza partendo proprio dal disagio nel sentirsi diversi all’interno del gruppo), dall’altro, e soprattutto dai primi anni ’90 in poi, nell’affrontare questi argomenti all’interno delle collane di narrativa, dei libri-gioco, in una sorta di “globalizzazione” del tema della diversità a più livelli.
L’interesse crescente nella normalizzazione di argomenti complessi e nella loro collocazione in libri non tematici parte dalla stessa consapevolezza che guida la distribuzione gratuita nelle scuole di libri “parascolastici”: ciò di cui trattiamo è di fondamentale importanza e, in quanto tale, deve giungere a destinazione anche, e soprattutto, in ambiti non ancora aperti.. Da qui la volontà di distribuire ad esempio i libri di incontro tra cultura italiana e cultura cinese non solo nelle scuole interessate dalla presenza di bambini cinesi ma in tutte le scuole, o parlare di handicap in modo lieve all’interno di racconti di narrativa (e penso ad esempio a “Talpa, Lumaca, Pesciolino” di Guido Quarzo in cui si parla di bambini “poco diversi”, Talpa vede poco, Lumaca è lenta, Pesciolino non parla…) che vengono acquistati da tutti i bambini e non solo dall’insegnante che si occupa di handicap.







Il filo che lega le radici della NIEP alla Fatatrac che oggi pubblica la collana “Tu non sai chi sono io” è ulteriormente sottolineato dal tema dell’incontro. L’interesse non è quello di “parlare su” ma di “dialogare con” una cultura. La collana interculturale, che si arricchisce in questi giorni dei due nuovi titoli sul popolo kurdo, mette a confronto la cultura italiana con le altre presenti sul territorio italiano, in un lavoro di gruppo formato da persone che appartengono alle due culture.
Nello stesso modo, in “Dall’altra parte del libro” di Mario Mariotti (uscito nei primi anni ’80 e precursore riconosciuto di volumi a tematica interculturale per ragazzi), l’incontro tra la cultura araba e quella italiana avviene in mezzo ad un libro che parte da tutti e due i mondi e che si legge sia da sinistra verso destra che da destra verso sinistra mettendo a confronto due storie ognuna con i propri simboli, diversi ma simili, il proprio metodo comunicativo…
Ancora dal tema dell’incontro sboccia l’attenzione crescente alla grafica e all’illustrazione che incontra il testo nei libri Fatatrac per accompagnarlo, con linguaggio altro, nella memoria di chi si trova il libro fra le mani.
L’incontro è tanto più interessante quanto più i mondi dell’autore e dell’illustratore riguardano modi diversi di comunicare, di “leggere” un tema e di proporlo ai ragazzi e ai bambini. L’apparente difficoltà delle immagini Fatatrac, nel senso della mancanza di convenzionalità in un panorama che sempre più è reso omogeneo da immagini in qualche modo rassicuranti, disneyane, note agli adulti, persegue la volontà, tutt’oggi, di educare il bambino alla diversità attraverso l’immagine atipica, artisticamente valida.
In questo senso la collana dei “Nuovi ottagoni” si arricchisce di due letture parallele e fondamentali per una vera educazione alla diversità; da un lato la presenza, all’interno della collana di narrativa, di tematiche “impegnative” (il tema dello sfruttamento dei bambini ne “Il mistero della torre saracena” o quello della clonazione in “A immagine e somiglianza”, quello dell’ecologia ne “Le bestiazze”, in uscita in questi giorni, o quello dell’immigrazione dei ragazzi africani ne “La città sotto la sabbia”), dall’altro l’incontro dei testi con la matita altamente espressiva di giovani illustratori di altissimo livello (Nicoletta Ceccoli, Alessandra Cimatoribus, Sandro Natalini, Carlo Becerica per citarne solo alcuni).
Nei libri-gioco e negli albi illustrati degli ultimi anni il tema della diversità è il presupposto di pubblicazioni di grande comunicatività; basti pensare alla collana “Maschi e femmine”, in cui il gioco della diversità tra i due sessi si fa ironico e sdrammatizzante o il bellissimo “La cosa più importante” in cui ogni animale del bosco viene considerato importante proprio per le sue specificità, o ancora “Volare!” che gioca sulla diversità della merla femmina, bianca, che impara a volare prima degli altri e dunque si trova in qualche modo, per un poco, esclusa dal nucleo familiare in quanto “atipica”.
La Fatatrac affronta temi “diversi” (l’educazione alla legalità per i bambini di 4-5 anni ne “L’alfabeto del cittadino” della collana “Contromafia”), in modo “diverso” (una filastrocca per ogni lettera dell’alfabeto gioca sul doppio significato, civile e mafioso, di parole come rispetto, dono, amico) e, passando attraverso eperienze molteplici e differenziate giunge alla fine del millennio con la consapevolezza di non aver mai deviato dai suoi intenti educativi, continuando a pubblicare “libri senza età” come il bellissimo “Maria Moll Cappero”, illustrato da Nicoletta Ceccoli, inno all’amore universale.
Questo anno 2000 che rappresenta per l’occidente un momento di passaggio di fondamentale importanza, dovremmo ricordare in ogni istante che per la maggior parte degli abitanti della terra è un anno come tutti gli altri e soprattutto non è il 2000!
E per chi avrà ricevuto una vera educazione alla diversità questa notizia, anzichè inquietante, risulterà a dir poco rassicurante...

