Diversi da chi

01/01/1996

Radio ed emarginazione/un programma

Parlare del rapporto tra radio ed emarginazione vuol dire innanzitutto andarea "spulciare" tra i palinsesti delle emittenti pubbliche ecommerciali. La radio infatti pur essendo un mass media "minore" ha alsuo attivo molti programmi "di servizio". Tra questi si distingue"Diversi da chi", in onda su Radio Due tutti i sabati alle ore 18.00,unico programma radiofonico (o anche televisivo?) che tratta i temi legatiall'handicap. Ne è autore e conduttore Giovanni Paolo Fontana, da sempreimpegnato nel sociale. Il programma è nato da un suo progetto presentato allaRai in considerazione del fatto che non esisteva nessun programma cheaffrontasse specificamente il tema dell'handicap; l'assenso di Paolo Francia,direttore di Radio Uno, ne ha consentito il varo.
Nel 1995 sono state realizzate tredici puntate e il programma si è aggiudicatoil "Premio Nazionale Informazione e Impegno Sociale" di Pesaro; è poiripreso a gennaio e andrà in onda fino all'estate.

Trenta minuti di diversità

"Diversi da chi" dura circa trenta minuti e dà spazio alleassociazioni e alle storie di vita quotidiana da esse proposte e raccontate inonda dai diretti protagonisti; queste vengono scelte contattando tutti coloroche hanno lasciato messaggi sull'apposita segreteria telefonica. Filosofia difondo della trasmissione è raccontare l'handicap per quello che è, senzaquelle coloriture pietistiche che si riscontrano spesso sulla stampa nazionale elocale. Anche la sigla della trasmissione è in linea con questa "correntedi pensiero": si tratta infatti di una canzone i cui autori, i "Ladridi carrozzelle" sono anch'essi disabili.
I "risultati" ottenuti dalla trasmissione sono positivi.
nfermato".
Ma quali sono i dati d'ascolto di "diversi da chi", e soprattutto,quali sono le tipologie di ascoltatori che lo seguono?
Secondo Daniela Recine, capo-desk del settore "Società e cultura", mail cittadino comune. D'altro canto la radio - prosegue Daniela Recine - adifferenza degli altri mass media, stimola maggiormente l'ascolto di storie,anche quelle drammatiche, in quanto favorisce la concentrazione, a scapito dellaspettacolarizzazione.
Radio e solidarietà - conclude Daniela Recine - è un connubio che funziona e iprogrammi "di servizio" sono aumentati. Tra i più noti, "RadioHelp", "Telefono aperto" e "Casella postale", tutti inonda su Radio Uno".