Cittabolario

01/01/1997 - Cesare Padovani

Recupero, rifiuto, risorse umane, scarto.... alcune voci tratte da questo "vocabolario sulla città", dove il riutilizzo delle cose passa attraverso l'"accorgersi" delle stesse; dove il recupero diventa un avere cura dell'ambiente ma anche degli altri, in un percorso che rimanda l'uno all'altro, in una stretta interconnessione

Più che alle altre operazioni, si addice a "recupero" il carattere di arte della trasformazione (techné). Saper recuperare é segno di intelligenza creativa (creatività).

L'aspetto creativo del recupero avviene nella logica della cultura dello scarto: avviene cioè nell' ordine mentale secondo il quale ogni oggetto, o forma, o frammento, o elemento, "trovato" è degno di essere osservato, preso in considerazione per eventuali altri impieghi, prima di essere definitivamente eliminato.

Questo sguardo particolare è quello della sarta quando scampoli e frammenti di stoffa scartati per trovarne un ulteriore utilizzo; è dell'architetto nei confronti di un edificio vecchio o danneggiato; è del medico nei confronti di colui in cui vede di poter aiutare a recuperarsi con le propie risorse (salute smaltimento); è dell' insegnante tutte le volte che inventa una didattica partendo dalla preziosa occasione offerta dall'interesse del bambino in un preciso momento.

Ed è anche lo sguardo particolare dell'artista e del poeta, i quali, di fronte ad un segno imprevisto o alla costruzione inaspettata di quel verso, non ricominciano tutto daccapo se, a quel punto, vale la pena di procedere: piuttosto riprendono quel segno scomposto o quelle parole cosi come s'affacciano per circoscrivere una forma oppure per arricchire un senso. E' questo lo sguardo del recupero. Lo sguardo che sa guardare gli scarti.

Rifiuto

I rifiuti possono essere solidi, liquidi, gassosi, e anche possono riguardare il nostro comportamento: si trovano abbandonati per terra, nell'acqua, nell'aria, si ammucchiano persino nel nostro animo tutte le volte che si rifiuta qualcosa o qualcuno.

Con la parola "rifiuto", nel suo senso più generale, si intende l'atto del "respingere",del "rigettare "qualcosa, l'allontanare da sé in maniera decisa un oggetto, una situazione oppure una persona con cui non si vuole in alcun modo avere rapporti.

Rifiutare non ammette compromessi: anche nei linguaggi non verbali è rappresentato dalle palme delle mani spalancate in avanti, a mezz'aria, che simboleggiano uno sbarramento, oppure dal girare le spalle, fare dietro front, voltare il coccio.

E'un no secco, senza equivoci.

Ogni panorama ecologico presenta allo stesso tempo un problema etologico.

Ovverosia perché il nostro comportamento, più originario e fondamentale (ethos) nei confronti di noi stessi, degli altri, della convivenza, della salvaguardia e della sopravvivenza della specie, dell'essere un tutt'uno con la Natura, è un comportamento strettamente legato ai modi con cui ci rapportiamo con l'ambiente (oikos), ai nostri costumi, ai modi con cui rifiutiamo i rifiuti.

Risorse umane

Mi piace ricordare uno dei chissà quanti esempi di recupero e investimento di risorse umane che nella nostra città non si vedono perché non appaiono, perché lavorano nel silenzio della quotidianità, come i gabbiani, come l'omino dei cartoni o come quelle brave maestre che utilizzano qualsiasi materiale per invitare i bambini alla creatività: è l'associazione di volontariato "la capanna", nata nel 1994, dalla iniziativa di un uomo lungimirante che mette a disposizione le proprie energie per poter nel migliore dei modi utilizzare socialmente le energie degli altri. "La Capanna" ha una chiara filosofia dell'esistenza. Per lei, nella città, niente è rifiuto da buttare, ma tutto può diventare riciclabile, ed ogni apparente scarto può trovare il suo investimento più opportuno: cosi il tempo libero impiegato per chi ha bisogno di aiuto, la propia esperienza in determinato settore medico, giuridico, tecnico, psicologico) offerta a chi lo richiede e soprattutto alle persone più emarginate o là dove l'istituzione pubblica non riesce ad intervenire, fino ad estendere la propia solidarietà a chi soffre le diverse problematiche della precarietà della casa......

Capire questa dimensione del riciclaggio di energie umane è anche capire le potenzialità delle risorse che si possono trovare in qualsiasi tipo di rifiuti. E viceversa.

Capire l'altro vuol dire incoraggiarlo a mettere in luce le sue risorse: pratica di vita che meglio di altre riesce a valorizzare le proprie risorse.

Scarto

Potrebbe sembrare un sinonimo di "rifiuto", invece lo scarto è qualcosa che si evita oppure qualcosa che si toglie di mezzo, che si toglie dalla vista, senza per altro entrare in quel dimenticatoio che suona "lontan dagli occhi, lontan dal cuore".

Deriva appunto da "evitare", ma anche, perché no? potrebbe derivare da "uscire dalla carta":in questo caso, lo scarto diventa una sorpresa.

(*) testo tratto da "Cittabolario, vocabolario sulla città visto dall'Amia", a cura di C. Padovani, Rimini, 1996

Pubblicato su HP:
1997/57
Parole chiave:
Cultura