E poi ci troveremo come le star…al Roxy Bar!

01/01/2004 - Claudio Imprudente e Valeria Alpi

Ecco, anche stasera mi stanno preparando, insieme agli altri “colleghi” boccali di birra, per essere trasportato in uno dei tanti tavoli del locale. Anche stasera c’è il pienone, e andrò a rallegrare con un po’ di buon malto le persone che cercano un po’ di svago. In che tavolo sarò servito? A quanto pare mi sto dirigendo verso quel gruppo di amici, che stanno ridendo scherzosi, ma… uno di loro è in carrozzina! Speriamo che non si mettano a fare solo discorsi sui disabili! Ops, forse dovrei dire diversamente abili, per usare un termine che sento dire sempre più spesso dalla gente. Comunque, sempre lì, questi diversamente abili, a chiedere pensioni di invalidità, pass per entrare in centro con l’auto, agevolazioni fiscali sull’acquisto di un computer, abbattimento delle barriere architettoniche… Barriere? Ecco, lo sapevo, stanno proprio parlandone in questo momento. Uffa, sarà la solita noia, il disabile che si lamenta perché non riesce a fare le scale e non c’è l’ascensore, o perché non può entrare nei negozi se c’è anche un solo gradino all’esterno… Non è che si possono cambiare tutti i palazzi solo per una categoria di persone, una minoranza, o no? Ma vediamo cosa dicono, sono curioso. Inizia a parlare Mario, a quanto pare di mestiere elettricista. Una volta si è trovato a dovere trasportare un frigorifero in un palazzo con molti piani e ovviamente la persona che aspettava il frigorifero stava all’ultimo! Meno male, c’era l’ascensore, ma… Una chimera! L’ascensore era troppo stretto! Frigorifero in spalla, allora… Ridono, nel gruppo, mentre Mario muove le braccia con ampi gesti per evidenziare il poco spazio dell’ascensore e la grandezza invece del frigorifero. Sorge spontanea una considerazione da parte di tutti: se l’ascensore fosse stato accessibile veramente, o diciamo a norma di legge per consentire l’entrata di una carrozzina, ci sarebbe passato anche il frigorifero! E Mario si sarebbe risparmiato una bella sudata! Uno degli altri amici ha un altro aneddoto: è un manager di successo e viaggia sempre per lavoro, su e giù dagli aerei, fuori e dentro gli hotel; spesso sta fuori città anche parecchie settimane, e porta con sé valigie e borsoni molto voluminosi, tra vestiti, computer portatile, documenti dell’ufficio… Certo è un uomo forte, abituato al movimento, ma ogni tanto rimpiange di non trovare una rampa al posto dei gradini! Le valigie, con le rotelline sotto, sarebbero molto più comode da trasportare su un pavimento in salita piuttosto che sollevate a braccia su per una scalinata! Anche qui a ridere, al pensiero del robusto Luca che si “arrampica” con i borsoni, stremato dal fuso orario… Interviene di nuovo Mario, novello papà, a raccontare di come sua moglie si lamentasse sempre, durante la gravidanza, di tutti gli ostacoli che trovava per la strada, negli uffici, nei palazzi, nei negozi… camminare con il pancione non era così semplice! Tante volte non ci si rende conto di quante barriere architettoniche ci siano fuori casa, o magari anche dentro casa!, finché non ci si trova con i movimenti limitati. Bravo Mario, commentano gli altri, e aggiungono altri esempi, i primi che vengono in mente tra una sorsata di birra e l’altra: mamme che girano con i figli piccoli nei passeggini, ragazzi che si sono rotti una gamba a sciare, persone anziane che camminano con il bastone… E poi ancora tanti mestieri, come Mario l’elettricista: i facchini, i fornitori dei negozi, i pony express… Persone che devono tutte trasportare dei pesi, e spesso si ritrovano a farlo in luoghi pieni di barriere architettoniche: non che non ci riescano, non sono disabili, quindi alla fine ci riescono, però che fatica! O anche i volontari sulle ambulanze, che spesso si trovano ad esempio a trasportare barelle su e giù per marciapiedi con gradino, senza la famosa “discesina” per le carrozzine… Interessanti, questi racconti, perché portano alla conclusione di una grande svolta culturale, di un ribaltamento della situazione tradizionale: un mondo accessibile ai disabili è un mondo accessibile a tutti! Lo dice con un grosso sorriso l’amico Claudio, quello del gruppo che è in carrozzina. Non si tratta di fare battaglie e di chiedere dei diritti solo per una categoria di persone, una minoranza, una nicchia della società. È vero, i disabili sono una minoranza, ma quello che vorrebbero che fosse realizzato per loro aiuterebbe parecchie altre persone, anzi, decisamente aiuterebbe tutti! Perciò abbattere una barriera anche solo per una persona significa comunque fare il bene della collettività. Ciò che migliora la qualità della vita dei disabili, migliora la qualità della vita di tutti. Sembrano slogan, se la ride Claudio, e anche gli altri amici lo prendono in giro, gli dicono che parla come le pubblicità televisive. Già, però è anche vero che allargare la logica di una minoranza a quella della maggioranza è un ribaltamento di prospettiva importante, e per niente banale, anche se a prima vista può sembrarlo. È il ribaltamento che fa emergere quel qualcosa in più affinché si diffonda una volta per tutte la cultura dell’abbattimento delle barriere architettoniche. L’ultimo amico del gruppo fa l’educatore di un ragazzino disabile, e racconta il nervoso che prova ogni volta che vede una struttura appena costruita, magari un nuovo cinema, in cui i costruttori non hanno pensato a determinati problemi di mobilità. Sono strutture nuove, c’è una legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche in vigore dal 1989, usiamola! Già ristrutturare i vecchi edifici, musei, chiese sembra un’impresa impossibile, perché si ha paura di “deturpare” le strutture già esistenti, se poi non si fa attenzione neppure al nuovo… Manca proprio la cultura giusta, concludono tutti. Per questo non è una banalità dire che ci sono delle vere e proprie barriere culturali, oltre che fisiche!
Oh, ma come? Se ne stanno andando, lasciano il locale. Beh, almeno stasera mi sono ritrovato in una tavolata molto interessante oltre che divertente, e anche molto istruttiva! Cin cin a tutti allora! E quando siete per strada e trovate un ostacolo, ripensate a questa serata!