Cucinare storie

01/01/1998 - Progetto Calamaio

Costruire storie in classe o in una comunità partendo semplicemente da foglietti disegnati e da una pentola; rispettare la logica della fiaba e non piegarla ad un intento educativo. Uno spazio dedicato al gioco, da sempre luogo creativo per eccellenza

L’équipe del Progetto Calamaio, composta anche da animatori disabili, da vari anni lavora nelle scuole di ogni ordine e grado per affrontare il tema della diversità e dell’handicap a partire dall’incontro diretto con i bambini, gli insegnanti e i genitori. Una delle dimensioni del Calamaio è lo spettacolo, il fascino, la persuasione. E proprio per questo le fiabe acquistano nel nostro lavoro una importanza fondamentale. L'atteggiamento giusto per noi è rispettare la logica della fiaba, non asservirla ai contenuti educativi che pure in essa sono presenti (la favola invece è un racconto con una sua morale -la morale della favola, appunto- costruito tutto intorno e in funzione di un insegnamento ben preciso). Rispettare la sua verità è un modo per rispettare il bambino e noi stessi. Italo Calvino diceva: "Le fiabe sono vere". E quindi in qualche modo basta saperle far parlare, lasciarsene coinvolgere vivendole in prima persona. Bisogna dare voce a ciò che suggeriscono anche se ci portassero al di là, oltre ciò che volevamo e sapevamo di dover dire. Certo le storie che raccontiamo e che drammatizziamo con i bambini contengono delle indicazioni morali del tipo: "Attenzione! Solo se si è diversi ed amici ci si può aiutare!". Ma la nostra vera vocazione è il raccontare fiabe, vivere insieme ai bambini il fascino di avventure magiche ed appassionanti.

Il gioco del pentolone

Se sai già dove ti porta un'avventura, che gusto c'è? Per questo abbiamo inventato il gioco del pentolone che utilizziamo molto nelle scuole materne ed elementari (ma a ben vedere ci si potrebbe giocare anche con ragazzi e adulti oppure in famiglia). Da questo pentolone in cui i bambini hanno riposto (sotto forma di disegni) tanti vissuti, tante gioie e tante paure , scaturirà una storia. Nessuno può sapere come andrà a finire e nemmeno come va ad incominciare. Si sa solo che Carletto, che si è perso, deve tornare alla fattoria e che vivrà una serie di avventure che emergeranno ad una ad una dal pentolone e si concateneranno via via in sequenza. Il gioco funziona così:

  • ogni bambino fa due disegni: in uno disegna una cosa bella, che gli piace, una situazione in cui sta bene; nell’altro disegna una cosa che gli fa paura, che ritiene brutta;
  • questi due disegni vengono messi nel pentolone assieme a tutti gli altri disegni dei suoi compagni;
  • si individuano uno o più personaggi che sono i protagonisti della storia. Soprattutto nelle materne c’è sempre un personaggio (il ragnetto, lo gnomo, ecc...) che i bambini conoscono bene e che li accompagna in molte attività. Noi proponiamo Carletto che è il protagonista di una fiaba che già raccontiamo ai bambini;
  • mentre lasciamo "cuocere" i disegni nel pentolone (ogni tanto aggiungere un po’ di sale di fantasia) spieghiamo ai bambini il gioco;
  • con una formula magica apriamo il coperchio e a turno ogni bambino estrae un disegno a caso, che, ad esempio, raffigura un cavallo. Carletto incontra un cavallo: cosa succede? Il bambino che ha disegnato il cavallo (ma potrebbe anche essere qualsiasi altro bambino) decide che Carletto dà al cavallo una carota e poi se ne va. Nuovamente si torna ad aprire il pentolone e ne esce un mostro. Cosa succede? E così via. Assieme ai bambini inventiamo la fiaba superando in mille modi difficoltà d'ogni genere e incontrando ogni tanto però amici che ci danno una mano.

Voilà: la fiaba è servita!

Una delle tante possibili suggestioni del gioco-fiaba del pentolone è il constatare come ad esempio molti di noi hanno le stesse paure o odiano le stesse cose brutte. Oppure che nei confronti di queste cose spaventose possiamo agire in molti modi. Se Carletto incontra un fantasma, un bambino suggerisce di scappare. Va benissimo. Un altro invece ha visto che bastava entrare dentro il fantasma e lui si dissolveva. Anche questa è una buona soluzione. Un educatore è venuto a sapere che il fantasma ha un debole per le barzellette e a chi lo fa ridere regala un oggetto magico. E così via. Tutte le fiabe ci presentano difficoltà e soluzioni ed è molto importante capire che nei confronti di una paura, di una difficoltà, bisogna tentare strade diverse finchè si trova la propria, quella che si è in grado di percorrere. Le soluzioni alle difficoltà possono essere suggerite dai singoli ma si può anche scegliere la soluzione decisa dal gruppo intero.Occorre una certa dose di coraggio e di arguzia, o l'aiuto di un Alleato (nel pentolone la maestra può aggiungere ad insaputa dei bambini qualche oggetto magico), e anche le difficoltà e le paure (almeno quelle che è bene superare) si possono superare.
La maestra prenderà nota dello svolgersi degli avvenimenti e alla fine (il gioco può durare delle ore ma può essere fatto a più riprese) risulterà una storia che contiene in sè qualcosa delle storie, delle esperienze di tutti i bambini e delle maestre. Per finire si chiede al bambino di disegnare un avvenimento della storia, ad esempio ciò che avviene quando Carletto incontra il fantasma che lui stesso ha disegnato. E voilà, la fiaba è servita, a questo punto tutta la storia è stata disegnata e può essere disposta in bella mostra su un pannello.
Il pentolone "cucina" tutti i disegni, gli elementi della storia ma è importante far capire ai bambini che dagli stessi elementi possono nascere storie diversissime (magari ripetendo più volte il gioco). Se Carletto avesse incontrato il fantasma subito, all’inizio piuttosto che alla fine, cosa sarebbe successo? E’ altrettanto chiaro che gli elementi sono sì importanti ma più importante è la reazione dei bambini, le soluzioni suggerite, che sono sempre diverse.
Una ultima notazione: si può scoprire come alcune cose ritenute brutte dal bambino in realtà non lo siano o non lo siano sempre, oppure siano molto utili come motore della storia, perchè in genere producono molti avvenimenti, molti sviluppi (se Carletto incontrasse solo situazioni belle sarebbe una noia!). D’altra parte si scopre come, ad esempio, l’elemento "gelati", elemento positivo, se salta fuori spesso (come è realmente successo in una scuola) può far venire il mal di pancia e bloccare al bagno (per una giornata intera!) i protagonisti.

Parole chiave:
Creatività, Gioco