Arianna Papini
direttore editoriale e artistico della Fatatrac

(Nicoletta Codignola e Arianna Papini, madre e figlia, lavorano insieme presso la casa editrice Fatatrac di Firenze)


















Fatatrac - Una bibliografia fra le diversità

Interculturalità
AAVV - Diversi amici diversi - 4-6 anni
Mario Mariotti - Dall’altra parte del libro - dai 4 anni
AAVV - Amici nel mondo - 5-8 anni
AAVV - Vieni a casa mia? I bambini italiani e i bambini cinesi si incontrano - 6-8 anni
AAVV - Com’è il tuo paese? L’Italia e la Cina, due mondi che si incontrano - 9-11 anni
AAVV - Cici Daci Dom. Incontro con i bambini Rom - 6-8 anni
AAVV - La casa del sole e della luna. I Rom, un popolo che viene da lontano - 9-11 anni
AAVV - La strada delle stelle. Viaggio con il popolo arabo - 9-11 anni
AAVV - Le mille e una parola. Dialogo con il mondo arabo - 9-11 anni
AAVV - Ogni bambino ho la sua stella. Incontro con i bambini kurdi - 6-8 anni
AAVV - La primavera viene d’improvviso. I kurdi, popolo di montagna - 9-11 anni
Bruno Tognolini - Sentieri di conchiglie - dai 7 anni
Vanna Cercenà - Il mistero della torre saracena - dai 7 anni
Marina Iraso - La città sotto la sabbia - dai 12 anni
Gnugo De Bar - Strada patria sinta - 9-13 anni
AAVV - Tantipopoli - 11-15 anni
Mariangela Giusti - Una scuola, tante culture - per genitori e insegnanti

Handicap
Guido Quarzo - Talpa, Lumaca, Pesciolino - dai 7 anni
Arianna Papini - Amiche d’ombra - dai 7 anni
AAVV - La città a ostacoli - 9-13 anni

Altri libri citati
AAVV - Immagini - 0-6 anni
Lucia Scuderi - Volare! - 4-7 anni
Antonella Abbatiello - La cosa più importante - 4-7 anni
Mario Mariotti - Animani - dai 4 anni
AAVV - L’alfabeto del cittadino - 5-8 anni
Vittoria Facchini - Collana Maschi e femmine - 5-8 anni
AAVV - Collana Il lavoro ieri e oggi - 5-9 anni
Luciano Morati - Il giardino degli 11 gatti - 6-10 anni
Paola Pallottino - Maria Moll Cappero - dai 7 anni
Ugo Vicic - Le bestiazze - dai 7 anni
Vanna Cercenà - A immagine e somiglianza - dai 12 anni

Parole chiave:
Letteratura