"Al mattino quando arrivo al centro…"

01/01/2000 - Alessandra Barulli

Stefania

Arrivo al CDH intorno alle nove del mattino e questo ormai da ben 12 anni e solitamente a quest’ora trovo poche persone perché molti arrivano più tardi.
Ma nonostante ciò il momento dell’accoglienza qui è sempre stato e continua ad essere molto positivo e piacevole e, sebbene venga qui per lavorare, il centro è un luogo di lavoro molto particolare caratterizzato da un clima informale e familiare.
Non nego però che molte volte il dover aspettare gli altri (avendo orari diversi) mi crea qualche disagio.
Vorrei riuscire a concretizzare di più nell’arco della giornata, questo mi darebbe maggiore soddisfazione. Comunque cerco di non far pesare troppo agli altri le mie pretese. Anzi per mettere a proprio agio le persone che mi circondano l’arma che uso sono sicuramente le coccole. E in questo sono molto esplicita, non uso mezzi termini, le attiro a me, accarezzandole e facendomi accarezzare. Tutto questo forse può sembrare strano in un mondo, soprattutto quello lavorativo dove questo spazio sembra quasi negato.
Oltre all’esperienza del CDH un’altra situazione che vivo come buona accoglienza è quella della Casa “Santa Chiara” dove vivo. Di certo questa situazione non si può propriamente paragonare all’accoglienza che avviene in una normale famiglia, dove la sera per esempio ci sono dei genitori che ti aspettano, a qualsiasi ora, a Casa Santa Chiara devi saper dire con esattezza l’orario del rientro e dell’uscita perché altrimenti potrebbe non esserci nessuno. Comunque il clima anche qui è molto sereno e devo ammettere che sono molto gentili con me.
Le uniche esperienze più critiche per me sul piano dell’accoglienza sono state quelle a livello scolastico. Anzi più che di accoglienza parlerei di non-accoglienza. A sette anni infatti mi iscrivono a scuola e qui subito il primo rifiuto; il direttore didattico non mi voleva inserire in nessuna classe perché secondo lui non avevo la testa per studiare e per fare tutte le cose come gli altri bambini. Alla fine dopo molte insistenze mi dettero una possibilità; un periodo di prova e poi un altro periodo di allontanamento (sebbene la prova non fosse andata poi così male). Alla fine, grazie all’insistenza delle insegnanti e dei bambini della scuola, potei ritornare l’anno successivo nella mia classe insieme ai miei compagni. Quella fu per me una grande vittoria anche se mi lascia tuttora dell’amaro in bocca.

Pubblicato su HP:
2000/75
Parole chiave:
Testimonianze-Esperienze