Dalla parola al corpo

01/01/1997 - Rosanna De Sanctis

La parola si è imposta da sempre, nella cultura, nelle filosofie e nelle religioni occidentali, come canale privilegiato della comunicazione fra gli uomini: il logos, espressione della superiorità umana, si oppone al corpo, luogo dell'oblio della ragione. La parola sembra assorbire ogni possibilità espressiva, mentre il corpo viene sempre più ad essere il grande sconosciuto. Ma è nel corpo che troviamo istinto e passione, piacere e dolore, esperienze immediate quotidiane e fondamentali della vita.
Il corpo si esprime e da' informazioni. In qualsiasi relazione, lo scambio e la comprensione dipendono, al di là e ancor prima della parola, da elementi corporei, come la direzione dello sguardo, la distanza, la postura, il tono della voce, il silenzio la gestualità. Il corpo mette in scena la presenza, persuade, seduce intimorisce, avvicina, allontana ; per mezzo del corpo l'inconscio parla direttamente.

Corpo bloccato, corpo negato, corpo vivo, corpo agito: il corpo comunica.

Il piede che batte frettoloso, la mano che ricerca una carezza, gli occhi sbarrati svelano un emozione e un pensiero che spesso non coincidono con ciò che stiamo affermando, richiedendo , o rifiutando verbalmente.
Oggi si è ampiamente dimostrato l'esistenza e l'importanza di un linguaggio non verbale che continuamente accompagna e a volte si sovrappone al linguaggio verbale; in questo numero di Hp vi presentiamo tre diverse esperienze di interventi e terapie a mediazione corporea che affrontano il tema del corpo da angolazioni estremamente originali e interessanti.

Pubblicato su HP:
1997/59
Parole chiave:
Comunicazione