Contro l'abbandono e la dispersione scolastica

01/01/2001 - Mariolina Addari

Tra i soggetti scolastici che, forse più di altri, abbandonano la scuola, spesso anche quella dell'obbligo, i portatori di handicap (non vedenti, cerebrolesi e paraplegici o con quozienti intellettivi ridotti) rappresentano certamente il gruppo più numeroso nonostante l'intervento di insegnanti di sostegno. È altresì noto che molti degli alunni normodotati abbandonano le scuole perché non hanno un progetto di vita, sono scarsamente motivati o ancor più perché sono privi di fiducia nelle loro capacità. Entrambi nella scuola si sentono emarginati. I primi soffrono per il loro handicap, si rendono cioè conto di essere diversi, di non essere in grado di partecipare a pari condizioni alla competizione scolastica. Allo stesso modo faticano gli altri, perché non hanno quel minimo di sicurezza e di fiducia nei propri mezzi che sono fondamentali per affermarsi nella scuola, ma anche nella vita.
Il progetto contro l'abbandono e la dispersione scolastica intende rivolgersi ai soggetti descritti nella premessa con un'azione coordinata e integrata con tutti gli altri soggetti.
Per realizzare quello che è il fine fondamentale della scuola, di educare nel senso più ampio e generale del termine, essa deve utilizzare tutti i mezzi per tirar fuori da ogni individuo che la frequenta quello che ognuno ha dentro di sé, le sue doti residue anche se limitate, per esaltare le capacità potenziali che gli permettano di operare praticamente nella vita sociale. Per una persona formata, sentirsi diverso non deve creare complessi di inferiorità, incapacità nell'agire o a rapportarsi con gli altri o tendenza a deviare, se l'individuo ha coscienza dei suoi limiti e fiducia nelle proprie capacità.
In linea teorica tutto ciò può sembrare facile. Sul piano concreto ed operativo le difficoltà della scelta delle azioni da intraprendere emergono in tutta la loro complessità.

Manifestazione Solidarsport

Ispirazione e punto di riferimento per quanto proponiamo è stata la manifestazione sportiva "Solidarsport" del Provveditorato agli Studi di Cagliari, ormai alla terza edizione, organizzata e gestita da un gruppo di lavoro di docenti di educazione fisica e di sostegno, che faranno parte dell'équipe che gestirà il progetto che si propone e che attende solo lo stanziamento dei fondi dalla Provincia di Cagliari.
La manifestazione "Solidarsport" è incentrata su un certo numero di gare, con regolamenti modificati per adattarli alle limitazioni imposte dalla partecipazione di atleti portatori di handicap che gareggiano in squadre miste con i loro compagni di classe. Mediamente, ogni anno, 900 ragazzi di cui 200 disabili partecipano alle differenti attività sportive adattate (atletica, nuoto, basket e calcetto). Obiettivo primario della manifestazione è la "crescita e miglioramento delle abilità sociali dell'individuo attraverso lo sport utilizzato per far emergere atteggiamenti positivi ed edificanti verso l'altro, sia esso compagno o avversario", e, attraverso la partecipazione integrata di disabili e normodotati, di offrire le migliori opportunità di partecipazione ai primi ma anche una concreta opportunità di crescita dei secondi.
Il successo di "Solidarsport" ci ha indotto a studiare un progetto più ampio al fine di raggiungere ulteriori obiettivi educativo-didattici e soprattutto combattere la dispersione scolastica.
Ciò sarà reso possibile con l'estensione dell'attività all'intero anno scolastico con interventi settimanali, che interessino gruppi di scuole medie e superiori, e con la gradualità degli interventi anno per anno, sia come numero di sport scelti che come territorio su cui intervenire, che partendo da Cagliari si allargherà verso l'hinterland.

I Centri di aggregazione sportiva

In ogni centro di aggregazione l'attività ruota intorno a una o due classi pilota, scelte fra quelle che dichiarano la loro disponibilità per l'esperimento, al quale dedicheranno le ore di educazione fisica, e con la partecipazione volontaria di tutti gli alunni all'attività didattica, sia in funzione di tutori che di supporto al lavoro degli istruttori per favorire l'integrazione dei disabili e dei meno dotati. Negli istituti superiori le ore di educazione fisica settimanali delle classi pilota dovrebbero essere inserite nelle prime due ore di lezione al fine di non creare troppi disagi all'attività curricolare; si consigliano quarte e quinte classi per favorire, oltre all'arricchimento personale, l'acquisizione di crediti formativi validi per la maturità.
La classe pilota, gestita dal docente curricolare, verrà integrata con allievi disabili provenienti dalle scuole della zona inserite nel progetto.
Allo stesso modo è aperta la partecipazione, con scelta personale, anche ad altri alunni a rischio di dispersione che il consiglio di classe riterrà possano giovarsi di un impegno nelle attività previste dal progetto con un coinvolgimento attivo e responsabile, capace di produrre valenze sociali positive. In relazione alle adesioni, qualora se ne presentasse la necessità, saranno disposti per ogni centro e disciplina anche più turni. Per le scuole medie inferiori si consiglia, qualora non fosse possibile accorpare le due ore di Educazione Fisica, di creare un "Gruppo di lavoro pilota" formato da alunni disabili e alunni normodotati a rischio di dispersione, provenienti da più classi, che svolgeranno l'attività sportiva finalizzata al progetto. Il gruppo verrà coordinato da un docente responsabile di educazione fisica o di sostegno, dell'area psicomotoria, con competenze in ambito sportivo.
Lo spostamento degli alunni dalla scuola al centro e viceversa, come pure le autorizzazioni dei vari Organi Collegiali, sono demandati alle competenti istituzioni scolastiche; il rientro a scuola degli alunni sarà effettuato, quando disponibile, con i mezzi appositamente noleggiati dal gestore del progetto.
I disabili dovranno essere accompagnati dal loro insegnante di sostegno o da un altro docente della scuola disponibile e, soprattutto per la disciplina del nuoto, dovrà essere assicurata l'assistenza in acqua.
Il progetto si avvarrà anche della collaborazione della F.I.S.D. (Federazione Italiana Sport Disabili), che darà il suo contributo con i suoi istruttori federali, ogniqualvolta si renderà necessario.
Tale collaborazione non è casuale, in quanto si cercherà di promuovere anche la partecipazione alle attività sportive federali una volta ultimata la frequenza scolastica.
La verifica del progetto avverrà attraverso una manifestazione conclusiva che coinciderà con la ormai consolidata "Solidarsport" con il seguente programma e regolamento:

