A come Amore

01/01/2002 - Paolo Guiducci

Trovare un filo conduttore nel magma sentimentale dei “diversamente abili” eroi di carta è impresa ardua. C’è chi soffre, non ricambiato, e chi si sposa. Chi ricorda con sofferenza la perdita dell’amata e chi svolazza con la fantasia per compensare un’affettività mancata. Impresa ardua perché il fumetto non fa altro che ricalcare vizi e virtù degli “affari di cuore” della vita reale, magari esagerandoli un poco. Nel mondo di cellulosa è facile cambiare le regole del gioco ed esasperare i toni1.
Prendete Steve Dallas. Non ne vuole sapere di rinunciarvi. La bella “moracciona” che fa coppia fissa con John Cutter è davvero splendida, specie quando lega i suoi nerissimi capelli nella trecciona che le scende la schiena. Potrebbe rivolgersi altrove e invece no, si è intestardito: le vuole provare tutte per conquistarla e così continua imperterrito dai di lei rifiuti a farle la corte. Serrata, spietata e psicologica. Steve Dallas è convinto di poter conquistare la ragazza se comincerà a comportarsi come lui, come John Cutter, il reduce dal Vietnam immobilizzato in carrozzella protagonista della striscia Bloom County2. Comportarsi come lui per Steve Dallas ha un significato alquanto particolare: nell’ultima vignetta lo vediamo infatti impegnato a trafficare in modo del tutto maldestro con una sedia a rotelle, come se il fascino del paraplegico John fosse dovuto a “quel paio di arti inutili” come li ha definiti una volta il protagonista. Per fortuna l’amore, almeno nel caso della striscia di Berke Breathed, non necessita di tali stratagemmi, e il fascino di Cutter è semmai dovuto all’atteggiamento positivo e ironico del reduce nei confronti della vita. Risultato: nella sua donna non c’è traccia di pietismo nei confronti della menomazione, ma un sentimento che mira dritto dritto al cuore.
Come l’amore materno della mamma del paraplegico Guido3, che rischia di diventare fin tropo protettivo quando vuole tarpare le ali al figlio tutto intento a misurarsi con gli altri ragazzini. O quello familiare che attornia Basimbo, il “bambino davvero speciale”4 colpito da una malformazione cerebrale che lo costringe in carrozzella senza l’uso delle mani e della parola. “Signora… come mai?” le domandano all’uscita del supermercato. “Perché a volte nascono bambini così…” risponde Daniela, la madre, che lungo la via crucis dei consulti medici e delle barriere sociali da superare ogni giorno, imparerà aiutata dal marito e dal figlio maggiore Checco ad amare il piccolo Tommaso così com’è.
Anche sulle nuvole però non sono tutte rose e fiori. Andatelo a chiedere ad Alan Ford5, “titolare di testata e fotografia perfetta dell’uomo a zero dimensioni che questa società ricerca” come lo ha dipinto Davide Barzi. L’allampanato protagonista del grottesco fumetto di Magnus&Bunker, diverso perché ingenuo, “un buono letteralmente catapultato in un contesto dove la deformazione fisica è semplicemente specchio di una mostruosità interiore che spinge chiunque a sopraffare chiunque”6, negli affari di cuore è un perdente nato. Il suo curriculum è “esemplare”: va in bianco con Violet Asar, che lo rifiuta e anzi lo detesterà quando “lui la renderà involontariamente calva, deturpandone la bellezza che la rendeva unica”7. Non ha miglior sorte con Linda che pure inizialmente sembrava ricambiare l’amore sincero di Alan. E quando è lui stesso a ricevere avances, beh non possiamo scandalizzarci troppo se rifiuta con cortesia: la bruttezza di Bessie è da Guinnes dei Primati.
Dall’innocenza alanfordiana alla “perversione” del fumetto porno il passo non è poi così lungo: ci accompagna sempre la sconfitta. Là dei buoni sentimenti, qua del rispetto. Se dell’amore viene esaltato solo l’aspetto erotico, è la brutalizzazione della sessualità ad essere stigmatizzata. L’handicap, infatti, è utilizzato prevalentemente per accentuare i toni e i contrasti come potente-debole, bello-mostruoso, sano-malato. “In queste storie non è raro che vari soggetti erotici vengano ad incontrarsi in modi assurdi e morbosi con il minorato fisico e mentale. – ha rilevato Angela Orsi presentando una carrellata di situazioni8 – Il diverso qui è elemento di forte esasperazione e contribuisce a rendere ancora più assurda e psicopatologica la vicenda narrata”. Dai seviziatori di adolescenti agli scienziati pazzi, da Attualità nera a Zora9, per rintracciare un vasto campionario del genere c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Quando l’amore finisce che succede? Può capitare che una donna zoppa e maltrattata dal marito, benché non più giovane, decide di prendere la fuga. Il tentativo di storia quasi “femminista” porta la firma di Ferruccio Giromini e i disegni di Sergio Toppi, qui in una delle prime uscite “libere”. "Un’altra alba”10 in quattordici tavole raccontava sinteticamente la fine “tragica” della coppia, in una di quelle ambientazioni fantabarbariche che poi sarebbero diventate un marchio di fabbrica di Toppi. Il quale aveva confessato qualche difficoltà a disegnare una donna senza una gamba (anche se si trattava di un’amputazione chiaramente metaforica), perché diceva che gli sembrava una situazione “troppo forte”. Altri tempi, decisamente; quasi preistoria.
Tinte tragiche e sessualità sono gli ingredienti de “Il telescopio”11, una storia breve che ha per protagonista un ragazzo che ha perduto in un solo colpo la gamba destra, la sessualità e il lavoro. Passa così le sue giornate sulla terrazza dei grandi magazzini, fino a quando con un binocolo incomincia a sbirciare gli incontri in camera da letto tra un signore di mezza età ed una prostituta. Quando lo stesso protagonista degli incontri amorosi a pagamento lo pagherà per essere spiato durante quelle prestazioni sessuali, il ragazzo sente crescere dentro di sé la vergogna che lo spingerà a suicidarsi gettandosi dalla terrazza. Da un epilogo tragico ed esageratamente fosco ad un amore altrettanto eccessivo. E’ quello che Yves nutre per la sorella Eva, un’affettività morbosa che lo ha spinto a perpetrare la sua presenza in un automa per giunta relegato in carrozzella. Dodici anni dopo la morte, sarà la bella Neve a scoprire non senza stupore il macabro segreto. In “Eva”12 come in altre storie, il belga Didier Comès tratta il tema delle diversità e dell’handicap circondandolo di “atmosfera magica, narrativamente accattivante, che però mal si concilia con un’accurata descrizione clinica dell’handicap – fa notare Giulio C. Cuccolini13 – Tuttavia, questa carenza è in parte compensata dal messaggio che promana da tutte e tre le vicende: l’importanza dell’amore nei rapporti interpersonali”. Soprattutto quando debbono superare le ruote di una carrozzella o gli stereotipi della società.

