Bulli e pupe - Superabile

29/03/2010 - Claudio Imprudente

Il dibattito sul bullismo è un argomento molto affrontato ultimamente specialmente in seguito ai molti fatti accaduti nelle scuole denunciati e documentati dai ragazzi. Inutile è ricordare i numerosi esempi avvenuti solo nell’ultimo anno partendo dal ragazzo down picchiato, continuando con i filmati delle umiliazioni subite da ragazzi da parte dei loro compagni. Il bullismo non è un fenomeno nuovo, anzi! Forse l’attenzione rispetto adesso sta aumentando a causa delle nuove tecnologie che permettono di rendere pubblici questi avvenimenti dando loro un’audience che prima non avevano mai avuto. Anche l’équipe del Progetto Calamaio (www.accaparlante.it), che lavora, tramite i percorsi nelle scuole, a stretto contatto con i ragazzi, si interroga rispetto a questo tema. Insieme alla dottoressa-psicologa Grazia Stella è stato avviato, a partire da quest’anno, un percorso apposito. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Emilia Romagna che ha istituito un bando dal titolo: “Azioni a sostegno di misure per l’antidispersione scolastica e di formazione del personale” che incoraggia le istituzioni ad affrontare l’argomento del bullismo partendo dal concetto di “benessere a scuola”. A questo punto una domanda sorge spontanea: che ruolo ha la diversabilità all’interno di un discorso di questo tipo? E ancora: la diversabilità può migliorare il benessere a scuola? Ecco ciò che è venuto fuori dall’incontro delle esperienze del Progetto Calamaio e della psicologa grazia Stella che hanno collaborato confrontandosi in una serie di incontri settimanali durante i quali si è unito lo stile del Calamaio con le conoscenze di Grazia:
“La diversabilità è l’opposto dell’omologazione delle abilità delle persone.
La diversabilità è la possibilità di stare a scuola con un modo proprio quindi è la dimostrazione concreta che possono esserci “modi propri” per fare le cose e vivere le esperienze.
Questo processo genera benessere perché permette di dare spazio alle persone e aiuta tutti gli studenti a coltivare delle parti autentiche di sé stessi.
Ma se ci sono delle abilità standard vuol dire che ci sono dei criteri per valutare cosa è normale, cosa è desiderabile e cosa no.
Certi contesti non si chiedono se la diversità rispetto alla norma può mostrare risorse utili, non si chiedono se la ricerca di normalità porta ad un appiattimento delle persone; questi sono i luoghi che parlano di deficit solo come disabilità.
La diversabilità vive di logiche di rispetto e di incontro, di creatività finalizzata al benessere del singolo in armonia con gli altri.
In quali scuole questo tipo di diversabilità migliora il benessere?
Sicuramente in quelle per cui tutto questo è desiderabile”.
Questo incontro ha dato origine ad un paio di percorsi nelle scuole che si stanno svolgendo proprio in questo periodo. Credo che questa sia la strada migliore per far uscire la diversabilità dal settore “handicap” e farla approdare al settore “educazione”.
E che dire… comunicatemi le vostre idee o suggerimenti così da trovare un modo ancora migliore su claudio@accaparlante.it