" Le gare non vogliono avere carattere agonistico, ma puramente ludico. Non saranno conteggiati punti, tempi e classifiche e tutti i partecipanti saranno premiati.
" Non c'è alcun limite di età per gli alunni in situazione di handicap.
" Non è consentita la partecipazione agli alunni normodotati tesserati alle Federazioni Sportive del CONI o già impegnati nei campionati studenteschi.
" La partecipazione di alunni normodotati che, per varie ripetenze, risultano abbondantemente fuori età viene lasciata alla discrezionalità dei docenti, ed in ogni caso si suggerisce di far ricoprire a tali alunni il ruolo di arbitro.
" Gli alunni H possono partecipare con i compagni di classe.
" Sono consentite le squadre miste.
" Ogni scuola può partecipare con un numero illimitato di squadre ad ogni attività, possibilmente distribuite nelle varie discipline.

ATLETICA: staffetta a navetta
" La gara si disputa sulla pista di atletica leggera ed ogni squadra corre su 2 corsie.
" Ogni squadra è composta da 3 atleti di cui 1 in situazione di handicap.
" Ogni atleta correrà 30 metri e consegnerà il testimone al compagno.
"
ATLETICA: staffetta carrozzati
" La gara si disputa sulla pista di atletica leggera ed ogni squadra corre su 2 corsie.
" Ogni squadra è composta da 3 atleti di cui 1 in situazione di handicap.
" Ogni atleta (anche il normodotato) dovrà percorrere 50 metri su carrozzina messa a disposizione dalla SA.SPO. (Sardegna Sport; società affiliata alla F.I.S.D.).

ATLETICA: lancio della pallina baseball
" Ogni squadra è composta da 3 atleti di cui 1 in situazione di handicap.
" Si userà la pallina della FIDAL, del peso di circa 300 grammi.
" Il lancio può essere effettuato con o senza rincorsa.

CIRCUITO: staffetta su percorso misto
" Ogni squadra è composta da 5 atleti di cui almeno 2 in situazione di handicap.
" La partenza ed i cambi sono a discrezione del docente accompagnatore.
" Il percorso, basato sull'esecuzione di semplici schemi motori di base, si effettua sul prato del campo di atletica in occasione delle altre gare.
" Qualora il tempo non fosse adatto, la manifestazione si svolgerà in palestra.

NUOTO: staffetta 3x25 metri
" Ogni squadra è composta da 3 atleti di cui 1 in situazione di handicap.
" Qualsiasi nuotata è valida, anche con sussidi (braccioli, tavolette, ecc.)
" Il primo frazionista è l'alunno in situazione di handicap, che parte dall'acqua.
" Ogni scuola deve presentare un assistente in grado di intervenire in vasca, ove necessario.

CALCIO: calcetto a cinque
" Si gioca su un campo regolamentare.
" Ogni squadra è composta da 8 atleti di cui 2 in situazione di handicap.
" Gli incontri hanno la durata di 2 tempi da 15' senza recupero, con intervallo di 5'.
" La rete è convalidata solo se all'azione ha partecipato l'alunno in situazione di handicap (tocco di palla).
" I cambi sono liberi, ma in campo deve essere sempre presente un alunno in situazione di handicap.

BASKET: 3 contro 3
" Si gioca ad un canestro con pallone da minibasket.
" Ogni squadra è composta da 5 atleti di cui 2 in situazione di handicap.
" Le partite hanno durata di 2 tempi di 10' senza recupero, con intervallo di 5'.
" La palla viene assegnata alla squadra che ha subito il canestro.
" Ogni azione deve iniziare dietro la linea del tiro da tre punti.
" Il canestro è valido solo se all'azione ha partecipato l'alunno in situazione di handicap (tocco di palla).
" Nel rimbalzo offensivo si può tirare subito a canestro, in quello difensivo l'azione va ripresa.
" I cambi sono liberi, ma in campo deve essere sempre presente un alunno in situazione di handicap.


La Commissione "Solidarsport" ha già nei suoi programmi lo studio dell'adattamento della disciplina "pallatamburello" per inserirla nel programma del prossimo anno scolastico.

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