Come sarti dell'educazione

29/04/2010 - Sandra Negri

Ormai da qualche anno la Coop. Accaparlante collabora con il servizio di Informahandicap di San Giovanni Valdarno – Arezzo. Questa collaborazione si è concretizzata attraverso alcuni percorsi di animazione del Progetto Calamaio presso le scuole primarie di Levane, Bucine e San Giovanni Valdarno, alcuni percorsi formativi rivolti a insegnanti delle scuole primarie e secondarie inferiori del territorio.

Inoltre, negli anni scolastici 2008/09 e 2009/10, abbiamo realizzato un percorso formativo con le insegnanti delle scuole dell’infanzia.
Possiamo parlare di un unico percorso che si realizza nel lungo periodo, attraverso attività di laboratorio che vogliono mettere in luce ed analizzare le criticità e le risorse personali e della scuola legate alle situazioni di integrazione scolastica.

In modo particolare gli incontri di questi mesi hanno posto l’attenzione sugli strumenti della comunicazione. Ci siamo divertiti ad analizzare testi di canzoni, stralci di film, racconti per bambini e ad approfondire in quali svariati modi viene presentata l’immagine della persona con disabilità. Ma ciò che maggiormente ci premeva era fare un passaggio ulteriore: come possiamo noi parlare di handicap, di disagio, di difficoltà in classe? Come possiamo utilizzare questi strumenti in modo creativo e rendere interessanti temi così scomodi e difficili?

Sarebbe stato facile cadere nella tentazione di continuare nella ricerca di altri materiali, altre fiabe, altri film, altre canzoni. Ma sarebbe stato… troppo facile. E poi… chi ci dice che quegli strumenti sarebbero proprio indicati per quella specifica situazione, quel particolare gruppo classe, quei determinati insegnanti, quell’unico e originale bambino?
Abbiamo quindi scelto di lavorare sulla capacità di creare, di inventare; e prima ancora di osservare e conoscere, di analizzare, di identificare i punti di forza e i punti di debolezza. Una volta che siamo in grado di fare questo, siamo anche in grado di costruirci il percorso educativo e formativo personalizzato e, come sarti, cucirlo addosso a ogni singola, speciale, unica situazione.

Questo voleva essere il nostro obiettivo. Attraverso il gioco e soprattutto la messa in gioco di ogni partecipante, abbiamo quindi sperimentato che ogni insegnante ha in sé grandi abilità creative e di improvvisazione. Lo abbiamo sperimentato attraverso la creazione e la scrittura di racconti, ognuno dei quali con precise consegne e caratteristiche. Questi i risultati: “Oltre”, “La musica di Otto Polipotto”, “La storia di Andrea”.
I racconti sono poi diventati drammatizzazioni, giochi, occasione di riflessione, ricerca di materiali di scena, canzoni, ecc.
Il nostro tempo era limitato e abbiamo dovuto fermarci. Ma le insegnanti hanno già individuato occasioni e contesti in cui approfondire e riproporre questo lavoro.
In bocca al lupo e… a presto!