Disabili 1.0

01/01/2005 - Nicola Rabbi

Servizi, relazioni sociali e barriere: Internet per i disabili

INTRODUZIONE

Il lavoro che segue ha l’obiettivo di mostrare come l’uso di internet s’incroci con la vita quotidiana di una persona disabile, di un suo familiare, di un operatore sociale, di un insegnante.
Internet, e-mail, browser, web, chat… sono tutte parole che si riferiscono al mondo delle nuove tecnologie della comunicazione. È un mondo oramai sempre più conosciuto dagli italiani, soprattutto da parte delle nuove generazioni, che ha e avrà importanti conseguenze per tutti; che lo vogliamo o no queste tecnologie sono destinate a cambiare la nostra vita quotidiana. Fare la spesa, acquistare un libro, prenotare un biglietto per un viaggio o una visita specialistica, relazionarsi con altre persone, sono tutte occupazioni comuni che grazie alla tecnologia saranno svolte in modo differente. Soprattutto per le persone che hanno problemi di mobilità questi cambiamenti potrebbero essere decisamente positivi.
Il nostro filo conduttore sarà rappresentato dalla telematica, ovvero del luogo dove l’informatica e l’informazione s’incontrano dando nuove e sostanziose possibilità a tutti, non solo alle persone disabili naturalmente.
È anche nostra convinzione che le tecnologie non assicurino da sole l’integrazione e un migliore livello di vita alle persone disabili; possono farlo solo in concomitanza di altri fattori, quali precise scelte politico-sociali e la presenza, dall’altra parte del filo, ma, ancor meglio, nella stessa stanza o accanto, di altre persone che sono disposte a spendersi, a esserci.
Nel ’97 assieme a Carlo Giacobini scrissi il libro “L’handicap in rete”, dove, attraverso l’analisi approfondita di vari siti, davamo una prima immagine dell’informazione sulla disabilità presente in rete. A distanza di soli pochi anni le coordinate di riferimento sono del tutto mutate: gli utenti in Italia sono passati da poche centinaia di migliaia a più di 10 milioni, la rete è diventata sempre più efficiente e capace di fornire servizi sofisticati attraverso una banda di trasmissione dati sempre più ampia. Per questi motivi, assieme a una maggiore conoscenza di internet da parte di tutti, questo scritto è profondamente diverso dal predecessore e, dando per scontata una minima alfabetizzazione telematica da parte del lettore, segue altre strade.

Le relazioni, i servizi, le barriere...

Il lavoro è stato scritto nel corso di due anni e in parte è già stato pubblicato dalle riviste “TN” dell’ANMIC nazionale e dalla “Rivista del volontariato” della FIVOL, i cui responsabili di redazione ringrazio per avermi permesso di riutilizzare il materiale inserendolo in una cornice più ampia.
Gli articoli sono raccolti in sezioni che trattano del rapporto tra internet e i disabili da angolazioni diverse e sono divise nel modo seguente:

  • Temi: in questa sezione vengono trattati due argomenti particolari, le informazioni di carattere giornalistico che riguardano la disabilità reperibili in rete e quelle sull’integrazione scolastica. Questa scelta dipende dall’importanza che attribuiamo all’informazione scritta con tecnica giornalistica (chiarezza e sinteticità) ai fini di una maggiore conoscenza condivisa e dall’importanza che “HP-Accaparlante” da al tema della scuola
  • Relazioni: parliamo di quegli strumenti (community, chat, blog, reti sociali) che permettono a un individuo delle relazione sociali molto più ampie e potenzialmente ricche di occasioni
  • Servizi: è un discorso molto pratico dei servizi che fino a oggi offre la rete, come, ad esempio, l’acquisto di un biglietto per viaggiare o per andare al cinema, la prenotazione di una visita specialistica, la spesa da casa
  • Barriere: anche il web come gli ambienti reali quotidiani può presentare delle barriere che ostacolano le persone disabili, ma non solo loro, all’uso completo della rete
  • Ricerche: sono descritti alcuni studi empirici che tentano di raccontare l’uso di internet da parte delle persone disabili e quello che queste persone vorrebbero trovare ma ancora non c’è
  • Cultura: vengono definite alcune questioni di cultura digitale che ci riguardano tutti e la cui evoluzione influenzerà in modo decisivo l’uso di internet (il copyright, il digital divide e la privacy).

Lo scritto termina con una sintetica bibliografia dei principali libri cui abbiamo attinto.
Come potete vedere si tratta di un lavoro molto vario ma non per questo poco approfondito che è stato scritto utilizzando un linguaggio chiaro ma soprattutto in modo sintetico per permettere di toccare degli argomenti anche distanti tra di loro ma collegati appunto dalla rete, da internet (non è questa la sua natura?).

Uno strumento di liberazione?

I cambiamenti che la tecnologia ci propone ogni giorno in forme sempre variate non sono a senso unico; come le medicine, hanno le loro controindicazioni, e potranno avere una valenza positiva e subito vicino averne un’altra negativa.
Le nuove tecnologie basate sul digitale portano con sé un elemento di estrema duttilità che permette di includere tutti, ma il pericolo di esclusione rimane pur sempre presente. Facciamo un esempio: l’invenzione della locomotiva come mezzo di trasporto ha permesso a tutti di spostarsi più rapidamente ma ha creato (naturalmente con il passare del tempo e in un clima culturale attento ai diritti delle persone disabili) dei problemi nuovi di accessibilità per i disabili motori; se i gradini rimangono insormontabili, se gli scompartimenti sono stretti o mal congeniati a cosa serve a uno spastico un Eurostar che raggiunge i 200 chilometri all’ora? A nulla. Così vale anche per le applicazioni delle nuove tecnologie: se non sono pensate anche per i disabili il rischio di esclusione rimane.
Stiamo parlando di possibilità, di potenzialità (che oramai sono molto più che promesse) da cui viene esclusa la maggior parte della popolazione mondiale. La telematica, internet sono cose da mondo occidentale, da paesi ricchi; laddove le infrastrutture (linee telefoniche, energia elettrica, ecc.) non esistono o dove l’analfabetismo è endemico, queste conquiste dell’umanità non arriveranno mai. Quindi – un’altra contraddizione, un altro paradosso – questi benefici ricadranno là dove le condizioni di vita delle persone disabili sono migliori, e rischiano di non riguardare la maggior parte dei disabili che, come è noto, vive nei paesi poveri.