Eutanasia o relazione - Superabile

29/03/2010 - Claudio Imprudente

“Della vita e della morte si parla spesso, talvolta con grande leggerezza, e oggi l'argomento, attraverso le polemiche intorno all'eutanasia, è di grande attualità.
Auspichiamo che le conclusioni tratte dalla nostra lunga esperienza di vita in questa "regione di confine" possano fornire un utile contributo al dibattito in corso.” Queste parole pronunciate da Marco Espa , presidente dell’associazione ABC (associazione Bambini Cerebrolesi) incrementano la discussione riguardo all’argomento.
Sicuramente nei giorni passati abbiamo sentito dal telegiornale la richiesta di Piergiorgio Welby al presidente della repubblica Giorgio Napolitano a cui chiedeva di poter ottenere l’eutanasia. E’ diventato subito un caso di Stato strumentalizzato da alcuni politici senza essere nemmeno approfondito; ma l’argomento è davvero molto delicato poiché in esso si intrecciano moltissimi valori della vita umana. Credo che in ogni discorso, articolo o parola espressa sull’argomento ci sia il forte rischio di cadere nel baule della retorica e del giudizio, ma cerco di balbettare (ma come si fa a balbettare in un articolo?) qualcosa per aprire un micro-dibattito con voi… A mio parere il fulcro della questione è la RELAZIONE. Marco Espa nel suo articolo ha centrato perfettamente il bersaglio con queste parole:
“Numerosi esempi - alcuni presentati anche dai mass media - dimostrano che il desiderio di vivere non dipende tanto dalla gravità delle limitazioni funzionali, quanto piuttosto dalla ricchezza della rete di relazioni in cui una persona è inserita.
Nella cultura dominante si tende a dimenticare che l’uomo è soprattutto un essere di relazione, un individuo sociale e che l’essenza della qualità di vita è determinata soprattutto dai legami d’affetto.
Chi soffre o è affetto da disabilità percepisce con maggiore intensità la mancanza di questi legami e, quando è sopraffatto dal vuoto di affetti, perde ogni motivazione alla vita.”.
Sono pienamente d’accordo con queste parole: l’uomo vive di relazioni che si instaurano non solo nel benessere, ma anche nella malattia e nella sofferenza , e se proprio queste ultime sono il fulcro di una rete di relazioni allora ancor di più non è possibile eliminarle.
Nel mio girovagare per la penisola di città in città, di paese in paese, di casa in casa, di osteria in osteria, ho incontrato centinaia di situazioni drammatiche in cui attorno alla sofferenza si era instaurata una fitta rete di relazioni tali per cui essa veniva alleggerita del peso della difficile situazione. Ecco perché mi fa molta paura l’eliminazione del dolore, proprio perché si va ad intaccare un concetto fondamentale, quello della condivisione. Relazione è sinonimo di condivisione: senza l’una viene a mancare l’altra e senza di esse viene meno il senso della vita.
Ma è ora che la smetta di balbettare, balbettate un po’ voi quello che pensate.
Claudio Imprudente claudio@accaparlante.it

 

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Testimonianze-Esperienze