Viaggi e miraggi - Abruzzo a gogò... a partire dal web

15/07/2011 - di Luca Baldassarre

So di non averlo mai fatto prima e so anche di avere appena scritto una colossale falsità ma in fondo è giusto così. Voglio promuovere il mio Abruzzo e lo voglio fare in occasione del varo del nuovo lavoro sul turismo accessibile che la cooperativa Accaparlante ha realizzato in collaborazione con l’associazione Centro Documentazione Handicap e l’azienda Coloplast, cioè www.IncontriColoplast.it.
Il sito è l’evoluzione telematica delle guide cartacee editate in questi ultimi anni e raccoglie buona parte del patrimonio di conoscenze maturate in 15 anni di lavoro sul turismo accessibile. L’obiettivo principale è mettere a disposizione degli internauti (con un occhio di riguardo per quelli con difficoltà di mobilità) uno strumento efficace e affidabile per pianificare le proprie vacanze. Rendere disponibili le segnalazioni attraverso Internet ci è sembrata la scelta più logica, visto che il web offre quasi solo dei vantaggi, tra i quali la possibilità di aggiornare più rapidamente le informazioni. In linea con quanto abbiamo fatto in questi anni, la preferenza accordata ai luoghi e alle strutture è solo in parte vincolata a criteri principe quali l’assenza delle barriere architettoniche o la presenza di servizi dedicati esclusivamente alle persone con difficoltà di mobilità, anzi si è molto lavorato anche su elementi di tipo qualitativo come quel “qualcosa di speciale” che chiunque cerca quando viaggia e che è fondamentale per godere appieno di una vacanza da ricordare.
Doverosa una sottolineatura sullo stile e il linguaggio utilizzato, che tentano di rendere al fruitore le emozioni e i desideri che i rilevatori hanno sperimentato, nell’incontro con i luoghi e le persone, durante le ricognizioni sul posto.
Eccoci allora a una delle località segnalate, l'Abruzzo. Come ho scritto nelle pagine del sito, però in html (quindi è tutta un’altra storia...): “A volte capita, senza nessuna ragione apparente, di non apprezzare abbastanza quello che si ha sotto gli occhi. Mio padre direbbe che è più grave se capita ai cristiani (cioè alle persone), ciò non toglie che l’affermazione calza a pennello all’Abruzzo. Questa terra è ricchissima di tradizioni e natura (ospita ben tre parchi nazionali!) e non è rinomata come meriterebbe”. Fin qui andiamo molto bene e sono certo che molti staranno già preparando le valigie e i miei corregionali brindando alla mia salute con il centerbe. Nel rigo dopo forse potrò apparire ingeneroso con le mie radici: “Chi scrive è nato qui, perciò può dirlo con certezza: gli abruzzesi sono arcigni e suscettibili e nei rapporti con i forestieri applicano la cosiddetta 'diffidenza preventiva' ma hanno uno spiccato senso dell’ospitalità. Potrà apparire contraddittorio e infatti lo è”.
Vi pare troppo? Se pensate sia così vi lancio una piccola sfida. Rispondete a queste domande dopo essere stati in Abruzzo: la maggior parte delle persone che avete incontrato per la strada vi ha guardato male? O, se ha parlato, è riuscita a rispondervi istintivamente no a qualsiasi cosa? Avete notato un incredibile tempismo nell’affibbiare un soprannome azzeccatissimo al malcapitato di turno? Entrando negli esercizi commerciali la maggior parte dei presenti ha risposto con un grugnito al vostro squillante “Buongiorno!”? Nell’ordinare il cappuccio al bar il barista vi ha guardato con sufficienza o, al massimo, vi ha chiesto “Cch(e) vvu?”. Vi è capitato di cogliere la tendenza a spremere due interi limoni grossi come pompelmi in una tazza di the? Ebbene, se le risposte sono tutte sì, il soggetto che emerge (si fa per dire) è l’“homo abruziensis”. Ecco, forse adesso quando andrò a trovare le centinaia di parenti abruzzesi che vivono ancora lì, tra genitori, sorelle, fratelli, zii, cugini di primo grado, cugini di secondo grado, cugini di terzo grado, amici, ecc., potrei rischiare qualche rappresaglia. Ma tant’è. Quello che va detto, va detto!
Di buono c’è che le segnalazioni di www.IncontriColoplast.it fanno riferimento al Parco Nazionale d’Abruzzo. Si tratta di una riserva protetta oggettivamente superba. Sapete che rischiate di incontrare seriamente l’Orso Bruno Marsicano che, quando non è in tv, vive qui?
E sapete che davanti agli arrosticini, alla carne alla griglia, all’agnello al forno con le patate, al timballo e agli onnipresenti Pan dell’Orso e Parrozzo, per una volta uniti nell’impalugare (tradotto dal bolognese, impastare, ndr) la bocca ai turisti, assumerete la stessa espressione di Anton Ego, il critico culinario del topo chef in Ratatuille? Attendo riscontri.

 

Parole chiave:
Barriere architettoniche