Anni '70, comincia l'integrazione

01/01/1991 - Luca Pieri

Breve storia dell'assistenza in italia dall'unita' ad oggi. E' degli anni '70.
La normativa che permette alle regioni di riordinare il sistema sanitario
locale. L'emilia romagna attua una politica sanitaria di tipo preventivo verso
l'handicappato. E si comincia a pensare anche al loro futuro lavorativo.

Per comprendere l'attuale situazìone dei cittadini disabili rispetto almercato dei lavoro bìsogna rìferirsi allo sviluppo storìco degli interventiche la società italiana ha via vìa messo in atto nei loro confronti.
La società italiana sconta il notevole ritardo nella realizzazione di uno statonazionale unitario, anche sul piano della "assistenza" e pù ingenerale dei controllo sociale dei diversi. Di fatto si assiste al tentativo diimitare i modelli organizzativi già consolidati nei Paesi con maggior maturitàpolitica, con una differenza strutturale che impedìrà sempre la pienaattuazione di tali modelli: l'influenza storica e sociale delle inizìativeassistenziali della Chiesa cattolica, questo anche nei momenti di massimolaicismo rappresentati dai governi di De Pretis e Crispi.
L'influenza della Chiesa ha dato luogo, attraverso alterne vicende, ad uncompromesso utile  ad entrambe le parti che costituisce ancora oggi untratto saliente dell'organizzazione Italia: il riconoscimento pubblico delle iniziativeprivate. E' interessante notare come l'assistenza sia posta alle direttedipendenze del prefetto (rappresentante locale dello Stato) ed in stretta collaborazioneistituziolizzata con l'autorità di Polizia.
Qualche tentativo di aumentare il potere dello Stato in questo campo fu fatto 30anni dopo la costituzione del Regno d'Italia. E' importante rilevare, che, conla legge del 1890, il termine "soccorso" viene sostituito con quellodi "beneficienza pubblica"; l'assetto istituzionale dell'assistenza,fissato da questa legge, rimarrà immutato fino all'avvento del fascismo e finoagli anni '70 di questo secolo. Lo sviluppo dell'associazionismo e delle varieforme di mutualismi operaio ha portato ad una graduale differenziazione frasistema previdenziale e sistema assistenziale: questo si occupa di quella fasciadi popolazione non attivo; minori, invalidi, orfani, poveri. L'istituzionefondamentale attorno a cui si è organizzato l'apparato assistenziale italianosi è strutturato come previsto dall'art. 1 della legge 17 dei 1890: "Sonoistituzioni di beneficienza" quelle che abbiano per fine: a) di prestareassistenza ai poveri, tanto in stato di sanità, quanto di malattia; b) diprocurare l'educazione, l'istruzione, l'avviamento a qualche professione.


LA SITUAZIONE ATTUALE IN ITALIA

Durante gli anni '30, il regime fascista diventerà sempre più interventistain economia (in quegli anni nasce l'I.R.I., 1933) e, attraverso la costituzionedi numerosi enti autonomi e legati allo Stato (Enti Pubblici Autonomi, O.M.N.I.,E.C.A.), tenderà a costituire un primo sistema di stato sociale.
Questo tipo di organizzazione si protrae in Italia fino agli anni '60 ed ècaratterizzata da una politica economica tendenzialmente liberista, tesa afavorire al massimo la ripresa economica post?bellica. Per quel che ciinteressa, in questi anni abbiamo, attraverso la costituzione di numeroseassociazioni (l'A.I.A.S. nasce nel 1953 l'A.N.F.F.A.S. nel 1958), i primi esporadici interventi pubblici (convenzioni) in favore di quel? le categorie didisabili che il progresso della medicina comincia a prendere in considerazione eche la diminuzione della mortalità infantile contribuisce ad aumentare. Taliinterventi, inquadrati nella tradizionale logica riabilitativa ed emarginante(istituti, scuole speciali, reparti ospedalieri, ... , avevano come obiettivoprimario la custodia e la tutela di quei soggetti considerati come S~anormali" e perciò da normalizzare secondo i tradizionali percorsi etico-scientifici.
Gli anni che vanno dal'70 al'75 sono caratterizzati da un momento nel quale siricomincia a dare attuazione ai principi costituzionali. Va segnalata, inproposito, la legge n. 482 dei 2 aprile 1968, che istituisce il collocamento allavoro obbligatorio degli invalidi. E' di questa epoca l'attuazione della scuolamedia dell'obbligo.
Inoltre in questi anni si assiste ad una richiesta sempre maggiore dipartecipazione diretta dei cittadini. Infatti dal '70 al '75 verranno gettate lebasi normative per l'attuazione della costituzione in campo sociosanitario ed ilpiù generale riassetto della pubblica amministrazione.