1. Per una trattazione più ampia del tema amoroso nel fumetto si veda P. Guiducci/F. Cevoli (a cura di), Amori di carta, Cartoon Club, Rimini 1997.
2. Bloom County, striscia umoristica di Berke Breathed, è stato pubblicato in Italia su Linus.
3. F. Corteggiani - G. Cavazzano, “Le Giovani Marmotte e un ragazzo come tutti” in GM – Giovani Marmotte n. 9, ottobre 1995, Disney Italia.
4. S. Sandri - M. Bertolotti, “Un bambino davvero speciale”, in il Giornalino, Ed. San Paolo, marzo-aprile 2001.
5. Alan Ford, creato nel 1969 da Max Bunker (Luciano Secchi) e Magnus (Roberto Raviola). Esce a cadenza mensile per i tipi della Max Bunker Press.
6. D. Barzi, “Alan Ford: diverso da chi? Tnt e deflagrazioni di canoni estetici e stereotipi sociali” in DiversAbili (a cura di P. Guiducci – S. Gorla), Cartoon Club, Rimini 2001, pp. 62-63.
7. Pg. 63.
8. A. Orsi, “Essere o apparire: l’immagine del fumetto affidata al medium fumetto”, testi di laurea, corso di Pedagogia, Università di Bologna, 1988-1989.
9. Titoli di pocket “per adulti”.
10. Giromini – Toppi, "Un’altra alba”, Sgt. Kirk. n.55, maggio-giugno 1977.
11. Y. Tatsumi “Il telescopio”, in Eureka, marzo 1980.
12. D. Comès, “Eva” in Alter Alter, 1982.
13. G.C. Cuccolini, “Handicap e fumetto”, in DiversAbili (a cura di P. Guiducci – S. Gorla), Cartoon Club, Rimini 2001, pg. 33.

Parole chiave:
Creatività, Cultura