Editoriale

01/01/2002 - Massimiliano Rubbi

Per una associazione come il CDH che si occupa di informazione e documentazione, parlare di servizi come gli Informahandicap non può che essere un piacere. L’accorgersi delle esigenze informative peculiari dei disabili e il soddisfarle costituisce infatti un fenomeno recente e tutt’altro che compiuto, e il ruolo degli Informahandicap in questo è ormai essenziale. Tanto coincidono gli intenti del CDH con quelli degli Informahandicap… che l’associazione si è ritrovata a gestirne uno, il Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna! Questo numero di HP intende perciò fare il punto della situazione su questi servizi, anche grazie alle esperienze che, benché il servizio sia attivo da pochissimi mesi, si è avuto l’opportunità di fare, non più sui libri ma allo sportello.

Nella prima parte troverete alcuni articoli che da un lato spiegano il contesto in cui gli Informahandicap sono nati e oggi vivono, e dall’altro mostrano cosa avviene concretamente allo sportello, al telefono, nelle mail, una volta che le esigenze si rendono presenti e concrete. In maniera che a volte è innegabilmente drammatica (proprio a Bologna Antonio Piras, un disabile in cerca di alloggio e lavoro, ha sfondato in auto la porta dell’URP comunale per attirare l’attenzione dei servizi sul proprio caso), ma che più spesso, con la leggerezza della chiacchierata, evidenzia soprattutto un bisogno di relazione che sta all’operatore saper soddisfare.

Nella seconda parte del numero, a tempo di record, i tanto attesi atti del convegno organizzato dal CRH del Comune di Bologna il 19 settembre 2002 presso il COMPA (Salone della Comunicazione Pubblica di Bologna) sul tema degli Informahandicap. Tra spunti teorici e aneddoti pratici, troverete trattazioni di diversi argomenti – e lasciamo volentieri la parola ai relatori, il cui approccio è decisamente più accurato di quanto abbiamo o avremmo potuto fare noi poveri giornalisti.

Infine, per avere un quadro della situazione, l’elenco degli Informahandicap attualmente attivi in Italia. Noterete che la distribuzione geografica dei servizi è altamente irregolare, e anche se le maggiori carenze riguardano (non sorprendentemente) il Meridione, non mancano “buchi neri” in aree più ricche. Ci auguriamo che qualche amministratore possa trarre da questa lettura l’impulso a dedicare piccola parte dei (sempre più) magri bilanci dei servizi sociali ad attività informative di questo genere, che – lo diciamo anche per esperienza – possono generare vantaggi inattesi nell’azione di integrazione sociale.


Ah, dimenticavamo: dal prossimo numero la gestione editoriale di HP/Accaparlante passerà alla Editrice Centro Studi Erickson; trovate tutti i ragguagli in seconda di copertina. Il CDH continuerà però a curare in proprio tutti i contenuti della rivista. Chi ci conosce sa che non è così facile liberarsi di noi giornalisti…