"Cartoline per tutti"

01/01/2004 - Daniela Bas

Come è nata l’idea di occuparti di turismo?

Ho sempre amato l’idea del movimento e della libertà e apertura mentale che il viaggiare offre. Decisi di studiare alcune lingue straniere tra cui l’inglese, il francese, lo spagnolo e il tedesco. Dopo la laurea in Scienze Politiche era  tanta la voglia di  esplorare il mondo e il mondo fu generoso. Mi spalancò i suoi orizzonti e per dieci anni lavorai come Project Manager e Information Officer alle Nazioni Unite (ONU) risiedendo o viaggiando in vari Paesi del mondo nella mia veste di manager e di relatrice in convegni internazionali (mass-media,  donne e leadership, persone disabili, turismo per tutti). Ho visitato per lavoro e per vacanza  quattro dei cinque continenti sulla mia quattro ruote cioè la  sedia a rotelle che uso dall’età di sei anni. Nel 1995 accettai degli incarichi dirigenziali rientrando così in Italia. Su richiesta del Dipartimento del Turismo, all’epoca facente parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresentai come esperta l’Italia su “Turismo per Tutti - Vita Indipendente” presso la Commissione Europea (Belgio). Decisi anche di riprendere a carezzare un mio vecchio sogno... curare quel talento che avevo manifestato già all’età di pochi mesi di vita: “la comunicazione”. Così durante la settimana lavoravo in Friuli e i fine settimana li trascorrevo a Milano per seguire un corso biennale di doppiaggio. Da tre anni ho intrapreso una nuova carriera che è quella dell’autrice, scrittrice e conduttrice radiofonico-televisiva specializzandomi in turismo e in comunicazione dopo alcune esperienze all’estero di conduzione televisiva di programmi inerenti il turismo, come ad esempio Travelog per la televisione Channel 4 in Gran Bretagna. Così nel 2002 ho ideato un programma radiofonico sul turismo e i viaggi che contiene itinerari e informazioni utili a tutti, inclusi i turisti a mobilità ridotta temporanea o permanente. Tra le varie emittenti radiofoniche nazionali alle quali lo avevo presentato, Radio24/Il Sole 24 Ore mi è sembrata la più interessante per presentare questo magazine di servizio sul turismo, unico nel suo genere nel panorama italiano. Da lì è iniziata l’avventura con “Cartoline per Tutti”, che curo e conduco dall’agosto 2002,  in onda le domeniche alle 13.30.

In base alla tua esperienza chi sono i turisti a mobilità ridotta a cui spesso dedichi attenzione nel tuo programma “Cartoline per Tutti”?

Chi sono? Le donne in cinta, le persone con un arto ingessato, i genitori con i bambini piccoli ma anche i turisti con allergie da polline, ambientali o alimentari, i turisti con disabilità motorie o sensoriali o mentali o invisibili, i viaggiatori obesi o seniors, e perché non includere anche le persone vegetariane, celiache e in ultimo chi non ha accesso a molte strutture perché viaggia con il proprio animale domestico. Pensiamo alla popolazione italiana: il 12% è anziana (over 60 anni),  il 9% è obesa,  il 10% ha una qualche forma di disabilità visibile e non, senza contare le persone allergiche, i genitori con i bimbi piccoli, le donne in stato interessante. Tutti potenziali turisti che si ritrovano in condizioni di ridotta mobilità. “Cartoline per Tutti”, pur non essendo un programma rivolto ai turisti con mobilità ridotta temporanea o permanente è l’unico programma a livello nazionale di questo genere che presta loro particolare attenzione. In Italia ci sono informazioni e gruppi attivi nel contesto di un turismo di qualità e per tutti, ma ho l’impressione sia tutto ancora a macchia di leopardo e l’informazione spesso non usa parametri standard e non circola bene. Ecco che allora ho pensato di far incontrare attraverso il microfono la domanda e la richiesta turistica.

