Cultura di carta e cultura di byte

01/01/2000 - Nicola Rabbi

Come molti dei nostri lettori si saranno accorti, da quattro anni a questa parte la rivista ha molto a che fare con internet, non solo per i temi trattati (nuove tecnologie e handicap, operatori sociali e internet…) ma anche, più in generale, per il modo di "fare" la rivista.
Alcuni dei contributi che pubblichiamo su Hp sono presi direttamente dalla rete (in accordo con l'autore naturalmente), altri ci vengono inviati tramite posta elettronica. Il lavoro di redazione si svolge sempre più tramite gli strumenti offerti dalla rete per dei motivi facili da immaginare (velocità e economia).
Molti dei nostri sforzi sono diretti a migliorare continuamente le risorse informative offerte dal sito (www.accaparlante.it) che ci presenta globalmente per quel che siamo e facciamo anche al di là della rivista stessa. Addirittura quando abbiamo una nuova idea o scriviamo un progetto, automaticamente pensiamo alle due versioni ponendoci queste domande: "Come può essere fatto su carta? E in che modo on line?". Avendo bene in mente così le differenze che demarcano i due "mezzi". Ad esempio lavorando su internet raggiungiamo, o meglio abbiamo la possibilità di raggiungere, molte più persone di quelle che ci aspettiamo di raggiungere tramite la rivista cartacea. In linea teorica quando scriviamo e pubblichiamo sul web abbiamo (noi come gli altri) la medesima possibilità di essere letti di altri siti che hanno alle spalle investimenti di carattere economico colossali (basta pensare ad un qualsiasi portale come Virgilio, Ciaoweb o Jumpy). In rete non esistono i problemi di distribuzione e di spedizione che si hanno quando si fa un prodotto su carta e se non è pensabile di distribuire HP in tutte le edicole italiane (per via degli enormi costi) è possibile pensarlo online dove chiunque può raggiungerlo. Questo è un grande vantaggio, ma ne esistono altri. Il web può essere un luogo dove pur avendo pochi soldi si può pensare di costruire qualcosa di originale, valido ma anche letto, visitato, vissuto. Basta avere delle buone idee.
In questi termini internet può essere una vera opportunità a patto però di riuscire a rendersi visibili, di farsi notare con dei contenuti concreti e utili. Questo non vale solo per noi, vale anche per tutte quelle associazioni, cooperative, gruppi di volontariato, servizi sociali che già sono in rete o ci stanno per andare. Questa possibilità - di rendersi visibili, di non dover essere confinati in contenitori o "riserve" dove si parla, solo lì, di temi sociali - esiste, spetta a noi saperla sfruttare utilizzando al meglio gli strumenti offerti dalle nuove tecnologie.
Ma non tutti accedono alla rete; anzi, fino ad ora , la maggioranza delle persone resta esclusa; molti operatori sociali, pur avendo la cooperativa o l'ente in cui lavorano collegato, non possono accedervi per motivi diversi, disabili e famigliari raramente hanno dimestichezza con l'informatica. Di qui l'importanza che mantiene il mezzo cartaceo, la pubblicazione che si può tenere in mano, passare all'amico o al collega di lavoro.
E' per questo che crediamo e vogliamo investire in un progetto editoriale cartaceo (nel prossimo editoriale vi spiegheremo in modo preciso le novità - e sono tante) inteso come strumento di approfondimento e alla portata di tutti (anche di chi è lontano dalle nuove tecnologie).
Allo stesso modo vogliamo investire su quello che facciamo on line perché la telematica permette di superare barriere prima impensabili. Anche qui le novità saranno molte, come delle rubriche specializzate quindicinali, banche dati sulle riviste e i centri di documentazione italiani, ma di questo vi racconteremo la prossima volta.

Pubblicato su HP:
2000/77