1985, qualche tempo fa

01/01/2004 - Mario De Pasquale

Dagli atti della Commissione di inchiesta sulla P2 risulta che Licio Gelli trattò con Attilio Monti l'acquisto di quote azionarie de "La Nazione", de "il Resto del Carlino", e della Società Officine Grafiche...
Il Presidente della Repubblica è Sandro Pertini. Si va verso il referendum sulla scala mobile. Confindustria avverte: "Qualunque sia l'esito (del referendum) sarà disdetta la scala mobile". I socialisti al governo tentano una controriforma per ridimensionare la legge Basaglia, ma non riescono ad attuarla per una intrinseca debolezza numerica. Solo il 6% della spesa per l'assistenza psichiatrica è indirizzato verso i nuovi servizi. Molti sono i manicomi solo formalmente aperti, ma in realtà ancora coatti all'esterno. Corre l'anno 1985. L'Unità dalle pagine locali di Bologna dà notizia di un convegno in città sull'inserimento "degli invalidi nella scuola, nel lavoro e nei servizi sociali". Abbiamo ritrovato gli atti di quella manifestazione organizzata dall'A.N.M.I.C. il 23 marzo del 1985.
Non sono tutte rose e fiori.
In Emilia-Romagna sono 60.000 gli invalidi civili e i disabili. Dalla relazione di Agostino Bravaccini emerge una situazione di regressione nel campo dei diritti acquisiti. Alcuni dati: se si è titolari di pensione I.N.P.S. viene revocata quella d'invalidità; viene ripristinato il pagamento del ticket sanitario; è soppresso il congedo lavorativo per cure mediche.
Si comincia a parlare di riforma della 482/68 sul collocamento obbligatorio, mentre per la legge quadro è  lontano il varo (la 104 arriverà nel 1992). Un invalido civile totalmente inabile è costretto a vivere con una pensione di lire 204.000.
Oggi, anno 2004, l'importo di questa stessa indennità è diventato di circa euro 218,65. Le cose non sembrano andare tanto meglio.
Sul versante scolastico, nel 1985 il ministro della Pubblica Istruzione, on. Falcucci, presenta un progetto di riforma ignorando letteralmente i disabili e le loro esigenze. Esiste una legge, la 517/77 che all'articolo 2 parla di "servizi di sostegno nella scuola media", ma "non viene giustamente e  adeguatamente applicata".
Tornando invece a parlare di lavoro, scopriamo che dal collocamento obbligatorio sono esclusi coloro che sono affetti da malattie psichiche, e che nel computo delle percentuali di obbligo vengono inseriti anche gli invalidi già occupati.
In Emilia-Romagna si registra un altro dato negativo, rappresentato dalla diminuzione dell'occupazione
dei disabili rispetto al 1983 e al 1984. Sono aumentati gli iscritti alla lista del collocamento, passando da 6.393 a 7.653 occupati, con un incremento del 19.7%. Ma i lavoratori occupati appartenenti alle liste protette sono diminuiti, passando dai 38.407 del 1° semestre 1983, ai 36.485 del 1° semestre 1984. (decremento del 5%). Sono in flessione anche gli avviamenti, e le assunzioni dirette da parte delle aziende, che passano da 1.816 a 1.276 unità. Complessivamente i posti riservati alle categorie protette, e non coperti presso Enti pubblici e aziende private passano così dai 16.667 dell'83 al 17.869 dell'84. In particolare presso gli Enti pubblici il numero di posti scoperti è di 4.651 unità.
Allora, come oggi, le sanzioni previste per i datori inadempienti agli obblighi di legge sono lievi, e vanno dalle 15.000 alle 150.000 lire, applicate a patto che il lavoratore sporga denuncia all'Ispettorato del Lavoro.
Non vanno meglio le cose sul versante dell'assistenza. Diversi medicinali sono esclusi dal prontuario farmaceutico, mentre per quanto riguarda le protesi si cerca di contenerne le forniture, e il loro pagamento viene imposto ai cittadini invalidi.
Nel 1985 in Italia, il 27.7% delle famiglie è priva completamente di beni reali, e in questa percentuale è compresa l'intera categoria degli invalidi civili. Il reddito medio annuo individuale è di 11.067 lire, mentre il titolare di una pensione d'inabilità, percepisce in un anno soltanto 2.600.000 lire. Per chi è totalmente inabile, l'indennità di accompagnamento è pari a 5.580.000 lire.
Cosa rispondono le istituzioni? L'Assessore Regionale ai Servizi Sociali Riccarda Nicolini nel suo intervento è solidale con la linea di rivendicazioni proposta dall'A.N.M.I.C. Ma non può non riconoscere come troppo spesso la formazione si trasformi in parcheggio a causa della mancanza di concreti sbocchi occupazionali. Nonostante il tentativo di supplire alle carenze della 482, con l'emanazione della L.R. 48, la situazione non si sblocca. Eppure la 48 prevede contributi per l'adeguamento di beni strumentali dedicati all'attività lavorativa delle persone disabili, facilitazioni per quelle imprese che vedono al loro interno almeno 1/3 dei soci disabili. Le aspettative sono state inferiori ai risultati. Unico dato positivo la costituzione di cooperative miste, che ha portato all'inserimento di 400 lavoratori. Ma poco può una legge regionale, quando le carenze rimangono strutturali a livello nazionale.
Il 1985 vedrà scoppiare anche lo scandalo dei falsi invalidi, una situazione poi strumentalizzata dalle forze politiche per attribuire ad una esigua fascia di popolazione inesistenti responsabilità del dissesto economico nazionale. In effetti in Emilia-Romagna gli invalidi censiti sono 174.505, soltanto l'1% della popolazione. Le parole e i dati di Alvido Lambrilli, presidente nazionale di A.N.M.I.C. faranno sgranare gli occhi in altra sede al sottosegretario Giuliano Amato, che incredulo chiederà conferma al Ministero degli Interni, della veridicità di quei numeri.      
Ancora, già nel 1985 emergeva prepotente la frammentazione del mondo associazionistico. A Parma le associazioni censite erano 102; a Roma nel solo ambito dell'invalidità civile il numero è di 52 gruppi.
Infine una provocazione e una domanda: se cambiassimo le date, i numeri che contrassegnano le leggi, se scrivessimo 2004 al posto di 1985, i fatti raccontati in questo articolo non vi sembrerebbero di estrema attualità?

Fonti:
l'Unità
Atti del II Convegno Regionale "Inserimento degli invalidi nella scuola, nel lavoro e nei servizi sociali" promosso da A.N.M.I.C. (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) Bologna, 23 Marzo 1985

Parole chiave:
Cultura, Lavoro