Diversabilità: camerino o sgabuzzino? - Superabile

29/03/2010 - Claudio Imprudente

Vi siete mai chiesti che cosa avviene in un camerino prima dell’inizio di uno spettacolo? Ma soprattutto, vi siete mai chiesti che cosa c’entra la disabilità con i camerini degli attori? Il fatto è che un attore possiede un camerino, dove si trucca, si traveste, trova la concentrazione per calarsi nella parte, si consulta con il regista e firma gli autografi. Una comparsa, invece, non ha un camerino proprio, di solito non ha un luogo definito dove si può vestire: che lo faccia nel corridoio, nel bagno o nel cortile, non ha molta importanza. Un paio di anni fa sono stato ingaggiato per recitare una parte in un film sulla vita di Sant’Antonio da Padova. Avevo una minuscola particina come disabile medievale: ero vestito di stracci, abbandonato lì sul terreno; niente carrozzina con le gomme gonfie, niente lavagnetta di plexiglass per comunicare, niente orologio e figuriamoci il cellulare! È lì che ho capito una cosa fondamentale: il mondo può essere diviso in due : ci sono gli attori e ci sono le comparse. La domanda successiva è stata fulminea: ma le persone diversabili da che parte stanno? Sono giunto alla conclusione che se passiamo in rassegna, fotogramma per fotogramma, il grande kolossal della storia dell’umanità, ci rendiamo immediatamente conto di come i diversabili vengano relegati a ruoli di second’ordine, da comparse appunto. E anche io, all’inizio, avevo pensato di essere una mera comparsa e quindi di non aver diritto a un camerino! Fermiamoci ora a ragionare: il camerino segna la differenza tra un attore e una comparsa. Ma cosa possiamo trovare dentro a un camerino? Una cosa che non manca mai è lo specchio, davanti al quale l’attore si trucca, cioè “cambia faccia”, trasforma la sua immagine. Poi c’è sicuramente una vasta gamma di vestiti e di accessori, grazie ai quali l’attore può facilmente cambiare identità. Un momento può essere Don Diego della Vega e quello dopo l’implacabile Zorro, in sella a Fulmine. Nel mondo della diversabilità è necessario costruire tanti camerini, ovvero tanti spazi in cui potersi reinventare, in cui “giocare” con i ruoli per cambiare la percezione di noi stessi e riappropriarci della ricchezza insita nella nostra personalità.. Un esempio: trent’anni fa io avevo un unico ruolo, quello di disabile; oggi ne ho molti, diversi fra loro: giornalista, scrittore, formatore, conferenziere. Sono ruoli che ho imparato “a interpretare” reinventandomi nel camerino del Centro Documentazione Handicap di Bologna. Così, passando dall’unico ruolo di disabile a ruoli molteplici che hanno valorizzato le mie abilità, sono progressivamente diventato protagonista della mia storia personale e mai più mi sono limitato a fare la comparsa! E’ chiaro quindi come il camerino sia essenziale se si vuole fare il salto di qualità tra l’essere comparsa e l’essere attore. E voi, amici interattivi, vi sentite attori o comparse? E soprattutto, com’è il vostro camerino? Pieno di trucchi, maschere, costumi, nasi di gomma…? Cliccate su claudio@accaparlante.it e…ciack, si gira!
Claudio Imprudente

 

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Testimonianze-Esperienze