Arrabbiarsi non basta

01/01/1997 - Andrea Canevaro

"Non mi pare un argomento forte sostenere che, siccome la laurea richiederebbe come livello di assunzione il settimo, questa impedisca comunque l'assunzione di un laureato al sesto... La parte più innovativa di questo corso di laurea è quella rappresentata dal tirocinio che non è un'appendice, ma una parte integrante".

Non basta arrabbiarsi a questo punto, perché sembra che sia una questione opinabile, per cui c'è chi la pensa in un modo, chi la pensa in un altro e così via.
Qui si tratta di mettere un ordine a partire da alcuni dati che ci sono. L'esistenza di un corso di laurea, che si chiama Corso di Laurea in Scienze dell'Educazione, e che ha un indirizzo che è, per educatori professionali, non è un fatto di pochi intimi che hanno deciso di fare un clab, ma è una cosa, un fatto che ha una legittimazione di governo.
C'è un organo, controllato dal Ministero della Pubblica Istruzione e della Ricerca per l'Università, per cui se nasce una cosa del genere nasce come una proposta carica di un significato anche legale. Mi pare che questo non sia da trascurare.Poi c'è una azione di governo un po' disordinata, per cui c'è un corso di laurea e, nello stesso tempo in parallelo, nasce un corso di laurea breve presso la Facoltà di Medicina;si tratterà di mettere ordine a queste cose perché non diventino troppo contraddittorie, a partire da un elemento di realtà, che è l'esistenza legale di un corso di laurea; lo sottolineo legale e non arbitraria.Dicevo questo perché a volte mi sembra che il dibattito sia tra opinioni, mentre qui si tratta di dare una struttura più complessa e più ordinata a degli elementi di fatto. Allora, un primo fatto è l'esistenza del corso di laurea a Scienze dell'Educazione.
Un secondo fatto è questo. Qualcuno dice "attenzione perché il titolo ha un valore alto e questo non può funzionare perché i livelli degli educatori non sono corrispondenti alla laurea". Io ribatto che non è vietato assumere ad un livello diverso, indipendente dalla laurea. Ad esempio io conosco, tu conosci e altri conoscono - insieme ne facciamo una bella lista - persone che hanno vinto, con una laurea congruente, allora in Pedagogia, ora sarà in Scienze dell'Educazione, e senza il diploma di scuola superiore richiesto, concorsi pubblici per posti di ruolo all'interno dei nidi.
Come mai allora si dice di no per gli educatori, che questo non si può fare? Parte da una constatazione di abitudini e come qualcuno dice di no altri possono dire, in maniera del tutto legittima, di si. Anzi probabilmente nei precedenti esiste qualche ricorso che da ragione a quello che sto dicendo. Non è una cosa, come qualcunosostiene, che assolutamente non si può, che è incostituzionale. Io ho parlato dei nidi, ma posso dire anche della scuola dell'infanzia, della scuola elementare. Ci sono molte persone che, in possesso del solo titolo di laurea in Pedagogia ora lavorano, assunte dallo Stato, con le funzioni di insegnanti ecc.
Non mi pare un argomento forte sostenere che, siccome la laurea richiederebbe come livello di assunzione il settimo, questa impedisca comunque l'assunzione di un laureato al sesto. E' piuttosto una questione di abitudini. E' innegabile che queste ci siano, si tratta di vedere se queste vanno conservate o se invece vanno cambiate.
La terza considerazione che vorrei fare è più nel merito della formazione. La formazione universitaria può essere una cosa ben fatta e può essere una cosa mal fatta. Io ero preoccupato per la laureata o il laureato che poi, per fare l'educatore, deve anche pulire il sedere a qualcuno.
Un laureato studia per fare mansioni di quel tipo? Dipende da come si laurea. Io ho l'impressione che qui abbiamo messo in moto, in maniera impegnata, il corso di laurea e la parte sostanzialmente innovativa è quella del tirocinio, che non èuna appendice appiccicata, è integrata fortemente al percorso formativo. Ci vede impegnati anchecome docenti che andiamo nelle strutture e per me è l'elemento più importante che sto vivendo in questa stagione universitaria. Però io so benissimo che ci sono altri corsi di laurea che invece non fanno le cose sul serio. Quindi bisogna più entrare nel merito. Quando ci sono associazioni, enti locali, che lamentano problemi con il personale educativo io rispondo loro che bisogna entrare più nel merito e richiedere persone realmente formate, che sappiano che pulire il sedere di una persona handicappata è parte importante del proprio lavoro. Io sono sicuro che ci guadagniamo. E' più un'azione di terzo livello, a cui si arriva una volta che sono state chiarite le prime due, che possiamo anche chiamare "del controllo di qualità", che ci sia cioè una qualità corrispondente alla formazione.

(*) Direttore del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'università di Bologna

Pubblicato su HP:
1997/55