C come Carrozzelle

01/01/2002 - Stefano Gorla

Sono il mezzo distintivo per eccellenza nella rappresentazione grafica dell’handicap. Strumento per supportare un deficit motorio, possibilità di movimento ma anche limite al movimento stesso. Di carrozzelle nel mondo del fumetto ne abbiamo di ogni foggia e di ogni qualità. Così come di diverse caratteristiche sono coloro che siedono sulla carrozzella, bambini, giovani, anziani, uomini e donne, un trono mobile coniugato sia nel fumetto umoristico che in quello avventuroso.
Trono mobile solo apparentemente poco nobile, è la carrozzella di Numero Uno, duce dell’allegra brigata di Alan Ford. Vecchi copertoni e una sedia di legno grezzo per lo stagionato Numero Uno ( ), mente, padre e padrone dello scalcinato gruppo creato dal prolifico duo Bunker e Magnus. Appare nel fumetto e viene apostrofato come “vecchio rincitrullito in carrozzella” definizione che il cinico vegliardo farà ben scontare agli ingenerosi “adulatori”. Anziano, e in carrozzella, lanciato a folle velocità è il personaggio che appare sulla copertina del numero 10 di Johnny Logan ( ); sguardo triste e destinazione lontana.
Sulla carrozzella troviamo anche Guido, ragazzo che grazie alla solidarietà e all’amicizia diviene Giovane Marmotta vincendo i timori della madre ( ). Timori misti a un’irrazionale vergogna come quelli che percepisce Daniela, la madre di Tommaso, in un fumetto-verità pubblicato da il Giornalino tra il marzo e l’aprile del 2001 ( ), dove il piccolo Tommaso e la sua famiglia si trovano a fare i conti con la quotidianità dell’handicap. La sua famiglia deve accettare con gradualità, oltre che la situazione, anche la carrozzella, segno visibile e testimonianza costante dell’irregolarità della situazione.
Fisso su di una carrozzella è anche l’energico e non domo Charles Xavier, il professore attorno al quale si radunano un gruppo di giovani “diversamente dotati”, dei mutati che imparano a controllare e gestire i propri poteri; un gruppo ben noto nel panorama del fumetto supereroistico: gli X-Men ( ).
Gli X-Men sono esseri umani con un codice genetico modificato che il professor Xavier, brillante scienziato, ingegnere e genetista, raccoglie intorno a se, nascondendoli a un mondo che li giudica temibili, solo perché diversi. Potente telepate, il professore, addestra i mutanti adolescenti, nel sogno di poter vedere un futuro dove mutanti e non-mutanti possano vivere in pace e armonia.
Carrozzella e quotidianità è invece il rapporto delineato da uno dei personaggi di Luca Enoch nel suo Gea ( ). Si tratta di Leonardo, batterista caparbio e per nulla incline all’autocommiserazione, batterista che ha modificato il suo strumento “ottimizzando quello che ancora funziona” nel suo corpo menomato, dice spiegando come ha collegato il pedale del bass drum ad una fascia che porta sulla testa e che aziona con il movimento della testa. Personaggio interessante perfettamente inserito nella quotidianità del gruppo di amici che gravita intorno a Gea, un ragazzo che si muove in carrozzella con assoluta naturalezza così come altri portano l’apparecchio per i denti o perdono precocemente i capelli. Caratteraccio, simpaticamente orgoglioso, Leonardo è affetto dagli stessi sbalzi d’umore tipici di ogni adolescente. Leonardo mostra una rappresentazione dell’handicap che nonostante utilizzi lo stereotipo più comune, quello della carrozzella. Lo stereotipo carrozzella viene utilizzando come chiave di volta per un messaggio indiretto lanciato attraverso il fumetto, palesando così la sensibilità dell’autore.
Anche nella quotidianità di Clara, la nota amica di Heidi ( ), è presente la carrozzella anche se il suo deficit e a metà strada tra il motorio e lo psicologico; sarà, infatti, la piccola e vitale Heidi, che con tenacia aiuterà Clara ha liberarsi della carrozzella (cosa in quel caso possibile).
Quotidianità e sarcasmo è invece il binomio che accompagnano John Cutter, simpatico comprimario della striscia americana Bloom County ( ), finito sulla sedia a rotelle grazie ai servigi resi alla patria in Vietnam. Quella del sarcasmo è anche la cifra di Altan, tra i maestri della vignetta satirica, papà di Cipputi ma anche della Pimpa, che nella veste di vignettista pubblica regolarmente su Repubblica e sull’Espresso le sue fulminanti intuizioni. Uno dei personaggi di Altan seduto su di una carrozzella superaccessoriata, scuro in viso, mentre esclama: “Maledetta tecnologia: adesso mi tocca andare da qualche parte”.
Sarcasmo, quotidianità, integrazione o segno di distinzione le carrozzelle sono ampiamente presenti nel fumetto anche se non sempre sono facile espediente per rappresentare l’handicap tout court. Spesso, soprattutto, se non si tratta di personaggi da sfondo che appaiono quasi per caso nella narrazione, i personaggi in carrozzella divengono tratto sensibile dell’autore nella rappresentazione dell’handicap, divengono occasione di confronto, spazio di solidarietà disegnata.

Note
1 Il personaggio Numero Uno appare in Alan Ford a saga già avviata nel febbraio 1970 con il numero 11.
2 n.10 gennaio 1978, A.A.A. non cercasi.
3 François Corteggiani – Giorgio Cavazzano, Le Giovani Marmotte e un ragazzo come tutti, in GM – Giovani Marmotte, The Walt Disney Company – Italia n. 9, ottobre 1995.
4 Fumetto più volte citato in questo sintetico vocabolario. Si veda anche Stefano Gorla, Il Giornalino: qualcosa di speciale, in (a cura di ) Stefano Gorla – Paolo Guiducci, Diversabili, Cartoon Club, Rimini 2001, pp. 89-92.
5 X-Men serie creata nel 1963 da Stan Lee e Jack Kirby per la Marvel.
6 Serie semestrale creata da Luca Enoch per la Sergio Bonelli Editore. Il primo numero è apparso nelle edicole nel giugno 1999.
7 Personaggio creato da Johanna Spyri.
8 Striscia creata da Garry Trudeau nel 1968 e che dal 1970 appare con regolarità su di un gran numero di quotidiani mondiali (alla fine degli anni Novanta oltre 1.400). È la prima striscia a ricevere il premio Pulitzer.

Parole chiave:
Creatività, Cultura