Al servizio del cittadino?

01/01/1995 - V. B.

L'hanno chiamato Iperbole (Internet PER BOlogna e L'Emilia romagna) ed è uno sportello a cui possono rivolgersi tutti i cittadini, provvisti naturalmente di computer e modem. E' il primo esperimento in Italia di quella che è stata subito ribattezzata come "democrazia telematica" e nei prossimi mesi, lo sportello è attivo da pochi giorni, sapremo quanto e come il servizio funziona. Per ora possiamo solo tracciare qualche ipotesi sulla reale fruizione dei servizi "via modem" e cercare di capire chi ne sarà l'utente. Ecco le opinioni in proposito di Angelo Agostini, direttore dell'Istituto di Formazione al Giornalismo dell'Emilia Romagna ed esperto di comunicazione.

Domanda. Le reti telematiche possono configurarsi anche come servizio al cittadino? Possono insomma avere una utilità sociale?
Risposta. Non ho dubbi sull'utilità sociale delle reti telematiche ma con una precisazione indispensabile: le reti telematiche saranno tanto più utili quanto più si diffonderà nella società una cultura tecnologica.
Il Censis ha elaborato dei dati sulla diffusione del computer nelle famiglie italiane molto interessanti: si parla infatti di un 12% il che indica un uguale potenziale di fruitori per le reti telematiche.
Questo è un indicatore molto importante ad esempio per quegli enti, come il Comune di Bologna, che realizzano le cosiddette reti civiche. Oggi però la porzione di popolazione che utilizza questi mezzi è piuttosto limitata e qualunque enfasi posta su iniziative di questo tipo è totalmente inutile se parallelamente non vengono anche attuati dei grossi programmi di acculturazione tecnologica delle società locali. Non parlo certo di corsi gratuiti organizzati dal comune ma sicuramente penso ad investimenti economici e a una volontà politica che coinvolga filtri importanti quali le scuole e le associazioni del privato sociale.
Detto questo sono comunque fermamente convinto che le reti telematiche possano ricoprire un ruolo di primaria importanza.

D. Quali sono i punti di forza della telematica?
R. A mio avviso esistono almeno tre elementi da sottolineare. Innanzitutto la possibilità di accedere ad informazioni quantitativamente e qualitativamente impensabili con i mezzi tradizionali.
Secondariamente il grosso valore che i gruppi di discussione rappresentano come forme comunicative; siamo certamente di fronte all'equivalente tecnologico delle chiacchiere che si fanno al bar ma ciò nulla toglie al peso di questi gruppi in termini di veicoli di socializzazione.
Ultimo elemento è l'estrema accessibilità, sia dal punto di vista economico che da quello tecnologico, di questi mezzi.

D. Non c'è una contraddizione in un servizio che da un lato annulla tempi e distanze (e quindi amplia il campo dei suoi utenti) e dall'altro "seleziona", come spesso accade alla tecnologia, i suoi fruitori?
R. Credo che per certe categorie sociali, quelle troppo distanti culturalmente, non ci sarà mai un accesso diretto alle reti telematiche. Questo è da un lato nella logica di tutte le rivoluzioni tecnologiche, dall'altro trova una parziale soluzione negli elementi di mediazione quali associazioni, gruppi di volontariato, associazioni professionali.
Ribadisco però il concetto già espresso, che per me è di cruciale importanza: oggi non si può pensare ad una diffusione capillare di questi mezzi senza creare le condizioni materiali perché questa diffusione diventi possibile.

D. Cosa si modificherà invece per chi fa informazione in campo sociale?
R. Per chi è in grado di comunicare cambierà pressoché tutto; con questo non intendo dire che scomparirà la carta stampata, scompariranno i periodici, ma ci saranno grosse trasformazioni ad esempio nella diffusione, che con questi mezzi sta già toccando potenzialità altrimenti impensabili. Altre fondamentali mutazioni avverranno rispetto ai canoni di scrittura e di progettazione perché è chiaro che quelli tradizionali non possono reggere.
Presto saranno ancora più chiari gli enormi vantaggi di un sistema di comunicazione che proprio per i costi limitati non deve per forza gravitare attorno alle grandi imprese editoriali; in questo soprattutto risiedono le potenzialità della telematica.