Caduta dei limiti

01/01/1996 - Viviana Bussadori e Elisabetta Zanardi

Quando finalmente la musica irrompe sulla scena ci si illude di avere rottola tensione iniziale: Celeste Dandeker aleggia nella penombra. I gesti sonoscarni, essenziali e forse proprio per questo densissimi di significato.L'attenzione diventa subito totale, tutti i sensi si ritrovano amplificati percarpire ogni minimo dettaglio. E la carrozzina è lì, si muove, si esprime e faesprimere. Non è affatto un elemento della coreografia e nemmenol'indispensabile ausilio dei danzatori disabili. E' essa stessa un personaggio,un elemento imprescindibile della danza. Sembra che sia stata sempre lì...
CandoCo. Dance Company. Il logo della compagnia inglese ha già spazzato ilcampo da ogni dubbio. Nessuna eccezionalità esibita, nessuno "sconto"sulla professionalità, sulle fatiche e le incognite a cui va incontro chiunquedecida di intraprendere un lavoro nel mondo dello spettacolo. Otto ballerini,uomini e donne, disabili e non. Uniti da una nuova idea di danza contemporanea,da nuove concezioni del movimento in cui la carrozzina, il deficit, il limite,trovano una nuova ricollocazione. Anzi, una vera e propria riscrittura disignificato.
La loro definizione di "limite"?: tazioni possano semplicementecondurre ad un diverso linguaggio corporeo". .

La storia

Ma ripartiamo dal principio. 1973. Celeste Dandeker, stella emergente dellaLondon Contemporary Dance, nel corso di una esibizione subisce un graveincidente: frattura delle vertebre del collo. Giudizio inappellabile. Ma perCeleste, contrariamente alla logica, non è l'addio alla danza. Inizia a fare lacostumista e segue, per anni, diverse compagnie. E arriva il 1990. La BBC giraThe Fall (La Caduta), film ispirato alla sua storia; Celeste decide diparteciparvi ed è la svolta. Ricomincia a danzare, in modo diverso, scoprendonuovi movimenti e nuove figure di cui la carrozzina diventa parte integrante. Il"caso" completa la sua opera alcuni mesi dopo quando Celeste incontraAdam Benjamin, allora artista visuale e insegnante di Tai-Chi. E' l'inizio di unsodalizio artistico che, dalle prime riflessioni su come utilizzare la danza perl'integrazione dei disabili, si sviluppa fino ad approdare al risultato odierno.In questi ultimissimi anni la compagnia si è via via ampliata, il repertorio siè arricchito grazie anche all'apporto di diversi coreografi, gli spettacoli sisono moltiplicati fino a fare di CandoCo una compagnia itinerante a livellointernazionale.

Il metodo di lavoro

Ma, con l'arrivo del successo, non sono state dimenticate le origini, lepremesse di questa ascesa: CandoCo continua ad essere anche un laboratorio dovesperimentare nuove tecniche e dove approfondire le possibilità espressive delconnubio tra danzatori normodotati e danzatori disabili. Lo strumento utilizzatoè quello degli workshop, moduli di durata variabile (da alcune ore a piùgiorni), il cui stile e le cui caratteristiche vengono calibrati sui bisognidegli studenti (disabili e non). .
I gruppi sono mediamente composti da una ventina di studenti, metà disabili emetà normodotati, la cui età può variare tra i 13 e i 60 anni anche se l'etàpreferita è quella compresa tra i 15 e i 45 anni.
Il rapporto con gli altri, lo scambio, la fiducia sono in effetti elementiessenziali del percorso formativo di CandoCo. Ancora una volta sono le lorostesse parole a chiarire il concetto:in coppia, - spiega - una persona conduce euna segue. Viene stabilito un punto di contatto, ad esempio il polso, e chisegue chiude gli occhi mentre chi conduce inizia lentamente a proporre movimentie piccoli spostamenti. Chi si trova a guidare sa di avere una grossaresponsabilità verso il partner mentre chi è condotto, non potendo vedere,deve per forza concentrarsi sugli altri sensi. Questo esercizio - concludeCeleste - viene condotto sia con la musica che senza; alla fine i due partner siscambiano di ruolo e iniziano un esercizio analogo, incentrato sul medesimoprincipio ma con movimenti e musiche differenti".
Queste poche note su un metodo ovviamente molto articolato evidenziano laportata del lavoro di CandoCo; ma forse, più di ogni altra cosa, parla il lorospettacolo: i risultati raggiunti in così poco tempo sono la testimonianza piùlampante della serietà professionale di questo gruppo. Il tutto, se vogliamo,si racchiude in una frase di Adam Benjamin: .

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Teatro