È tutta colpa delle barriere

01/01/1988 - Maurizio Serra e Stefano Toschi

Le barriere architettoniche sono considerate dalla maggioranza dei docenti come
una delle cause che più hanno ritardato l'iscrizione di studenti disabili all'università.
ci è stato fatto notare come gli edifici non proprio recenti siano ricchi di
scale, passaggi poco agevoli, aule con banchi non praticabili da una persona che
debba rimanere sopra ad una carrozzella. Le cause di tutto questo? Spesso una
mancanza di volontà da parte dell'amministrazione che da sempre si è trovata a
dover rispondere in primo luogo alle esigenze che interessavano la stragrande
maggioranza degli studenti.


Un esempio di questa mancanza di volontà ci è stato riferito dal prof. Susiniriguardo alle ridottissime dimensioni dell'unico ascensore della facoltà diLettere e Filosofia. "Nella colonna montante che è situata a fiancodell'ascensore non è mai stato attivato un secondo ascensore perchél'amministrazione universitaria non ha mai stanziato la somma sufficiente, cheuna volta era di 2.000.000 mentre ora sarebbe notevolmente maggiore e così lacolonna montante nella quale poteva essere installato un ascensore più grandeè utilizzata come magazzino delle scope".
Il rettore Roversi Monaco ci ha detto che ormai il discorso delle barrierearchitettoniche poteva dirsi in via di risoluzione dato che dal 20.4.1988sarebbero partiti i lavori per l'eliminazione di tutte le barrierearchitettoniche da tutte le aule ed istituti dell'Unviersità (il testointegrale dell'intervista al rettore è stato riportata nel n° 1 diAccapar-lante 1988). Abbiamo cercato di verificare con i presidi di facoltà, con l'Istituto per i Beni Culturali, con la Soprintendenzaper i Beni Ambientali ed Architettonici e con l'Ufficio Tecnico dell'Universitàle dimensioni di questo progetto. I presidi di Facoltà alla nostra domanda sefossero stati interpellati relativamente a questi lavori ci hanno fornitosoltanto risposte negative, anche se ci è stato detto che l'amministrazioneuniversitaria e più propriamente l'ufficio tecnico potevano procedere anchesenza sentire il loro parere. Ma anche le persone più direttamente coinvolte da questo discorso come l'architetto Gremmo (Soprintendente ai BeniArchitettonici ed ambientali) non sono risultate a conoscenza di questo progettoper l'eliminazione delle barriere architettoniche. La Soprintendenza ha infattigiurisdizione vincolante sui palazzi storici che ospitano facoltàuniversitarie, come nel caso della facoltà di Lettere e Filosofia o delDipartimento di Italianistica, e quindi l'Università, in ogni caso, devepresentare il progetto dei lavori alla Soprintendenza.
A questo punto abbiamo preso contatti con l'organo competente allo svolgimentodi questi lavori, ossia l'Ufficio Tecnico dell'Università. Il capo serviziodell'Ufficio Tecnico ci ha detto che sono previsti lavori per l'adeguamento allenorme antiinfortunistiche ed anti-incendio e lavori per l'eliminazione dellebarriere architettoniche. Ora stanno vagliando i progetti presentati dallesingole ditte prima di distribuire l'appalto. I finanziamenti ci sono, però ilavori non partiranno senz'altro prima di settembre e non è detto che si mettamano subito alle barriere. Questa notizia da un lato ci fa piacere perchéconferma la volontà di eliminare le barriere architettoniche, d'altra parte cifa pensare alla leggerezza e alla eccessiva sicurezza con cui il Rettore harisposto alla nostra domanda cercando di fare apparire come immediato un progetto che vedrà la luce a circa un anno di distanza dallesue parole. L'unica cosa che vorremmo sperare è che non si paragoni le esigenzedi uno studente handicappato in materia di barriere architettoniche al pericolodi incendio o di infortunio.