E IN EMILIA ROMAGNA?

E' degli anni '70 la normativa relativa al trasferimento alle Regioni inmateria socio?sani?)eramento degli enti IVINI, che permette e Emilia?Romagna n.405 e 22, l'istituarvizio materno?inante l'avvio dei Con~ari e l'attuazione didi prevenzione degli gandoli con i servidei cittadini in età avore deicittadiniiti, previsti dallaiilia?Romagna han)ostazione di tipochesicuramente,quel che riguardalicap(poliomelite eparalisi cerebrale infantile edin genere patologie legate alla gravidanza e/o al parto) ha dato Dn risultato.a, anche per mana normativa nazio;istenza, ha lascia85 senza servizi di glihandicappati in re a quella evoluti~eva conseguire il rischio di riemarginazionedei soggetti che, al termine della scuola dell'obbligo (fascia protetta), nonpotevano, per le caratteristiche specifiche dei loro handicap, entrare neinormali canali di socializzazione (scuola, lavoro), con il conseguente rischiodi ricaduta dell'handicappato adulto a totale carico della famiglia, vanificandospesso gli sforzi fatti durante gli anni di permanenza nella scuoladell'obbligo.
In questi anni si sviluppano, soprattutto in sede locale, strategie piùcomplesse volte ad una sempre maggiore integrazione degli handicappati; infattiè dei 1985 la legge regionale n. 2 che detta le norme sul riordinodell'assistenza sociale e la legge istitutiva dei "poli di accoglienza perl'handicap adulto" e, da parte della Provincia di Bologna, dei"servizio inserimento lavorativo" degli handicappati.
Con riferimento alla legge regionale Emilia Romagna n. 2/ 1985 si può notare unimportante cambiamento istituzionale che formalizza il rapporto fra apparatopubblico (LISL, Comune, Regione) ed il mondo dei volontariato privato socialeche negli anni '70-'80 aveva sviluppato proprie risposte alla domanda diintegrazione sociale portata avanti da gruppi marginali. Tale legge prevede laregolamentazione dei rapporto fra apparato pubblico e volontariato configurando,in forma di iscrizione in appositi elenchi e convenzioni, un sottosistema mistoche tenta di realizzare una risposta univoca e complessa alla domanda vista inprecedenza.
La legge regionale n. 2/85 sul riordino dell'assistenza e della sicurezzasociale, prevede numerosi interventi di mediazione fra le difficoltà deidisabili e le istanze dei mondo della produzione che possono essere viste comeesempio di attivazione di un sotto sistema ad hoc per la soluzione di unacontingenza particolare e cioè rendere il cittadino disabile il piùcompatibile possibile con il mondo dei lavoro attraverso mediazioni economico-tecnichee politiche.

POSIZIONE LAVORATIVA DEI DISABILI PRESI IN CARICO DAL SERVIZIO INSERIMENTOLAVORATIVO AL 30/12/90


POSIZIONE ATTUALE   N. GIOVANI   %
     
tempo indeterminato 165 50%
     
tempo determinato 4 1,20%
     
contratti formazione lavoro 46 13,90%
     
borse lavoro 53 16%
     
occupazione familiare 15 4,60%
     
occupazione sconosciuta 16 4,90%
     
avventizi 15 4,60%
     
in proprio 2 0,60%
     
avviati UPLMO 9 2,70%
     
apprendisti 5 1,50%
     
TOTALE OCCUPATI   330   100%

Fonte: SIL, provincia di Bologna

Pubblicato su HP:
1991/29
Parole chiave:
Lavoro