Cosa intendi per parametri standard?
Se penso alla disabilità allora faccio riferimento ai parametri della Classificazione Mondiale della Sanità (OMS).Il punto focale della classificazione dell’OMS è la sequenza di definizioni che porta dalla menomazione all'handicap. La menomazione è il danno biologico che una persona riporta a seguito di una malattia (congenita o meno) o di un incidente. La disabilità è l'incapacità di svolgere a vari livelli le normali attività della vita quotidiana a seguito della menomazione. L’handicap è lo svantaggio sociale che deriva dall'avere una disabilità. Ad esempio, una persona su sedia a rotelle è sicuramente disabile, ma potrebbe potenzialmente non essere handicappata (parola inglese che significa “svantaggiata”) se venissero eliminate tutte le barriere architettoniche permettendole  l'accesso ai vari  settori della vita sociale. Infine, oggigiorno l’OMS evidenzia che una persona va considerata nell’insieme delle sue  abilità e talenti e non in base a ciò che non riesce a fare.
Sempre con riferimento alle Nazioni Unite e al turismo vorrei aggiungere che i principi e i valori che sono alla base delle Norme Standard delle Nazioni Unite e del Programma di Azione Mondiale per le Persone Disabili dell’ONU e delle sue agenzie specializzate in merito alla mobilità ridotta e al turismo sono accettati anche dall’Italia quale sua Paese membro. Le Nazioni Unite così definiscono le eguali opportunità: "il processo attraverso il quale i vari sistemi della società e l'ambiente, come i servizi, le attività, l'informazione e la documentazione,  siano messi a disposizione di tutti, particolarmente alle persone con disabilità”. Nel 1994 l’ Assemblea Generale adottò le Regole Standard per le Pari Opportunità delle Persone Disabili che riassumono in 22 regole il Programma di Azione Mondiale. Delle regole la n. 11 incoraggia gli Stati perché sensibilizzino l’industria turistica e i suoi operatori nel formare adeguatamente il personale e nell’offrire un servizio turistico fruibile da tutti incluse le persone con  disabilità. Io cerco di farlo per quelli che sono gli strumenti che ho a disposizione.
Certamente le campagne di sensibilizzazione delle Nazioni Unite prima e poi dell’Unione Europea hanno giocato un ruolo fondamentale in materia di pari opportunità per tutti anche nel settore ludico e turistico. Si è affermata la consapevolezza del diritto a viaggiare di chi ha una mobilità ridotta e di offrire un turismo di qualità da parte degli operatori del settore. Le chiavi sono: informazione e formazione adeguate, strutture turistiche e  luoghi  di vacanza a misura d’uomo, mezzi di trasporto o itinerari accessibili e privi di barriere. E non dimentichiamo il momento di svolta nell'ambito della legislazione turistica italiana  segnato dalla Legge Quadro n. 135 del 2001 che per la prima volta include a pieno titolo disposizioni in materia di turismo per tutti.

Cosa sta accadendo da un punto di vista pratico in Italia? Ci sono agenzie o operatori turistici che includono località e itinerari fruibili anche dalle persone con disabilità, siano esse motorie, sensoriali, mentali o invisibili?

Per l’Italia ci sono dei gruppi, specie associazioni più o meno conosciute, che cercano di attrezzarsi per promuovere un turismo per tutti. Personalmente ho l’impressione però ci sia molto da fare perché non diventi un turismo “specializzato” cioè gestito solo da gruppi che ruotano nel settore sociale, del volontariato o che ricevono sostegni dalla Stato. In più le opportunità commerciali offerte da questo bacino di mercato sono molte e anche l’industria turistica italiana se n’ è accorta e inizia ad attrezzarsi. Insomma, ci sono operatori e agenzie turistiche italiane che sempre più includono nelle loro destinazioni informazioni sulla accessibilità dei luoghi che propongono anche alle persone con disabilità. Ci sono ancora lacune però tra avere accesso a un luogo e poterne fruire.  Non basta entrare nei luoghi ma bisogna anche poterli visitare agevolmente. Purtroppo però l’informazione circola con difficoltà e di qui la necessità di dar vita a un programma di azione puntuale e strutturato. Io ci provo con “Cartoline per Tutti” e altre attività collaterali alla mia collaborazione con Radio24, come articoli su riviste italiane ed estere, e seminari formativi, convegni e presenze televisive.
In base alla tua esperienza che fotografia ci daresti della realtà estera?
In alcuni Paesi Europei come la Germania e la Gran Bretagna da tempo le associazioni non profit si sono attivate nella creazione di percorsi turistici accessibili, adattati alle esigenze di chi ha disabilità motorie o sensoriali. L’Australia è molto avanti nella eliminazione sia delle barriere architettoniche che di quelle culturali.  Nei Paesi del Nord America oltre ai turisti con disabilità, da tempo ormai  si presta attenzione un po’ a tutti i turisti a mobilità ridotta sia essa temporanea o permanente. Una dimostrazione è l’esistenza e l’operato di SATH che è un'associazione non profit statunitense, affiliata all'ONU, con sede a New York, che raggruppa tutti i Tour Operator a livello mondiale che si occupano di viaggi per persone con disabilità. Nel passato avevo frequenti contatti con loro perché spesso trascorrevo lunghi periodi a New York City per lavoro e sono veramente molto efficienti e affidabili. D'altronde hanno un'esperienza di alcune decine di anni. Infatti SATH fu fondata nel 1976 con l’obiettivo di sensibilizzare gli Stati Uniti, e anche il resto del mondo, sulle necessità dei viaggiatori con disabilità, sulla rimozione delle barriere culturali e architettoniche e sul fatto che si tratta di un bacino di utenti molto grande e quindi economicamente interessante per l’industria turistica. Lo slogan che SATH propone è “Everyone gains from opening the doors for people with disabilities who want to travel like everyone else” che tradotto significa ”Tutti ci guadagnano nell’aprire le porte alle persone con disabilità che vogliono viaggiare come chiunque”.

Potresti salutare i lettori con un frase che ti rappresenta?

Sarebbe scontato se facessi riferimento a Martin Luther King quando dice “Io ho un sogno”, quindi saluterei tutti con un pensiero di Goethe: “Qualsiasi cosa si sia in grado di fare, o si sogni di fare, iniziamo a farla. La caparbietà ha in sé genialità, potere e magia”.