Nel percorso obbligato di ogni studente universitario una tappa decisiva èrappresentata dalle biblioteche. Le tre biblioteche maggiormente frequentatedagli studenti dell'Università di Bologna sono la Nazionale Universitaria, (chenonostante il nome è sottoposta al Ministero per i Beni Culturali),l'Archiginnasio e la biblioteca di Palazzo Montanari (le ultime due dicompetenza comunale). Come tutti sanno queste tre biblioteche sono ospitate intre palazzi ricchi di storia e di barriere architettoniche su cui è difficile,anche se non impossibile intervenire. Questa mancanza di volontà la possiamoriscontrare ad esempio per la biblioteca dell'Archiginnasio. In questo caso ildott. Pisauri (responsabile dell'Istituto per i Beni Culturali) ci ha detto che"non sarebbe necessario porre un ascensore dentro il quadri-porticomonumentale, ma poiché l'Archiginnasio ha un altro ingresso in Via Foscherari,qui potrebbe essere installato un ascensore che condurrebbe in pratica dietro lasala di consultazione della biblioteca". Un modo per rendere accessibilialle persone disabili la quantità di informazioni contenute nelle bibliotechesarebbe quello di rendere operativo un sistema bibliotecario fra tutte questestrutture.
Ci spieghiamo meglio: per sistema bibliotecario la Legge Regionale 27.12.1983n° 42 (Norme in materia di biblioteche e archivi storici di Enti Locali o diinteresse locale - per ora ancora largamente disattesa) intende un collegamentoattraverso una rete di terminali collocati nelle diverse biblioteche, ad un elaboratore centrale checontenga basi di dati bibliografici comuni alle diverse biblioteche del sistema:insomma una sorta di catalogo unico computerizzato fra diverse biblioteche. Inquesto modo una biblioteca senza barriere potrebbe collegarsi con l'elaboratorecentrale e fruire delle informazioni contenute in esso. Questo sarebbe un primopasso per limitare i tempi della ricerca dei testi o dei documenti, sapendo conprecisione dove andarli a cercare. Il sistema non evita però il fatto didoversi recare in una biblioteca che può presentare barriere architettonicheper prendere direttamente il volume richiesto.
Negli ultimi anni tuttavia, ma con costi ancora proibitivi sia per il produttoreche per l'utilizzatore di questo genere di archivi, alcune iniziative sono stateprese in due direzioni e precisamente: la disponibilità di avere attraverso ilterminale il riassunto dell'opera desiderata e la possibilità di ordinaredirettamente dal terminale i documenti desiderati. È auspicabile che anche inItalia si arrivi a questo livello di automazione bibliotecaria, anche se per ilmomento questi possono sembrare discorsi quasi fantascientifici. Una soluzioneal problema delle barriere architettoniche che probabilmente risulta piùpraticabile e sicuramente meno lontana nel tempo di quella prospettata poc'anziè rappresentata dalle possibilità di intervento su quelle che sono le "situazioni inmovimento" a livello di biblioteche bolognesi. Come ci è stato detto daldott. Pisauri "nella stessa Bologna dovrebbe partire un grande progetto disistemazione a biblioteca della ex Sala Borsa dove verrebbe trasferita labiblioteca di Palazzo Montanari. È in questi casi che è più facileintervenire, laddove si progettino modifiche ai contenitori, che non a freddoottenere un intervento ad hoc su un monumento come l'Archiginnasio". Undiscorso analogo interesserà anche Palazzo Poggi (dove è sistemata labiblioteca nazionale universitaria) dove alcune sale saranno ceduteall'Università dal Ministero dei Beni Culturali, mentre altre sale resterannoadibite a biblioteca. È su questi lavori di ristrutturazione che è possibileprogettare anche una eventuale eliminazione delle barriere architettoniche. Edè a tal proposito che cercheremo di sensibilizzare a questa esigenza laSoprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici e le autorità competentiallo svolgimento di questi lavori di ristrutturazione. In questo articoloabbiamo preso in considerazione l'Università nel suo complesso e cercato didescrivere quali sono le reazioni che provoca l'iscrizione di uno studentehandicappato fisico, ma l'Università è uno dei luoghi dove si produce cultura.Il passo successivo del nostro lavoro sarà proprio quello di vedere qualeimmagine dell'handicap offre la cultura universitaria.