Sport agevoli - E' tempo di bilanci

15/07/2011 - di Giovanni Preiti

Siamo ormai vicini alle tanto attese e discusse Olimpiadi di Pechino, anzi, quando leggerete questo articolo probabilmente saranno già finite. Voglio comunque fare un bilancio di quello che è accaduto fino a oggi, negli ultimi anni nel mondo dello sport disabili. Visto che ogni Olimpiade segna una tappa nel cammino dello sport. Partiamo proprio da una questione puramente economica, ma piuttosto significativa: è notizia di questi giorni che il CONI ha stabilito maggiori incentivi economici per gli atleti italiani che parteciperanno alle ormai prossime Olimpiadi di Beijing 2008. Il CONI ha infatti comunicato l’ammontare dei premi in denaro che spetteranno ai medagliati di ritorno dalla Cina. Tutte le medaglie vedono crescere il loro valore: chi si aggiudicherà l’oro verrà ricompensato con 140mila euro, a differenza dei 130mila che andavano finora per la più prestigiosa delle medaglie. L’argento passa da 60 a 75mila euro, il bronzo da 40 a 50mila. L’incremento vale anche per la Paralimpiadi, i Giochi olimpici per gli atleti disabili. Qui l’oro è premiato con 75mila euro, contro i precedenti 70mila. L’argento passa da 35 a 40mila, il bronzo da 20 a 25mila. Forse dovrei essere contento dell’aumento dei premi per i nostri atleti paralimpici, però vedere che il premio agli innumerevoli sforzi di un atleta disabile, spesso maggiori che per i normodotati, venga ricompensato con la metà del premio, mi delude molto. Passiamo ad altro; in queste ore Oscar Pistorius atleta bi-amputato che corre con due protesi, del quale si è parlato anche troppo, ottenuta dalla IAAF (International Association of Athletics Federations) la possibilità di gareggiare e quindi confrontarsi con gli atleti normodotati, non è ancora riuscito a fare il tempo minimo per qualificarsi e forse non potrà partecipare comunque! È stata quindi tutta una questione di immagine, di marketing, magari per trattare più questo argomento, piuttosto che tutte le questioni negative nell’organizzazione di queste Olimpiadi, e del Governo Cinese che le ospita. Francamente spero che in fondo il motivo scatenante sia il desiderio di un ragazzo di realizzare un sogno. Anche una ragazza di cui si parla poco, ma meritevole di citazione, probabilmente realizzerà il suo sogno: la nuotatrice sudafricana Natalie Du Toit, che si era già qualificata per le Olimpiadi nel Nuoto di Fondo, potrebbe entrare nella storia dopo essere stata convocata nella squadra per le Paralimpiadi partecipando a entrambi gli eventi. La Du Toit, che ha perso la parte inferiore della gamba sinistra in un incidente stradale nel 2001, era giunta quarta nella gara di qualificazione olimpica dello scorso mese; la nuotatrice sudafricana, a differenza dello sprinter Oscar Pistorius, non utilizza protesi per gareggiare. Natalie Du Toit ha vinto, nella scorsa edizione delle Paralimpiadi, quattro medaglie d'Oro nel Nuoto. Un grande desiderio per me sarebbe che le Paralimpiadi abbiano una copertura televisiva adeguata, e questo sarà facilmente verificabile da tutti, quindi è inutile che azzardi delle ipotesi. Un desiderio di molti sarebbe quello di avere una unica Olimpiade che veda il disputarsi di tutte le gare, e confesso anche il mio; perché lo sport è uno solo, unica la fiamma che ci unisce. Notizia di questi giorni, di un grande significato politico: alla vigilia del più importante evento sportivo (le Olimpiadi), al termine del quale, tutte le cariche sportive italiane verranno rimesse, con nuove elezioni per i vari incarichi è che il CONI ha determinato l’inserimento nel nuovo Regolamento sulla sua Organizzazione Territoriale della presenza nell’ambito della Giunta Provinciale e Regionale rispettivamente del Presidente Provinciale e Regionale del CIP. Inoltre, nell’ambito del Progetto CONI-Scuola e rapporti MPI, è stata ottenuta l’equiparazione del CIP al CONI, relativamente agli operatori legittimati (Educatori Sportivi, ISEF, SM, CIP), ai contenuti del relativo Protocollo d’Intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione e alla specifica azione formativa; di fatto rendendo legittimo il ruolo dello sport disabili al fianco dell’intero movimento sportivo italiano.

 

 

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