01/01/2001 - Daniele Barbieri

Umano è. Come la fantascienza racconta l'universo-handicap

Grazie a Sentinella siamo portati dunque (senza preavviso)a guardare il mondo da un'altra parte; anzi, con gli occhi degli altri. E a scoprirci alieni, prima che crudeli.
Cosa significa alieno? Nella fantascienza - d'ora in poi abbreviata in sfi(2)- indica un extra-terrestre, quasi sempre ostile (o considerato tale) spesso immaginato come un essere mostruoso. L'idea di ostilità era all'origine, cioè nella parola latina alienus che può essere usata nei significati di estraneo, straniero ma anche di contrario, avverso, ostile (nella disposizione d'animo, cioè nel sentire).
"Sin dal primo incontro fui sopraffatto dal disgusto e dal terrore": così H. G. Wells presenta i marziani nel famoso La guerra dei mondi. Se gli alieni sono cattivi devono essere brutti; e viceversa (pregiudizi resistenti, come sappiamo ... anche perché continuamente alimentati)(3). Nella sfi classica essi somigliano a qualche animale repellente. Per questo negli Usa vennero ribattezzati Bem, ovvero Bug Eyed Monster, i mostri dagli occhi d'insetto. Quella difformità fisica ne fa dei lontani cugini di altri diversi, alieni, barbari che i "terrestri dominanti" hanno incontrato sul loro cammino, cominciando "a combattere senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica". È capitato a indios, pellerossa, "musi gialli", zingari, ebrei, "sporchi negri", omosessuali, pazzi, streghe, "infedeli"... Persino agli albini, cioè coloro che nascono con capelli e pelle molto "schiariti", e in certi luoghi è capitato anche ai mancini. Ancora Wells, considerato più o meno a ragione fra i papà della fantascienza, nel romanzo L'uomo invisibile per scatenarci un senso d'antipatia verso "il cattivo" di turno ci spiega che era un albino.
La diversità in tutte le sue forme, l'incontro con l'incomprensibile e/o con ciò che ci turba (ma sconvolge il nostro profondo o solo gli stereotipi e le abitudini superficiali?) è uno dei temi portanti della sfi. Esiste ovviamente una fantascienza superficiale e reazionaria che affronta l'alieno e/o lo straniero in termini militareschi (prima sparare e poi chiedere chi è), di capro espiatorio su cui scaricare le ansie o i mali della collettività o di bersaglio per riti e divertimenti crudeli.
"È uno straniero, prendiamolo a sassate" diceva, oltre 100 anni fa, una vignetta del Punch (rivista inglese), rimasta celebre. L'intreccio base per migliaia di romanzi, film, telefilm di sfi è tutta lì: ai sassi del Punch sono subentrate armi laser e gli stranieri vengono da Betelgeuse 16 invece che da un villaggio scozzese, si tratta di "xenocidio stellare" invece che di roghi, ma al fondo lo schema è immutato. Lassù, nelle galassie, ci comportiamo proprio come sulla Terra: stupidi, espansionisti, razzisti.


Parole chiave:
Cultura, Emarginazione